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Il dolore e i suoi perchè.

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Sara Mori
Sara Mori
Viandante Residente
Viandante Residente
La domanda che ognuno di noi si è fatta più o meno spesso è "Perché c'è il dolore?"
Non si può rimanere insensibili davanti ai dolori nostri e quelli altrui.
Ci sono dolori fisici,psichici e spirituali e via,via che si sale il dolore è più intenso e meno compreso anche se può sembrare il contrario.
Secondo me il dolore non è un incidente o,peggio,un castigo ma racchiude delle finalità recondite.

Per il corpo il dolore è una difesa,un campanello d'allarme,un avvertimento che qualcosa non va e permette di correre ai ripari e di curarsi.
Nessuno scienziato affermerebbe che la sensazione di dolore che si prova toccando una fiamma sia inutile perché permette di evitare pericoli anche mortali per il corpo.
Il dolore psichico,talvolta meno capito,è un senso di solitudine,di abbandono,l'amarezza di sentimenti non corrisposti,di incomprensione e quindi depressione.
Questo tipo di dolore spinge alla ricerca di qualcuno che aiuti a superarlo individuandone le cause e rimuovendo gli ostacoli prima che la vitalità si spenga del tutto.
Il dolore spirituale è ancor meno compreso,riguarda la parte spirituale dell'uomo ma ingloba anche il dolore psichico e fisico perché prende l'uomo nella sua completezza.


Il malato spirituale impreca,inveisce contro una divinità che ritiene causa dei suoi dolori ma non riesce a cambiare le cose.
Quando una ferita è aperta è necessario curarla.
Gesù affermava di essere al mondo non per i sani ma per i malati:si tratta di malati spirituali.Perchè gli uomini potessero capire Gesù ha guarito prima i mali del corpo(cecità,sordità,invalidità,lebbra ecc),poi i mali psichici (ossessioni,schizofrenia ecc) ma la liberazione più importante doveva riguardare il dolore spirituale ed ha vinto questo dolore con il suo dolore.
Il dolore del Cristo "disinfetta"le ferite dello spirito e permette la guarigione.
Accettando un dolore di massimo grado(fisico ma soprattutto spirituale di abbandono e incomprensione) il Cristo è diventato quel dolore preventivo e di avvertimento contro i pericoli della vita.

Non c'è da temere ciò che può uccidere il corpo ma ciò che insieme al corpo uccide la mente e lo spirito.

Se guardiamo al dolore del Cristo e non al mondo questo ci aiuta a sopportare,come un anestetico,gli inevitabili dolori della vita.
Io credo che in questa vita per stabilire l'equilibrio naturale ad ogni dolore corrisponde un piacere e viceversa(come per tutte le dualità):alla fatica del lavoro e dello studio il piacere dei risultati,alle gengive doloranti di un bambino la crescita di un dente,al dolore del parto la nascita di una creatura,alla sofferenza di una cura il piacere della guarigione,alla fatica di una scalata o di una gara il piacere della vittoria;ma anche:

dal piacere del fumo il dolore del cancro,dalla soddisfazione dell'alcool la sofferenza di una cirrosi,dal piacere di grandi mangiate i problemi dell'obesità
.
Chi vive privo di dolore prima o poi lo cerca per ristabilire quell'equilibrio di cui ho detto sopra.

Il figlio di papà bello,giovane,ricco fa una vita senza fatiche ma poi va a praticare sport estremi,corre con la macchina,si droga perchè è in uno stato di disequilibrio e la natura non riconosce una parte di se stessa.


Riconosco che i misteri del dolore hanno ancora delle radici sconosciute:si riesce a sopportare il dolore di chi è andato a cercarselo o quello provocato dagli errori umani ma non riesco a mandar giù la sofferenza di un bambino,di un malato terminale di un innocente che cade in disgrazia,di una madre,come Maria,che vede un figlio soffrire e morire sotto i suoi occhi,delle violenze sui piccoli e gli indifesi o dello strazio di intere popolazioni.

Anche questi pensieri sono dolore,quello di entrare nei panni del sofferente senza sapere o capire lo scopo.Probabilmente un giorno si apriranno gli orizzonti e tutto sarà chiaro.Per ora l'unica risposta che riesco a darmi guardando un Crocifisso è questa:"Accetta il dolore inevitabile di questo mondo per evitarlo in quello futuro".
Il Crocifisso ci avverte che c'è un'altra Realtà per cui curarsi.
Ai lettori che non considerano un'esistenza futura non so proprio che cosa dire.

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tiziana
tiziana
Viandante Affezionato
Viandante Affezionato

@Sara Mori ha scritto:La domanda che ognuno di noi si è fatta più o meno spesso è "Perché c'è il dolore?"
Non si può rimanere insensibili davanti ai dolori nostri e quelli altrui.
Ci sono dolori fisici,psichici e spirituali e via,via che si sale il dolore è più intenso e meno compreso anche se può sembrare il contrario.
Secondo me il dolore non è un incidente o,peggio,un castigo ma racchiude delle finalità recondite.

Per il corpo il dolore è una difesa,un campanello d'allarme,un avvertimento che qualcosa non va e permette di correre ai ripari e di curarsi.
Nessuno scienziato affermerebbe che la sensazione di dolore che si prova toccando una fiamma sia inutile perché permette di evitare pericoli anche mortali per il corpo.
Il dolore psichico,talvolta meno capito,è un senso di solitudine,di abbandono,l'amarezza di sentimenti non corrisposti,di incomprensione e quindi depressione.
Questo tipo di dolore spinge alla ricerca di qualcuno che aiuti a superarlo individuandone le cause e rimuovendo gli ostacoli prima che la vitalità si spenga del tutto.
Il dolore spirituale è ancor meno compreso,riguarda la parte spirituale dell'uomo ma ingloba anche il dolore psichico e fisico perché prende l'uomo nella sua completezza.


Il malato spirituale impreca,inveisce contro una divinità che ritiene causa dei suoi dolori ma non riesce a cambiare le cose.
Quando una ferita è aperta è necessario curarla.
Gesù affermava di essere al mondo non per i sani ma per i malati:si tratta di malati spirituali.Perchè gli uomini potessero capire Gesù ha guarito prima i mali del corpo(cecità,sordità,invalidità,lebbra ecc),poi i mali psichici (ossessioni,schizofrenia ecc) ma la liberazione più importante doveva riguardare il dolore spirituale ed ha vinto questo dolore con il suo dolore.
Il dolore del Cristo "disinfetta"le ferite dello spirito e permette la guarigione.
Accettando un dolore di massimo grado(fisico ma soprattutto spirituale di abbandono e incomprensione) il Cristo è diventato quel dolore preventivo e di avvertimento contro i pericoli della vita.

Non c'è da temere ciò che può uccidere il corpo ma ciò che insieme al corpo uccide la mente e lo spirito.

Se guardiamo al dolore del Cristo e non al mondo questo ci aiuta a sopportare,come un anestetico,gli inevitabili dolori della vita.
Io credo che in questa vita per stabilire l'equilibrio naturale ad ogni dolore corrisponde un piacere e viceversa(come per tutte le dualità):alla fatica del lavoro e dello studio il piacere dei risultati,alle gengive doloranti di un bambino la crescita di un dente,al dolore del parto la nascita di una creatura,alla sofferenza di una cura il piacere della guarigione,alla fatica di una scalata o di una gara il piacere della vittoria;ma anche:

dal piacere del fumo il dolore del cancro,dalla soddisfazione dell'alcool la sofferenza di una cirrosi,dal piacere di grandi mangiate i problemi dell'obesità
.
Chi vive privo di dolore prima o poi lo cerca per ristabilire quell'equilibrio di cui ho detto sopra.

Il figlio di papà bello,giovane,ricco fa una vita senza fatiche ma poi va a praticare sport estremi,corre con la macchina,si droga perchè è in uno stato di disequilibrio e la natura non riconosce una parte di se stessa.


Riconosco che i misteri del dolore hanno ancora delle radici sconosciute:si riesce a sopportare il dolore di chi è andato a cercarselo o quello provocato dagli errori umani ma non riesco a mandar giù la sofferenza di un bambino,di un malato terminale di un innocente che cade in disgrazia,di una madre,come Maria,che vede un figlio soffrire e morire sotto i suoi occhi,delle violenze sui piccoli e gli indifesi o dello strazio di intere popolazioni.

Anche questi pensieri sono dolore,quello di entrare nei panni del sofferente senza sapere o capire lo scopo.Probabilmente un giorno si apriranno gli orizzonti e tutto sarà chiaro.Per ora l'unica risposta che riesco a darmi guardando un Crocifisso è questa:"Accetta il dolore inevitabile di questo mondo per evitarlo in quello futuro".
Il Crocifisso ci avverte che c'è un'altra Realtà per cui curarsi.
Ai lettori che non considerano un'esistenza futura non so proprio che cosa dire.
Meglio!

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Arwen
Arwen
Viandante Storico
Viandante Storico
Chi vive privo di dolore prima o poi lo cerca per ristabilire quell'equilibrio di cui ho detto sopra.

Il figlio di papà bello,giovane,ricco fa una vita senza fatiche ma poi va a praticare sport estremi,corre con la macchina,si droga perchè è in uno stato di disequilibrio e la natura non riconosce una parte di se stessa.
E' possibile vivere privi di dolore?
Non credo che si cerchi il dolore, si cercano emozioni che fanno sentire vivi.Guardare un figlio di papà da fuori può far pensare che abbia tutto e che non provi dolore ma non credo sia così, manca sempre qualcosa.
La vita è fatta di momenti belli e dolorosi, di piacere e di dolore, non sarebbe vita altrimenti.

Filosofia zen:
"per il saggio tutto è sofferenza"
Cosa significa?
Significa che il dolore, la felicità sono indispensabili e fanno parte della vita, quindi godere dell'attimo e accettare il dolore, tutto passa.
Per tanti sono concetti difficili da accettare.

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