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La Top five dei libri preferiti

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1
Blasel
Blasel
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In Italia si legge poco, lo sappiamo, ma vorrei che elencaste i cinque titoli di libri che preferite e che hanno, in qulche modo, condizionato la vostra vita.

Non ha importanza il genere e tanto meno se e' un testo di poesie e non di letteratura. Potreste elencare anche titoli editi in piu' volumi (ad esempio : la saga dei vela, la II WW di W. Churchill etc) oppure libri di fiabe...

Ho scelto di elencare 5 titoli per non farvi scervellare troppo nel ricordarne dieci, ma saranno molto apprezzate, non solo da me, ma da tutti noi, le risposte che ne indicheranno piu' di 5 e possibilmente argomentate.

grazie.

2
NinfaEco
NinfaEco
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
1- Narciso e boccad'oro ( così Pazza quando torna mi picchia)
2- On the road ( Falansterio vomiterà)
3- Se questo è un uomo
4- Senilità
5- Trilogia di Calvino ( Cavaliere inesistente-barone rampante-il visconte dimezzato)


3
Blasel
Blasel
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Suvvia, non fatevi pregare e tirate fuori il rospo, cosi Ninfa gli da un bacio e lui diventa un "Principe", ma non so se grande, come quello di Machiavelli, oppure piccolo come quello di Antoine de Saint-Exupéry.

4
Il_Soldatino_di_Stagno
Il_Soldatino_di_Stagno
Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Ok.
Condizionato è una parola grossa, almeno per quanto mi riguarda.
Ecco, da parte mia, una breve lista di alcuni libri che, penso, valga la pena leggere.
Argomentare non è semplice : la lettura di taluni si perde nel tempo.
Ma proverò ad esprimere la mia opinione per ciò che mi hanno trasmesso.

" Scelte ", Arthur Miller. Un grande libro che racchiude i molteplici aspetti e le poliedriche sfaccettature di una vita intensa come quella dello scrittore, dipanata anche attraverso momenti storici importanti e narrato in modo sublime da grande sceneggiatore qual'era.
" Il processo ", Franz Kafka. Il claustrofobico e trascinante percorso nell'iter giudiziario, tanto attuale, ahinòi. Senza tempo.
" Dalia Nera ", James Ellroy. Avvincente e straordinario.
" Tenera è la notte ", F. Scott. Fitzgerald. Un classico letto nell'adolescenza.
" Il ritratto di Dorian Gray ", Oscar Wilde. Affascinante.
" Il giovane Holden ", J. D. Salinger. Insolito.
" Il morbo di Haggard ", Patrick McGrath ( e tutti gli altri suoi). Cupo, suggestivo, appassionato. E non potrebbe essere diversamente, leggendo la sua biografia.
" Il piccolo principe ", Antoine de Saint-Exupéry (appunto). Tenerissimo.
" Tropico del Cancro ", Henry Miller. Crudo.
" Il nome della rosa ", Umberto Eco. Un thriller (il mio genere preferito) stravagante, anche se ponderoso.


Quasi quasi mi fermo...



Ultima modifica di Il_Soldatino_di_Stagno il Sab 11 Set 2010 - 23:31, modificato 1 volta

5
NinfaEco
NinfaEco
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@blasel ha scritto:Suvvia, non fatevi pregare e tirate fuori il rospo, cosi Ninfa gli da un bacio e lui diventa un "Principe", ma non so se grande, come quello di Machiavelli, oppure piccolo come quello di Antoine de Saint-Exupéry.

Non potrei baciare un principe già pronto? Sorriso Scemo


................................................. La Top five dei libri preferiti 214252

6
Blasel
Blasel
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Ci sarebbe Alberto di Monaco, ma ormai e' imbolsito e troppo incasinato... rotolarsi dal ridere rotolarsi dal ridere

7
Jester
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Viandante Storico
Viandante Storico
Il deserto dei tartari - Dino Buzzati

Se questo é un uomo - Primo Levi

Il diario del seduttore -Soeren Kierkegaard

I Malavoglia - Giovanni Verga

Ulisse - James Joyce

8
Blasel
Blasel
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@ Jester : un premio per aver letto Ulysses e scommetto che ti e' molto piaciuta la figura di Molly.....

9
Jester
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Viandante Storico
Viandante Storico
esatto! diciamo che il monologo di Molly, in maniera diversificata e piu' semplice, saremmo capaci di formularlo un po' tutti...in fondo, la vedo come un personaggio frutto dell'invenzione che riesce ad avvicinarsi moltissimo alle psicologie che circolano nella vita reale...cioé, questo romanzo é stato scritto circa 100 anni fa, ma ci sono molti passaggi in cui io lo trovo attualissimo! BeautyfulSuina

10
Blasel
Blasel
Banned
Banned
quando fu di moda, negli anni 60' leggere James Joyce e l'Ulysses, dato il notevole numero di pagine ed il conseguente spessore... molte persone l'adoperarono come poggiapiedi....

ed io, insonne, me lo lessi tutto (ma un po' alla volta)

11
Jester
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Viandante Storico
Viandante Storico
ahahah.. La Top five dei libri preferiti 214252 ..pensa invece se costituisce materiale didattico e quindi in quanto studente sei "obbligato" a leggertelo tutto rotolarsi dal ridere ...é vero che cosi', di primo acchito, spaventa un po' :_-_: ...la molla che mi spinse a leggere e ad approfondire, fu il mio amore per la letteratura e per i libri in quanto oggetto che profuma di buono ed é depositario di un mondo a sé parallelo al mio che sono curioso di esplorare...

12
Arzach
Arzach
Viandante Residente
Viandante Residente
1) Opinioni di un clown di Boll
2) Chiedi alla polvere di John Fante
3) Il deserto dei tartari di Buzzati
4) tutto il teatro di Sarah Kane (sono cinque opere e comunque sono pubblicate in un unico volumetto Sorriso Scemo )
5) la trilogia già citata di Calvino

e ora mi sembra di aver fatto torti assurdi ad altri libri....



Ultima modifica di Arzach il Dom 22 Ago 2010 - 13:52, modificato 1 volta

13
Blasel
Blasel
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Non a caso, anche se le risposte al mio quesito sono numericamente ridotte, vedo che Buzzati con il "Deserto dei Tartari" e gia' citato piu' volte.

E' un libro molto affascinante che l'autore scrisse in nove anni (dal 1933 al 1939) e fu pubblicato nel 1940, anno in cui la storia del tenente Drogo fu di dominio dei lettori.

Tra di essi ci fu Jacques Perrin, attore francese, gia' famoso sia come attore che come produttore, il quale decise di farne un film che poi produsse nel 1976 con la regia di Valerio Zurlini.

Per quanto il film sia ben diretto ed interpretato da grandissimi nomi : lo stesso Perrin interpreta Drogo, poi ci sono : Vittorio Gassman, Philippe Noiret, Fernando Rey, Max Von Sidow, Giuliano Gemma, Laurent Terzieff, Francisco Rabal, Jean-Louis Trintignant, ed altri, e' molto diverso dal testo da cui e' tratto.

Ed e' questo il punto che desidero sottolineare. Anche il cinema e' cultura, ma e' una cultura diversa da quella che fornisce la letteratura e sarebbe molto meglio se certe opere letterarie restassero tali e non si tentasse di trasporle in immagini, essendo costretti, poi, per rispettare l'opera cinematrografica, a tradire l'opera letteraria.

Che dire delle persone che, ascoltando una discussione, come la stiamo facendo, sui libri, intervengono dicendo :"Ma io ho visto il film....."

14
Il_Soldatino_di_Stagno
Il_Soldatino_di_Stagno
Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@blasel ha scritto:Non a caso, anche se le risposte al mio quesito sono numericamente ridotte, vedo che Buzzati con il "Deserto dei Tartari" e gia' citato piu' volte.

E' un libro molto affascinante che l'autore scrisse in nove anni (dal 1933 al 1939) e fu pubblicato nel 1940, anno in cui la storia del tenente Drogo fu di dominio dei lettori.

Tra di essi ci fu Jacques Perrin, attore francese, gia' famoso sia come attore che come produttore, il quale decise di farne un film che poi produsse nel 1976 con la regia di Valerio Zurlini.

Per quanto il film sia ben diretto ed interpretato da grandissimi nomi : lo stesso Perrin interpreta Drogo, poi ci sono : Vittorio Gassman, Philippe Noiret, Fernando Rey, Max Von Sidow, Giuliano Gemma, Laurent Terzieff, Francisco Rabal, Jean-Louis Trintignant, ed altri, e' molto diverso dal testo da cui e' tratto.

Ed e' questo il punto che desidero sottolineare. Anche il cinema e' cultura, ma e' una cultura diversa da quella che fornisce la letteratura e sarebbe molto meglio se certe opere letterarie restassero tali e non si tentasse di trasporle in immagini, essendo costretti, poi, per rispettare l'opera cinematrografica, a tradire l'opera letteraria.

Che dire delle persone che, ascoltando una discussione, come la stiamo facendo, sui libri, intervengono dicendo :"Ma io ho visto il film....."

Io non ho letto il romanzo, della cui esistenza e significato intrinseco peraltro sono sempre stata a conoscenza, essendo molto famoso soprattutto in senso metaforico, tanto è vero che lo citavo a proposito della "solitudine della vita" in occasione di uno scritto su un mio diario nell'ormai (ahimè) lontano 1985.
Scrivo a proposito di ciò che hai scritto in questo post : ho apppena visto il film che hai citato.
Il romanzo da cui derivi qualsiasi trasposizione cinematografica ritengo sia sempre superiore al film, foss'altro per il ruolo che gioca la fantasia nella lettura : la costruzione fantastica indivuale non potrà mai essere eguagliata da quella di un'altro.
Quindi, essendo assente in me questa fantasia derivante da una precedente lettura, riportando la sintesi della recensione del quasi infallibile Morando Morandini : "Uno dei film più precisi e interessanti di Zurlini per il nitore astratto dellle immagini e i tempi narrativi. La metafora esistenziale è inquietante.", dico la mia, sempre per quel che può valere, beninteso. E' comunque una testimonianza che può far nascere una discussione interessante (spero Suspect Sorriso Scemo ).
Ho trovato il racconto (cinematografico, appunto) profondo e desolante. L'emozione, intensa, che trasmette è ben veicolata.
Io ne traggo, ciò che ormai ho imparatato : la vita è, comunque, spietata.
Credo che il regista abbia saputo rendere bene l'atmosfera che Buzzati voleva comunicare.
Se qualcuno avrà tempo, voglia, desiderio, insomma se qualcuno di voi avrà piacere di scrivere una replica mostrando, in sintesi, le differenze con il libro non potrà che essere un piacere per me leggerla BeautyfulSuina

PS : credo, e spero, di non essere scivolata in O.T....: in fondo si parla di libri, no? :ç-*:

15
Blasel
Blasel
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Differenze fra romanzo e film

La vicenda narrativa segue in maniera sostanzialmente fedele quella del Tenente Drogo buzzatiano; fanno eccezione alcune rifiniture della sceneggiatura, come ad esempio i tratti di alcuni personaggi che risultano leggermente accentuati rispetto alla vaghezza esistenziale del romanzo. Sempre in nome di una maggiore concretezza cinematografica, il regista colloca il deserto dei Tartari ai margini dell'Impero Austro-Ungarico, e fornisce ai protagonisti una spiccata personalità ottocentesca. Questi realismi sono assenti nel romanzo dello scrittore bellunese, come in quasi tutta la sua poetica; anzi, nel romanzo essi sono volutamente resi ambigui e inefficaci.

Tale caratterizzazione era praticamente obbligata nella trasposizione da un'opera letteraria a forte contenuto evocativo e simbolico, ad un'opera cinematografica in cui i personaggi e gli eventi devono necessariamente trovare una collocazione visiva nei costumi e nella cultura di una epoca storica. Il periodo storico a cavallo tra Ottocento e Novecento era l'unico che si prestava a rendere molti particolari del racconto (eserciti con cavalli, armi da fuoco e cannoni, mitragliatrici vecchio tipo e cannocchiali per l'osservazione). Analogamente l'Impero Austro-Ungarico di fine Ottocento era l'unica entità storica che poteva giustificare molti particolari del racconto, come l'ambientazione di un regno europeo ma al contempo confinante con zone insieme desertiche e montagnose.

L'opera inizia tuttavia con un duplice errore storico, quando l'inizio dell'azione viene collocata nel mattino di lunedì 2 agosto 1907. Innanzitutto il 2 agosto 1907 non era lunedì. Volendo cercare date coerenti, l'inizio del racconto dovrebbe essere collocato nel 1869, 1875 o 1880. Inoltre, nonostante lo svolgimento del racconto copra quasi 25 anni, alla fine la tecnologia presentata prevede, come all'inizio del racconto, solo l'uso di cavalli, carrozze e messaggeri a cavallo; ciò è impossibile perché la nascita dell'automobile data alla fine dell'Ottocento e le comunicazioni via radio all'inizio del Novecento.

L'inaccessibilità della fortezza, il suo isolamento fisico ed esistenziale rimangono centrali per tutto lo svolgimento del film, così come l'idea della frontiera morta, del deserto, della presenza di un nemico assente e della inutilità del tempo. La vastità degli ambienti e la coreografia delle immagini, che si alternano tra gli esterni assolati o crepuscolari e gli interni tenebrosi e ciechi della Fortezza Bastiano (così viene indicata nel film quella che nel romanzo è la Fortezza Bastiani), esprimono l'immobilità corale esattamente come nel romanzo in cui le povere vicende umane, annullate dalla contemplazione della vastità, hanno luogo.

I vincoli introdotti da Zurlini non danneggiano in generale il tema centrale del film che, come nel romanzo, risiede nella consumazione di una attesa perenne ed immobile. Tuttavia, pur abbastanza fedele al romanzo nello spirito e nei fatti narrati, il film se ne discosta moltissimo da tutti e due i punti di vista nel finale. Infatti, mentre nel film Drogo muore disperato e pieno di rimpianti sulla carrozza che lo sta portando lontano dalla fortezza verso la quale stanno già galoppando i "Tartari", il romanzo ha un finale molto diverso. Lasciata la fortezza sulla carrozza Drogo osserva durante la prima parte del viaggio, effettivamente disperato e pieno di rimpianti, il passaggio sulla strada in senso contrario dei rinforzi diretti alla fortezza. Tuttavia, giunta la notte, deve pernottare in una locanda; qui trascorre le ultime ore di vita sdraiato nel letto nella notte acquistando pian piano la consapevolezza che la battaglia, che aveva aspettato tutta la vita alla fortezza Bastiani ma che aveva perso all'ultimo momento, si presentava ora in modo molto diverso ma molto più importante sotto forma dell'affrontare senza paura la morte. Con la raggiunta consapevolezza di questa battaglia decisiva e più importante da combattere, Drogo muore riappacificato con la sua storia, della quale ha finalmente trovato un senso anche ultraterreno

http://it.wikipedia.org/wiki/Il_deserto_dei_Tartari_(film)#Differenze_fra_romanzo_e_film

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Il_Soldatino_di_Stagno
Il_Soldatino_di_Stagno
Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Veramente ero interessata a dei commenti personali...
So cercare anch'io in rete. E conoscevo anche la versione finale del libro, trovata appunto su internet con molte esimie recensioni.
Forse non mi ero ben spiegata (?)

Ti ringrazio, comunque BeautyfulSuina

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Blasel
Blasel
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No, cara amica, o non ti eri ben spiegata oppure sono io a non aver compreso l'essenza del post.

Il romanzo di Buzzati, pur raccontando una storia e per di piu' compiuta, e' un romanzo di 'sensazioni', per me e' come si entrasse in una serra, piena di fiori, ma non per vedere i fiori, che pure sono presenti, ma per apprezzarne il profumo, la fragranza e, risvegliando in questo modo i sensi, vivere attimi di sensazioni assai diversi tra di loro.

In considerazione che anche tu hai prima 'liggiuto' il libro e successivamente visto il film, ti sarai resa conto che cio' che avevi visto e vissuto nella tua mente, pur con molte somiglianze, era 'un'altra cosa' che richiamava alla memoria antiche, irripetibili, emozioni.

Spero di non averti delusa.

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Il_Soldatino_di_Stagno
Il_Soldatino_di_Stagno
Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Delusa? Tutt'altro.

Sei stato molto gentile BeautyfulSuina

19
Pazza_di_Acerra
Pazza_di_Acerra
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
1.Il Maestro e Margherita
2.Il buio oltre la siepe
3.Foto di gruppo con signora
4.Il tamburo di latta
5.Le anime morte

20
NinfaEco
NinfaEco
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
La Top five dei libri preferiti 292615 non ne ho letto neanche uno di questi...

21
Pazza_di_Acerra
Pazza_di_Acerra
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@NinfaEco ha scritto: La Top five dei libri preferiti 292615 non ne ho letto neanche uno di questi...


Non mi stupisco. E' per quello che poi mi vai a votare quel trobone sfiatato di Hesse... La Top five dei libri preferiti 2504199820 cool

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Blasel
Blasel
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Banned
Noto che alla mia conterranea, della patria di Pulcinella, piacciono i testi altamente drammatici e con molto pathos

Quasi, quasi, sono portato a pensare che alla scuola elementare le abbiano fatto leggere 'Cuore' di Edmondo deAmicis....

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Pazza_di_Acerra
Pazza_di_Acerra
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@blasel ha scritto:Noto che alla mia conterranea, della patria di Pulcinella, piacciono i testi altamente drammatici e con molto pathos

Quasi, quasi, sono portato a pensare che alla scuola elementare le abbiano fatto leggere 'Cuore' di Edmondo deAmicis....


Spero che lei stia scherzando...

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Blasel
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Ottima speranza

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nick
nick
Viandante Residente
Viandante Residente
- Il Maestro e Margherita
- Memorie di Adriano
- Annalisa e il passaggio a livello
- L'arte della gioia
- Cecità

26
Contenuto sponsorizzato

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