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Psychiatric help 5 cent

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51
NinfaEco
NinfaEco
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@aaron ha scritto:
CHISSA'..........
PERO' ANCHE NELLA PAZZIA C'E' SENSIBILITA' E CONSAPEVOLEZZA MORALE.
O la attribuiamo noi alla pazzia? Psychiatric help 5 cent - Pagina 3 827538


@aaron ha scritto:
l'uomo è lo specchio di sé stesso;si ammira ,si analizza,si compatisce,si conforta,si tormenta,e se talora cerca di uscirne
non è che apparenza;tutto gravita intorno a lui.
il mondo è un accessorio;non esiste per sé,ma per lui,colorato e trasformato dalle sue impressioni;inevitabilmente i contorni si confondono,le linee si assotigliano ed ondeggiano e l'esperienza rende lo scherzo doloroso.

Questo è il trend.
Ma si può uscirne.
In genere avviene attraverso l'umiliazione che comporta il fatto di amare qualcuno.

52
NinfaEco
NinfaEco
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@ Big Boss

Capisco la distinzione tra intellettuale e intellettualoide.
Però mi stanno antipatici tutti e due.


P.s.
Ti piacciono le nuove faccine? sedere

53
aaron
avatar
Viandante Residente
Viandante Residente
@NinfaEco ha scritto:
@aaron ha scritto:
CHISSA'..........
PERO' ANCHE NELLA PAZZIA C'E' SENSIBILITA' E CONSAPEVOLEZZA MORALE.
O la attribuiamo noi alla pazzia? Psychiatric help 5 cent - Pagina 3 827538


@aaron ha scritto:
l'uomo è lo specchio di sé stesso;si ammira ,si analizza,si compatisce,si conforta,si tormenta,e se talora cerca di uscirne
non è che apparenza;tutto gravita intorno a lui.
il mondo è un accessorio;non esiste per sé,ma per lui,colorato e trasformato dalle sue impressioni;inevitabilmente i contorni si confondono,le linee si assotigliano ed ondeggiano e l'esperienza rende lo scherzo doloroso.

Questo è il trend.
Ma si può uscirne.
In genere avviene attraverso l'umiliazione che comporta il fatto di amare qualcuno.



la coscienza essendo libera possiede sempre la possibilita' concreta di produrre qualcosa di irrazionale,di irreale,di folle.
il dramma della coscienza è di non essere "quel"che è di essere "quel" che non è.
l'alternativa della coscienza è quella tra il nulla della incertezza e il nulla della liberta'.
duplice è la fisionomia della coscienza che,per un lato,è sempre coscienza di qualche cosa e pertanto relazione con gli oggetti del proprio mondo,mentre,per altro,essa,come immaginazione,e quindi come costruzione di un mondo irreale(web??),si
avverte come libera dal mondo in cui vive e dal quale,puo' appunto staccarsi.
la coscienza puo' definirsi come un essere del mondo che è ad un tempo costituzione e annichilazione del mondo.
se questa non è follia..........
amare????????????????

54
NinfaEco
NinfaEco
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@aaron ha scritto:
il dramma della coscienza è di non essere "quel"che è di essere "quel" che non è.
...cioè il suo dramma è il voler essere consapevole

se questa non è follia..........
La realtà cos'è se non follia condivisa?

amare????????????????

Si,
i tuoi ragionamenti dividono tutto, anche dentro la persona stessa.
Amare semplicemente, unisce.
Tutto ciò che è nostro per raggiungere l'altro è sminuito ed in questo senso siamo umiliati. Però così costruiamo un ponte verso un altro mondo in cui paradossalmente ritroviamo il nostro più altro che mai avremmo immaginto.
Esempio minimo di quella folle costruzione corale che si chiama realtà.
Ah... è soggetta a negoziazione continua....quindi non è mai garantita.


P.s.
Benvenutissimo

55
BigBossStigazzi
BigBossStigazzi
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
la coscienza essendo libera possiede sempre la possibilita' concreta di produrre qualcosa di irrazionale,di irreale,di folle.
il dramma della coscienza è di non essere "quel"che è di essere "quel" che non è.
l'alternativa della coscienza è quella tra il nulla della incertezza e il nulla della liberta'.
duplice è la fisionomia della coscienza che,per un lato,è sempre coscienza di qualche cosa e pertanto relazione con gli oggetti del proprio mondo,mentre,per altro,essa,come immaginazione,e quindi come costruzione di un mondo irreale(web??),si
avverte come libera dal mondo in cui vive e dal quale,puo' appunto staccarsi.
la coscienza puo' definirsi come un essere del mondo che è ad un tempo costituzione e annichilazione del mondo.
se questa non è follia..........
amare????????????????


penso finalmente di avere capito aaron ti tingrazio della stima anche se vorrei capire cosa ti ha richiesto tre livelli di lettura successiva con cambiamento di giudizio relativo, quel che dici è vero, o meglio è parte di un insieme in un contesto di sovrinsiemi e sottinsiemi sottostimato (o sovrastimato) dalla coscienza, ma tu parli di coscienza oppure di ciò di cui si può "avere coscienza"? C'è l'incoscienza e poi c'è la immmensa risorsa dell'uomo faber, la possibilità di sbagliare che diventa fiducia nelle proprie mani e nella propria capacità di modificare il mondo.
l'errore non è antagonista del successo, l'errore è prodromo del successo, e l'amore sta nell'accettarne la follia, trovare la bellezza dell'orrore il fascino del mostro senza mostro, l'umano sotto la maschera, le dita dietro le corde...io gioco con le parole, procedo di palo in frasca altalenando le braccia come una bertuccia, non sò neppure se in quello che ho detto c'è un qualcosa a che vedere con quello che dicevi tu, ma istintivamente mi giostro e sono contento che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo cominciare un pennino con la china ed un foglio bianco.
buona vita aaron



Ultima modifica di BIGbossSTIGAZZI il Sab 14 Mag 2011 - 15:15, modificato 1 volta

56
aaron
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Viandante Residente
Viandante Residente


amare????????????????

Si,
i tuoi ragionamenti dividono tutto, anche dentro la persona stessa.
Amare semplicemente, unisce.
Tutto ciò che è nostro per raggiungere l'altro è sminuito ed in questo senso siamo umiliati. Però così costruiamo un ponte verso un altro mondo in cui paradossalmente ritroviamo il nostro più altro che mai avremmo immaginto.
Esempio minimo di quella folle costruzione corale che si chiama realtà.
Ah... è soggetta a negoziazione continua....quindi non è mai garantita.


P.s.
Benvenutissimo

grazie.
consapevolezza..consapevole...
l'essenza dell'oggetto è nella sua realta'ed indipendente dal soggetto
nessuno puo' essere consapevole
nessuna coscienza puo' essere consapevole
se tale analisi viene rivolta a considerare l'uomo e piu' particolarmante la sua esistenza,e pertanto le relazioni in cui l'esistenza umana si trova sia con il mondo delle cose sia col mondo degli uomini,ne segue tutto Heidegger,Jaspers......
cadiamo inevitabilmente nella Trascendenza,cioè nel "progetto e abbozzo di un mondo ,ma in maniera tale che Cio' che progetta
viene comandato dal regno dell'esistenza che esso trascende,ed è gia' in anticipo accordato al suo tono"

amare??????????????????????
[/quote]

57
aaron
avatar
Viandante Residente
Viandante Residente
@BIGbossSTIGAZZI ha scritto:
la

GIURO NON HO CAPITO UNA SEGA o scrivi come mangiamo oppure a quest'ora è già troppo difficile, mi si ingarbuglia la vista, parla semplice lentamente e con esempi se vuoi che riesca a seguirti, magari anche lo spelling grazie :,,,,,.........

@ninfa...certo che chiamarle faccine.... sedere
magari qualcuno ci ha una faccina così! GRande ninfa cool


ugh! grande capo
ma..
i segni linguistici entrono con coloro che li usano,aprendo una via all'indagine sul comportamento valutativo dell'uomo.
le successive sostituzioni di una proposizione ad altra equivalente ci portano direttamente fino all'esperienza:quindi non esempi
ma concetti.
nel rapporto tra il segno linguistico ed il suo designato,il secondo si riferisce alla pragmaticita' del linguaggio,cioè al linguaggio come comportamento psico-biologico.
e tu lo capisci bene..anzi molto bene

58
BigBossStigazzi
BigBossStigazzi
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
ti ringrazio ma mi sa che mi sopravvaluti, forse un altro giorno ci riprovo a leggere quello che hai scritto (oggi sono incasinato) ma per come l'hai scritto ho delle difficoltà davvero, io ho dei bei limiti spessi contro cui mi scontro anche quando leggo magonzo il mago oronzo, diciamo che c'è molti modi di dire le cose, quello semplice è da sempre il mio preferito, specie se ci si vuole far capire cool

59
aaron
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Viandante Residente
Viandante Residente
@BIGbossSTIGAZZI ha scritto:ti ringrazio ma mi sa che mi sopravvaluti, forse un altro giorno ci riprovo a leggere quello che hai scritto (oggi sono incasinato) ma per come l'hai scritto ho delle difficoltà davvero, io ho dei bei limiti spessi contro cui mi scontro anche quando leggo magonzo il mago oronzo, diciamo che c'è molti modi di dire le cose, quello semplice è da sempre il mio preferito, specie se ci si vuole far capire cool

sai,la prima volta che ho letto "IL CORRIERE DELLA PERA" avrei voluto mandarti un commento PUAH!
l'ho riletto e il commento si è trasformato in un GULP!peeeerò
alla terza era decisamente un MUY BIEN!
comunque vada con lo spelling.
esse e i - u enne- gi erre a enne di e-
chiaro cosi'?

60
NinfaEco
NinfaEco
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@aaron ha scritto:


consapevolezza..consapevole...
l'essenza dell'oggetto è nella sua realta'ed indipendente dal soggetto
nessuno puo' essere consapevole
nessuna coscienza puo' essere consapevole
se tale analisi viene rivolta a considerare l'uomo e piu' particolarmante la sua esistenza,e pertanto le relazioni in cui l'esistenza umana si trova sia con il mondo delle cose sia col mondo degli uomini,ne segue tutto Heidegger,Jaspers......
cadiamo inevitabilmente nella Trascendenza,cioè nel "progetto e abbozzo di un mondo ,ma in maniera tale che Cio' che progetta
viene comandato dal regno dell'esistenza che esso trascende,ed è gia' in anticipo accordato al suo tono"

amare??????????????????????


Non esiste nessuna essenza se non nel momento in cui la concepiamo.
E' un nostro modo per dare un significato ad un oggetto esterno a noi, garantendogli esistenza attraverso un processo di astrazione.
La consapevolezza fa questo, per questo nessuna coscienza può essere consapevole.
E questa si, è trascendenza.
Se non si pensiamo troppo, forse è solo il nostro modo di essere al mondo.


Nell'amore è unito tutto ciò che in questo discorso è diviso.

Amare????
Si, dica pure.


Psychiatric help 5 cent - Pagina 3 827538



P.s.
Scusate ragazzi, disattivo subito la modalità riflessiva
e vi metto su una bella moka. gattina

61
Lucio Musto
Lucio Musto
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@BIGbossSTIGAZZI ha scritto:ti ringrazio ma mi sa che mi sopravvaluti, forse un altro giorno ci riprovo a leggere quello che hai scritto (oggi sono incasinato) ma per come l'hai scritto ho delle difficoltà davvero, io ho dei bei limiti spessi contro cui mi scontro anche quando leggo magonzo il mago oronzo, diciamo che c'è molti modi di dire le cose, quello semplice è da sempre il mio preferito, specie se ci si vuole far capire cool

cavolo!... conosci tu il Mago Oronzo!... quello poco mago, ma parecchio...

a questo lo dobbiamo far fare carriera politica. Ha una innata capacità di farsi ricordare!

62
aaron
avatar
Viandante Residente
Viandante Residente
@NinfaEco ha scritto:
@aaron ha scritto:


consapevolezza..consapevole...
l'essenza dell'oggetto è nella sua realta'ed indipendente dal soggetto
nessuno puo' essere consapevole
nessuna coscienza puo' essere consapevole
se tale analisi viene rivolta a considerare l'uomo e piu' particolarmante la sua esistenza,e pertanto le relazioni in cui l'esistenza umana si trova sia con il mondo delle cose sia col mondo degli uomini,ne segue tutto Heidegger,Jaspers......
cadiamo inevitabilmente nella Trascendenza,cioè nel "progetto e abbozzo di un mondo ,ma in maniera tale che Cio' che progetta
viene comandato dal regno dell'esistenza che esso trascende,ed è gia' in anticipo accordato al suo tono"

amare??????????????????????


Non esiste nessuna essenza se non nel momento in cui la concepiamo.
E' un nostro modo per dare un significato ad un oggetto esterno a noi, garantendogli esistenza attraverso un processo di astrazione.
La consapevolezza fa questo, per questo nessuna coscienza può essere consapevole.
E questa si, è trascendenza.
Se non si pensiamo troppo, forse è solo il nostro modo di essere al mondo.


Nell'amore è unito tutto ciò che in questo discorso è diviso.

Amare????
Si, dica pure.


Psychiatric help 5 cent - Pagina 3 827538



P.s.
Scusate ragazzi, disattivo subito la modalità riflessiva
e vi metto su una bella moka. gattina


ti ho risposto,ringraziandoti anche per il caffe',ma non so dove è finita,
se vuoi te la riassumo

63
aaron
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Viandante Residente
Viandante Residente
prova........................

64
NinfaEco
NinfaEco
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
:_-_: Provi cosa?


P.s.
Fa niente, per il grazie...
basta che il caffè vi sia piaciuto...

65
aaron
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Viandante Residente
Viandante Residente
a NinfaEco

se ti annoia non leggerlo,volevo solo mettere un ; al concetto di trascendenza

l'esperienza è ricerca dell'essere;ma proprio perchè essa è ricerca,il suo rapporto con l'essere,oggetto della ricerca,è
un rapporto di mancanza,di trascendenza;cio' che l'esistenza cerca è sempre al di la'del suo cercare come mostra il fatto che l'esito della ricerca è il conseguimento soltanto di una forma determinata dell'essere,non gia' dell'essere;
il tentativo della ricerca è volto a conseguire la totalita' dell'essere ed invece l'esito della ricerca è sempre il
conseguimento di una qualche determinazione di quella realta';sicchè nell'esistenza l'essere si rivela come impossibilita' di essere.Proprio perchè la possibilita' di cui va alla ricerca l'esistenza non appartiene al regno del finito.
l'esistenza piu' che essere comprensibile in se stessa e per se stessa ,è comprensibile nel suo rapporto con la trascendenza,con l'essere;dall'altro,pero',l'essere e la trascendenza non sono mai effettive possibilita'dell'esistenza;l'esistenza esperimenta l'essere e la trascendenza come cio' che essa non riesce a conseguire.Ci sono delle situazioni che l'esistenza non riesce a superare;cosi' l'esistenza non riesce a evitare la morte,non riesce ad evitare il dolore,la lotta ed il contrasto,al modo stesso in cui non riesce ad evitare di trovarsi sempre in una situazione determinata e finita; il fallimento cui l'uomo va incontro quando tenta di superare queste situazioni sono la manifestazione della trascendenza,nel senso che qui l'uomo tocca con mano la sua finitezza;questa e la forma in cui la trascendenza si fa presente nell'uomo,il quale,proprio per mezzo del naufragio,giunge all'avvertimento genuino e autentico di se stesso.Rendersi conto di questa condizione di finitezza in cui si muove l'esistenza umana è la massima liberta' cui l'uomo possa aspirare; o, in altri termini,la nostra liberta' coincide con la scoperta della nacesita' in cui si muove il nostro essere finito;l'accettazione di questa necessita'è la nostra sola liberta'.Il destino umano è appunto chiuso fra la nacessita'che lo costituisce e l'impossibilita'in cui tale necessita'si trova di chiudersi in se stessa e di identificarsi con l'essere.
ecc.ecc.

66
aaron
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Viandante Residente
Viandante Residente
@NinfaEco ha scritto: :_-_: Provi cosa?


P.s.
Fa niente, per il grazie...
basta che il caffè vi sia piaciuto...



problemi con il personal computer

67
NinfaEco
NinfaEco
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@aaron ha scritto:
l'esperienza è ricerca dell'essere;ma proprio perchè essa è ricerca,il suo rapporto con l'essere,oggetto della ricerca,è
un rapporto di mancanza,di trascendenza;
cio' che l'esistenza cerca è sempre al di la'del suo cercare come mostra il fatto che l'esito della ricerca è il conseguimento soltanto di una forma determinata dell'essere,non gia' dell'essere;
il tentativo della ricerca è volto a conseguire la totalita' dell'essere ed invece l'esito della ricerca è sempre il
conseguimento di una qualche determinazione di quella realta';sicchè nell'esistenza l'essere si rivela come impossibilita' di essere.Proprio perchè la possibilita' di cui va alla ricerca l'esistenza non appartiene al regno del finito.


Certo... se no non cercheresti.
La ricerca è protensione, cioè tensione verso qualcosa ed è intenzionale, cioè avviene a partire da noi seguendo la direzione di un nostro bisogno.
Il nostro bisogno primario è incontrare l'altro ( il mondo, le persone...) e orientarsi al suo interno. Ci riusciamo dando un senso all'altro per come la nostra ricerca ( Desiderio e intenzionalità)ci porta verso di esso.
La meta quindi è davvero altrove: non è in noi e non è nella cosa, ma nell'incontro. Non è il nostro spazio, e non è quello dell'altro... ma uno spazio terzo. Lo chiamiamo realtà condivisa in genere, e in qualche caso amore.
L'esistenza può stare in questo spazio o in noi, e nell'altro ma senza di noi.
Se però pensiamo a tutto questo, non sta da nessuna parte.
E allora immaginiamo la totalità dell'essere, l'infinito e tanti altri cristalli oltremondani.


l'esistenza piu' che essere comprensibile in se stessa e per se stessa ,è comprensibile nel suo rapporto con la trascendenza,con l'essere;dall'altro,pero',l'essere e la trascendenza non sono mai effettive possibilita'dell'esistenza;l'esistenza esperimenta l'essere e la trascendenza come cio' che essa non riesce a conseguire.

Ci sono delle situazioni che l'esistenza non riesce a superare;cosi' l'esistenza non riesce a evitare la morte,non riesce ad evitare il dolore,la lotta ed il contrasto,al modo stesso in cui non riesce ad evitare di trovarsi sempre in una situazione determinata e finita; il fallimento cui l'uomo va incontro quando tenta di superare queste situazioni sono la manifestazione della trascendenza,nel senso che qui l'uomo tocca con mano la sua finitezza;questa e la forma in cui la trascendenza si fa presente nell'uomo,il quale,proprio per mezzo del naufragio,giunge all'avvertimento genuino e autentico di se stesso.Rendersi conto di questa condizione di finitezza in cui si muove l'esistenza umana è la massima liberta' cui l'uomo possa aspirare; o, in altri termini,la nostra liberta' coincide con la scoperta della nacesita' in cui si muove il nostro essere finito;l'accettazione di questa necessita'è la nostra sola liberta'.Il destino umano è appunto chiuso fra la nacessita'che lo costituisce e l'impossibilita'in cui tale necessita'si trova di chiudersi in se stessa e di identificarsi con l'essere.
ecc.ecc.


Ecco... ho messo un spazio nel tuo postato,
perchè stavo per domandarti " Spiegami in che modo questo è un problema umano"... ma lo hai fato poco più sotto.
Vedi, ci sono persone che leggono e scrivono in grande, ma le stesse cose sono lette e scritte anche in piccolo.
La prima via dice di un problema che intenti a fissare l'orizzonte non vediamo, ed è sulla pounta del dito che lo indica.
Non è possibile "trascendere" certe cose siano esse la morte o i nostri limiti.
Si possono però accogliere senza volerli controllare e rinunciano a pensarli interamente. Naufragare infondo è vivere... almeno nel momento in cui non ci poniamo nemmeno il problema di come si tiene una barca.
E questa la chiamo anche io libertà.
Se parliamo di essere invece... mi viene un po' freddo e ho bisogno di un abbraccio... o di uno scialle di lana.


... e non mi annoio...
al massimo a volte non ci arrivo o
devo ossigenare il sistema centrale....imbarazzo

68
aaron
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Viandante Residente
Viandante Residente
[quote="NinfaEco"]
@aaron ha scritto:

... e non mi annoio...
al massimo a volte non ci arrivo o
devo ossigenare il sistema centrale....imbarazzo

mi sembra che lo spirito di Husserl alberghi in Te(posso sempre aver frainteso)
nella sua opera "Filosofia dell'aritmetica" Husserl mostra come la psicologia stia a fondamento della logica.
ma mentre l'intuizione empirica è la coscienza di un oggetto individuale,l'intuizione delle essenze è coscienza
di qualche cosa,di quel quid verso il quale si rivolge il suo sguardo e che le è dato in se stesso.
ora puoi dirmi chein quanto è operando sull'intuizione
empirica che si giunge all'intuizione dell'essenza;ma l'essenza è un oggetto universale; cio' che è vero di un'essenza,è vero di tutti gli individui nei quali l'essenza si realizza;.
l'intuizione delle essenze ci consenta pertanto di formulare delle proposizioni universali.
come a dire che le scienze naturali danno luogo a leggi che sono soltanto delle generalizzazioni fondate sull'induzione.
no
con Russel mi oppongo all'interpretazione puramente psicologica di enti logici

69
BigBossStigazzi
BigBossStigazzi
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
penso finalmente di avere capito aaron ti tingrazio della stima anche se vorrei capire cosa ti ha richiesto tre livelli di lettura successiva con cambiamento di giudizio relativo, quel che dici è vero, o meglio è parte di un insieme in un contesto di sovrinsiemi e sottinsiemi sottostimato (o sovrastimato) dalla coscienza, ma tu parli di coscienza oppure di ciò di cui si può "avere coscienza"? C'è l'incoscienza e poi c'è la immmensa risorsa dell'uomo faber, la possibilità di sbagliare che diventa fiducia nelle proprie mani e nella propria capacità di modificare il mondo.
l'errore non è antagonista del successo, l'errore è prodromo del successo, e l'amore sta nell'accettarne la follia, trovare la bellezza dell'orrore il fascino del mostro senza mostro, l'umano sotto la maschera, le dita dietro le corde...io gioco con le parole, procedo di palo in frasca altalenando le braccia come una bertuccia, non sò neppure se in quello che ho detto c'è un qualcosa a che vedere con quello che dicevi tu, ma istintivamente mi giostro e sono contento che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo cominciare un pennino con la china ed un foglio bianco.
buona vita aaron

ps: alle prese con i miei enormi limiti tecnologici continuo a modificare i vecchi post quando voglio solo copiare un pezzo, ma sai come ho detto la mia sensazione principale è quella di essere un idiot poco savant


Psychiatric help 5 cent - Pagina 3 214252

70
aaron
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Viandante Residente
Viandante Residente

ps: alle prese con i miei enormi limiti tecnologici continuo a modificare i vecchi post quando voglio solo copiare un pezzo, ma sai come ho detto la mia sensazione principale è quella di essere un idiot poco savant


Psychiatric help 5 cent - Pagina 3 214252 [/quote]

=tre livelli di lettura perchè anche io sono alle prese con conclamati limiti e non solo tecnologici.
In effetti sono un po' quozzo (o cuozzo?) q o c ..non so.

vedi Big Boss
partendo da una interpretazione puramente psicologica degli enti logici (qui occorrerebbe parlare di tutta la logica tradizionale che parte sempre dal presupposto metafisico che esistono soltanto le cose e le loro qualita'), Tu e anche NinfaEco viaggiate su percorsi paralleli di ragione.
ma la logica matematica non è psicologia,è ordine.
se x precede y,e,y precede z,x deve precedere z.
mi oppongo,con Russel,alla interpretazione psicologica degli enti logici.la cosiderazione della mente è irrilevante.
gli enti della logica e della matematica hanno una loro esistenza,anche se essa non si confonde con l'esistenza sensibile nello spazio e nel tempo;essi vanno scoperti proprio nel senso in cui Colombo scopri' le Indie e noi non creiamo i numeri e le relazioni piu' di quanto Colombo abbia creato gli indiani.
la logica e la matematica piu' che fare riferimento a delle essenze oggettive,sono un complesso di tautologie.
esse indicano solo qualche fatto circa il linguaggio e non circa il mondo.
anche se in affetti non so cosa indicano rispetto al linguaggio..........................
buona vita anche a Te Big Boss

71
BigBossStigazzi
BigBossStigazzi
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
con la distinzione fra psicologia ed ordine mi sembra che tu ti riferisca ad un'ordine oggettivo generale ed assoluto, che il relativismo non nega, lo nega solo in base ad una interpretazione dualistica (ordine-disordine=logica matematica-interpretazione psicologica) temo che le cose siano più complesse di così e che non siano così opposte, ossia su di una superfice non lineare x può non precedere z ossia la faccio elementare:

io credo che la matematica non sia che un altro linguaggio (qualcuno diceva che è il linguaggio di dio, io non credo in dio per cui è un altro linguaggio umano, solo meno diffuso fra gli uomini e più diffuso praticamente in natura) che si travasa negli altri linguaggi, prima che in quello verbale, in quello musicale e pittorico, è possibile che un'opera musicale si possa tradurrre in equazioni? E' possibile che una struttura biologica di una foglia sia descrivibile in termini pittorici tramite un frattale, tramite la psicologia nell'analisi delle emozioni e dei sentimenti che ne accompagnano il distacco dall'albero, tramite la musica descrivendone le circonvoluzioni aeree? Per me sì, purtroppo io non capisco abbastanza di matematica perchè nella sua scoperta ho subito un trauma insanabile ma sono convinto che non sia che uno dei linguaggi umani, forse come le cose che sono più semplici e più complesse quindi può darsi che la matematica consenta di entrare a livello di ordito, mentre la psicologia si occupi solo del singolo e delle sue percezioni, abbiamo poi anche antropologia sociologia e POLITICA che dovrebbero essere centrate sugli insiemi più numerosi e complessi, certo che fino alla invenzione reale di quella psicostoriografia che Asimov ha profetizzato (profeta alla Jules Verne per intenderci) in cui la matematica può determinare i mutamenti sociali con precisione, non siamo ancora arrivati.

E' tutta la vita che rincorro una interdisciplinarietà assoluta, in cui le conoscenze di una equipe possano permettere di vivere in maniera sferica, visualizzando, esprimendo e descrivendo una esperienza un'idea, un oggetto, girandogli attorno, trasformandolo in un'opera di culinaria, travasandolo nell'esperienza con una concentrazione tale che possa essere una esperienza mistica, io non nego le esperienze mistiche dico solo che legarle ad un concetto di dio significa svilirle, tutta la vita è una esplosione di gioia e di colori, di suoni e di sapori che noi non sappiamo cogliere con pienezza dalla caduta di babele in poi, quando un dio geloso e timoroso ha confuso le lingue degli uomini
il letterato ed il matematico non si sono capiti più.

72
PaperMoon
PaperMoon
Viandante Mitico
Viandante Mitico
ho iniziato a leggere e creduto di capire
ho riletto e ho capito di non aver capito (quasi) niente
ho caparbiamente continuato a far del male alla mia autostima e letto ancora

sono incappata in questo:
Psychiatric help 5 cent - Pagina 3 Fabio-10

un burattino guarda nello specchio e vede una ballerina
la ballerina guarda aldilà dallo specchio e vede un burattino
colui che guarda, al difuori dell'immagine, vede un burattino e una ballerina

chi è chi, chi è il soggetto (il sognatore?)?
dov'è la coscienza e/o la consapevolezza?
quello specchio cos'è in realtà?
e se lo specchio fosse un'altra persona non sarebbe già incontro, forse amore?

73
BigBossStigazzi
BigBossStigazzi
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
un burattino guarda nello specchio e vede una ballerina
la ballerina guarda aldilà dallo specchio e vede un burattino
colui che guarda, al difuori dell'immagine, vede un burattino e una ballerina

chi è chi, chi è il soggetto (il sognatore?)?
dov'è la coscienza e/o la consapevolezza?
quello specchio cos'è in realtà?
e se lo specchio fosse un'altra persona non sarebbe già incontro, forse amore?[/quote]

cara paper moon benvenuta
bel nick da film molto bello
metti lì delle cose interessanti ma io mica ho le risposte
infatti io spesso dico cose che rilette non capisco, come ho detto in altra sede sono una persona molto ignorante e con molte lacune, soprattutto non amo parlare difficile, ho questo vizio della divulgazione per cui credo che se una cosa non si riesce a dire semplicemente non valga la pena di dirla o di ascoltarla se non in rarissimi casi, a cercar di rispondere a tono (e manco sò se ci riesco) ad aaron stò usurando le ultime celluline celebrali... per quello che dici tu:
quel quadro è una bella metafora ma è un quadro e quindi uno specchio a sua volta, rimanda lo sguardo di chi lo guarda e riflette le idee e le insicurezze di chi lo osserva, tutti gli elementi interni al quadro non sono che colore secco...l'amore, l'incontro, la relazione è fra l'artista ed il pubblico attraverso lo specchio liquido ma cristallizzato del quadro...
chi è il sognatore?
tu e poi io dopo che mi hai postato il quadro ed ogni persona che lo vedrà
dov'è la coscienza? nell'artista
dov'è la consapevolezza? nel quadro
cos'è quello specchio? una metafora del quadro

il tutto comunque è l'idea di una relazione cristallizzata in un media che diventa elemento di una relazione... non sò se ho risposto comunque di nuovo benvenuta

74
aaron
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Viandante Residente
Viandante Residente

cara paper moon benvenuta
bel nick da film molto bello
metti lì delle cose interessanti ma io mica ho le risposte
infatti io spesso dico cose che rilette non capisco, come ho detto in altra sede sono una persona molto ignorante e con molte lacune, soprattutto non amo parlare difficile, ho questo vizio della divulgazione per cui credo che se una cosa non si riesce a dire semplicemente non valga la pena di dirla o di ascoltarla se non in rarissimi casi, a cercar di rispondere a tono (e manco sò se ci riesco) ad aaron stò usurando le ultime celluline celebrali... per quello che dici tu:

volevo dire B.B.e avrei continuato all'infinito,partendo da Talete..................(le scalette gia' citate)
la matematica e la logica,dal punto di vista storico,sono state due discipline completamente distinte.
tutte e due ,comunque,si sono sviluppate nell'eta' moderna:la logica divenendo sempre piu' matematica e la matematica sempre piu' logica.
la conseguenza è che ora è completamente impossibile tracciare tra le due discipline una linea di demarcazione;sostanzialmente le due sono in realta' una disciplina sola.
la differenza che intercorre tra di esse è simile alla differenza che intercorre tra un uomo e un ragazzo;la logica è la gioventu' della matematica come la matematica è la maturita' della logica.
questa visione delle cose non è accettata da quei logici che hanno Speso il loro tempo nello studio esclusivo dei classici
e della realta' delle cose;non è d'altro canto accettata neppure da quei matematici che hanno appreso una tecnica senza preoccuparsi di porsi il problema del suo significato e della sua intima giustificazione.
la logica pura e la matematica pura(che sono la stessa cosa)cercano di essere vere,in tutti i modi possibili e non solo in questo complicato mondo in cui siamo imprigionati.
il logico deve conservare una certa signorilita' e non deve acconsentire a dedurre i suoi argomenti dalle cose che lo circondano.
ma...che cosa è questo soggetto che puo' essere indifferentemente chiamato matematica o logica?
siamo in grado di dire che 1+1=2 ma non che aaron e bigboss fanno due,perche' nella ns.qualita' di logici non abbiamo
neppure sentito parlare di aaron e bigboss.................
credo che ci troviamo alla FRONTIERA DELLA CONOSCENZA.
è IMPOSSIBILE ESPRIMERE LE IDEE CHE ABBIAMO LASCIATO ALLE SPALLE SENZA L'USO DEI SIMBOLI LOGICI.
il linguaggio ordinario non possiede parole che esprimono compiutamente,naturalmente ed in modo esatto cio' che vogliamo esprimere; è necessario sforzare le parole perche' rendono significati non usuali,inoltre la grammatica e la sintassi ordinarie sono estremamente ingannevoli.
il linguaggio trae in inganno,perche' è impreciso ed inesatto,soprattutto se applicato alla logica
IL SIMBOLISMO LOGICO(scusa se urlo)SAREBBE ASSOLUTAMENTE NECESSARIO PER UNA ESATTA E COMPLETA TRATTAZIONE DEL NS.ARGOMENTO.
sai BigBoss xchè ho detto che sei un grande?
xchè parli,ti esprimi,giudichi.
io non ci riesco.



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BigBossStigazzi
BigBossStigazzi
Viandante Ad Honorem
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sai BigBoss xchè ho detto che sei un grande?
xchè parli,ti esprimi,giudichi.
io non ci riesco.



amico aaron ti ringrazio ma:
-io non sono nè un logico nè un matematico, solo un vignettista educator panzone,
-intuisco le cose che dici ma non le capisco, perchè sono troppo difficili, io bado alle cose smplici perchè sono limitato, nei miei limiti parlo mi esprimo e giudico perchè NON SO quanto sono ignorante intuisco una vastità...vasta di ignoranza e proprio una certa sfrontatezza nell'aver appreso le due cazzate che so dagli errori che ho fatto mi porta a NON TEMERE DI SBAGLIARE per questo sparo a casaccio e delle volte foro il dollaro in aria,

mi permetto però di farti notare che se io sono un grande per questo anche tu lo sei perchè:

-parlare hai parlato,
-espresso anche se con termini non proprio colloquiali ti sei espresso,
-giudicare hai giudicato me un grande per cui giudichi anche tu....

vedi il problema della matematica è che pervade la nostra vita in maniera sottile e non la percepiamo ma è la ragione per cui gatti e cani muoiono sotto le macchine e gli esseri umani percentualmente meno, perchè sanno calcolare istintivamente la velocità di un mezzo riuscendo ad attraversare la strada, sono calcoli difficili eppure anche un illetterato riesce a farli istintivamente, non ti lasciar schiacciare dalla sensazione di saperne troppe sulle auto altrimenti non lascerai mai l'aiuola spartitrffico ed alla fine un camionista impazzito salirà su quell'aiuola. Sorriso Scemo

per me bisogna ripensare tutto quanto, trovare nuove parole, nuove storie, raccontare nuovi modi per stare al mondo....

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