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Io sono la perfezione

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tulip
tulip
Viandante Storico
Viandante Storico
Jester ha scritto:se dice di essere perfetta, é perché magari cerca di nascondere la piu' grande imperfezione che lei sola sa di avere e che rappresenta un grande alone indelebile...dentro se stessa...

sarà... scratch

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^Sick_Boy
^Sick_Boy
Viandante Affezionato
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Toccherebbe cercare di capire cosa vuol dire "perfetta". Normalmente noi siamo portati ad interpretare "perfetto" come "privo di difetti" che, effettivamente, É il significato di "perfezione" ma, messo così, non tiene conto dell'etimo.

Etimologicamente, "perfetto" si compone della particella PER, che da il senso di compiutezza, e dal verbo facere, cioè "fare". Quindi, primariamente, il significato è "fatto compiutamente, che non ha mancanze".

In questo senso, a seconda di dove si volga lo sguardo, noi tutti SIAMO "perfetti" (se guardiamo "indietro") e non lo è nessuno (se guardiamo "avanti").

Perchè, se guardiamo indietro, tutto di noi, dalla nostra personalità al nostro corpo, dal nostro bagaglio culturale alle nostre idee, è il prodotto di ciò che abbiamo vissuto, delle nostre esperienze, delle nostre scelte e -in questo senso- siamo certamente compiuti, non potremmo essere altrimenti, dunque non abbiamo "difetti" (mancanze) rispetto a ciò che abbiamo vissuto fino ad ora. Siamo, quindi, perfetti.

Risulta ovviamente il contrario se, invece, guardiamo avanti, a tutto ciò che ancora abbiamo da fare, da scegliere, da vivere e da incontrare, cose rispetto alle quali siamo decisamente imperfetti, non compiuti.

Vale però la pena di notare che l'unico modo di "vederci per ciò che siamo ora" è di volgere lo sguardo all'indietro e non in avanti. Naturalmente, per avere una "visione completa" è fondamentale sapere guardare in entrambe le direzioni e, dunque, si può dire che noi siamo perfetti ed imperfetti allo stesso tempo.

Voglio aggiungere che dubito fortemente -pur mancandomi del tutto gli elementi per una simile valutazione- che nelle parole della collega di tulip ci fosse un simile ragionamento. Mi sembra molto più plausibile l'idea, in questo topic già largamente espressa, che si sia trattato di un'esternazione di vanità atta a mascherare una debolezza interiore. Il classico e banale "mostrarsi forti perché si è deboli" (che, tra l'altro, è una tecnica di sopravvivenza perfettamente naturale).

Mi sembrava tuttavia importante, ed interessante, sottolineare che il concetto in sè non è così illegittimo e/o presuntuoso come, a prima vista, può sembrare.

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Coraline
Coraline
Viandante Storico
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tulip ha scritto:

Vi è mai capitato di stare accanto ad uno/ una che si sentiva perfetta/o e come vi siete comportati o sentiti?

Coincidenza vuole che proprio qualche giorno fa una mia pseudo-amica m'ha chiesto, a mò di affermazione, se non fosse vero che lei è bellissima. Le ho risposto di si, che lo è, ma evitando di aggiungere che ognuno lo è a modo suo.
A me sembra assurdo perfino il chiedersi se si sia perfetti o meno. Perfetti in base a cosa e a chi? Perfetto per me è il nostro corpo per come funziona e non per le forme che ha, perfette sono le imperfezioni nel loro essere uniche, perfetto è il momento di grazia in cui la risposta giusta ci viene sulle labbra esattamente quando serve e non mezz'ora dopo, perfetti sono i passi uno dopo l'altro in una corsa e perfetto è il fiatone subito dopo, perfetto è sentirsi imperfettamente (si dice?) belli e non curarsi nè di chi adula nè di chi disprezza, consapevoli che negli occhi degli altri ci sono altrettanti specchi riflettenti ognuno cose diverse; perfetto è il corpo della persona che si ama.

Chi dice di sè di essere perfetto secondome non sta bene Sorriso Scemo . Anche se fisicamente lo fosse, ammesso che esista un riferimento incontestabile, si brucia tutte le carte che la buona sorte gli ha concesso affermandolo KleanaOcchiolino

Sono d'accordo con questo:
^Sick_Boy ha scritto: Mi sembra molto più plausibile l'idea, in questo topic già largamente espressa, che si sia trattato di un'esternazione di vanità atta a mascherare una debolezza interiore. Il classico e banale "mostrarsi forti perché si è deboli" (che, tra l'altro, è una tecnica di sopravvivenza perfettamente naturale).







-William- ha scritto: Tutti pensano di essere perfetti, anche chi millanta umiltà. Lo pensano perche non riuscirebbero mai ad avere la forza di guardar in faccia il fatto che no, non sono eprfetti e distano anni luce dall'esserlo. tutti ambiscono alla perfezione, sia fisica che intellettuale, chiaramente la perfezione è un fantasma, un idea, una fissazione che nulla ha a che vedere con il presunto significato della parola.

Se non pensiamo di essere perfetti fisicamente perchè oggettivamente non possiamo permettercelo, spesso ci buttiamo su altro, ritenendoci tali caratterialmente o intellettualmente e finendo per accusare il mondo intero di qualunque nefandezza che invece NOI non faremmo nè diremmo mai. Mi sono sempre chiesta dove diavolo siano nascosti tutti questi egoisti, coloro di cui parlano i "iomifidavoeinvecem'hapugnalatoallespalle" e i "sonotroppobuono". Nessuno che ammetta di essere bastardo e insensibile e menfreghista e accentratore etc, tutti che si riconoscono le qualità più ambite nel panorama delle possibilità: l'autoelogio a tutti i livelli trovo che sia un'attività sempre più diffusa (forse in maniera inversamente proporzionale alla presa di coscienza di essere assolutamente distanti da quanto ci piacerebbe essere).



tulip ha scritto:

Ve ne andate in giro pensando di essere perfetti o cosa?


Ma naturalmente si lolpc
Spoiler:


29
tulip
tulip
Viandante Storico
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^Sick_Boy ha scritto:Toccherebbe cercare di capire cosa vuol dire "perfetta". Normalmente noi siamo portati ad interpretare "perfetto" come "privo di difetti" che, effettivamente, É il significato di "perfezione" ma, messo così, non tiene conto dell'etimo.

Etimologicamente, "perfetto" si compone della particella PER, che da il senso di compiutezza, e dal verbo facere, cioè "fare". Quindi, primariamente, il significato è "fatto compiutamente, che non ha mancanze".

In questo senso, a seconda di dove si volga lo sguardo, noi tutti SIAMO "perfetti" (se guardiamo "indietro") e non lo è nessuno (se guardiamo "avanti").

Perchè, se guardiamo indietro, tutto di noi, dalla nostra personalità al nostro corpo, dal nostro bagaglio culturale alle nostre idee, è il prodotto di ciò che abbiamo vissuto, delle nostre esperienze, delle nostre scelte e -in questo senso- siamo certamente compiuti, non potremmo essere altrimenti, dunque non abbiamo "difetti" (mancanze) rispetto a ciò che abbiamo vissuto fino ad ora. Siamo, quindi, perfetti.

Risulta ovviamente il contrario se, invece, guardiamo avanti, a tutto ciò che ancora abbiamo da fare, da scegliere, da vivere e da incontrare, cose rispetto alle quali siamo decisamente imperfetti, non compiuti.

Vale però la pena di notare che l'unico modo di "vederci per ciò che siamo ora" è di volgere lo sguardo all'indietro e non in avanti. Naturalmente, per avere una "visione completa" è fondamentale sapere guardare in entrambe le direzioni e, dunque, si può dire che noi siamo perfetti ed imperfetti allo stesso tempo.

Voglio aggiungere che dubito fortemente -pur mancandomi del tutto gli elementi per una simile valutazione- che nelle parole della collega di tulip ci fosse un simile ragionamento. Mi sembra molto più plausibile l'idea, in questo topic già largamente espressa, che si sia trattato di un'esternazione di vanità atta a mascherare una debolezza interiore. Il classico e banale "mostrarsi forti perché si è deboli" (che, tra l'altro, è una tecnica di sopravvivenza perfettamente naturale).

Mi sembrava tuttavia importante, ed interessante, sottolineare che il concetto in sè non è così illegittimo e/o presuntuoso come, a prima vista, può sembrare.


Esatto, la sua era solo vanità. Pensandoci bene siamo tutti perfetti, ognuno a suo modo

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euvitt
euvitt
Viandante Storico
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tulip ha scritto:
euvitt ha scritto:credo che sentirsi la perfezione e sentirsi una merda siano eccessi da evitare con cura

...detto ciò a titolo del tutto personale io potrei perdere ore di tempo a parlare con una donna che si ritiene una merda ma neanche un minuto con Sua Perfezione de' 'sta fava


esatto sono due pensieri opposti ed esagerati da evitare..ma dove sta l'equilibrio?
lo devi trovare da sola....anche se io lo sapessi (e non lo so) tu con la mia definizione di equilibrio non ci fai nulla

ma per saperlo non devi stare da una parte sola come fa la tipa
...mettiamo che tu (che sei tendente a sentirti una schifezza) incontri un uomo che riesca a farti sentire una strafiga
passata l'esperienza potresti ragionare sul fatto che magari non eri una merda prima ma non sei una strafiga ora ma in fondo sticazzi? ma che non si vive lo stesso senza sentirsi per forza qualcosa?
ecco...qui ci avviciniamo all'equilibrio

31
-William-
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Viandante Storico
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tulip ha scritto:
^Sick_Boy ha scritto:Toccherebbe cercare di capire cosa vuol dire "perfetta". Normalmente noi siamo portati ad interpretare "perfetto" come "privo di difetti" che, effettivamente, É il significato di "perfezione" ma, messo così, non tiene conto dell'etimo.

Etimologicamente, "perfetto" si compone della particella PER, che da il senso di compiutezza, e dal verbo facere, cioè "fare". Quindi, primariamente, il significato è "fatto compiutamente, che non ha mancanze".

In questo senso, a seconda di dove si volga lo sguardo, noi tutti SIAMO "perfetti" (se guardiamo "indietro") e non lo è nessuno (se guardiamo "avanti").

Perchè, se guardiamo indietro, tutto di noi, dalla nostra personalità al nostro corpo, dal nostro bagaglio culturale alle nostre idee, è il prodotto di ciò che abbiamo vissuto, delle nostre esperienze, delle nostre scelte e -in questo senso- siamo certamente compiuti, non potremmo essere altrimenti, dunque non abbiamo "difetti" (mancanze) rispetto a ciò che abbiamo vissuto fino ad ora. Siamo, quindi, perfetti.

Risulta ovviamente il contrario se, invece, guardiamo avanti, a tutto ciò che ancora abbiamo da fare, da scegliere, da vivere e da incontrare, cose rispetto alle quali siamo decisamente imperfetti, non compiuti.

Vale però la pena di notare che l'unico modo di "vederci per ciò che siamo ora" è di volgere lo sguardo all'indietro e non in avanti. Naturalmente, per avere una "visione completa" è fondamentale sapere guardare in entrambe le direzioni e, dunque, si può dire che noi siamo perfetti ed imperfetti allo stesso tempo.

Voglio aggiungere che dubito fortemente -pur mancandomi del tutto gli elementi per una simile valutazione- che nelle parole della collega di tulip ci fosse un simile ragionamento. Mi sembra molto più plausibile l'idea, in questo topic già largamente espressa, che si sia trattato di un'esternazione di vanità atta a mascherare una debolezza interiore. Il classico e banale "mostrarsi forti perché si è deboli" (che, tra l'altro, è una tecnica di sopravvivenza perfettamente naturale).

Mi sembrava tuttavia importante, ed interessante, sottolineare che il concetto in sè non è così illegittimo e/o presuntuoso come, a prima vista, può sembrare.


Esatto, la sua era solo vanità. Pensandoci bene siamo tutti perfetti, ognuno a suo modo

è il concetto di perfezione e imperfezione che è vuoto, è inesistente e di fatto imbriglia le sinapsi.

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Unachi
Unachi
Viandante Storico
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Seriamente : a parte Tulip, che conoscendo personalmente questa donna ne ha un'immagine molto più completa, ma perchè viene così facile pensare che una che si è espressa con questa frase sia necessariamente frustrata o addirittura fuori di testa o giù di lì? meditare

Condivido la relativizzazione del concetto di "perfezione" svolta da Sick.
Ma ancora e di più - almeno per chi come noi conosce di questa donna solo questa frase - io credo proprio che sia d'obbligo tener conto che se non relativizziamo anche il contesto in cui questa frase è stata detta (e non possiamo farlo perchè non ne sappiamo assolutamente nulla) rischiamo di fare il trionfo (una volta tanto) di una mia pesantissima conoscente che ...in qualunque circostanza intravedeva nel parlare del proprio interlocutore (mai nel proprio Io sono la perfezione - Pagina 2 214252 ) la dinamica delle "proiezioni".

Solo qualche esempio per farmi intendere : potrebbe essere stato detto per un attimo di profonda euforia autentica (beata lei, nel caso! e lo dico sinceramente) ; potrebbe essere stato detto per una precisa allusione guerrigliera nei confronti di qualcuno che era presente; potrebbe essere stato detto per puro scherzo e nel convicimento che da tutti fosse ovviamente recepito come tale; potrebbe essere stato detto (triste in questo caso, ma pur semore possibile) perchè effettivamente nessuno glielo dice e quindi se lo dice da sola; potrebbe esser stato detto perchè, semplicemente, era stufa di un contesto al quale desiderava risultare odiosa; e via così all'infinito....

E la frase resta la stessa, ma tutto il mondo di intelligenza, saper vivere, sensibilità, ironia, autonomia....a parità di frase pronunciata sarebbe abissalmente diverso per ciascuno di questi contesti (interiori e/o realzionali) rispetto all'altro... meditare

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tulip
tulip
Viandante Storico
Viandante Storico
Il contesto è importante ma non credo che in questo caso possa cambiare di molto la situazione...insomma lei si riferiva ad un'altra collega alla quale prima era moooolto legata e con cui ha litigato da qualche anno in modo definitivo per motivi loro...allora la frase esatta è...lei è gelosa di me perchè io sono la perfezione...

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Unachi
Unachi
Viandante Storico
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tulip ha scritto:Il contesto è importante ma non credo che in questo caso possa cambiare di molto la situazione...insomma lei si riferiva ad un'altra collega alla quale prima era moooolto legata e con cui ha litigato da qualche anno in modo definitivo per motivi loro...allora la frase esatta è...lei è gelosa di me perchè io sono la perfezione...

Ecco! E grazie grazie grazie Tulip di aver cominciato a contestualizzare!!!!!!!!!!!!!!!!! hug tenderly

Adesso, siccome trovo altamente improbabile avventurarmi in indagini psico.socio da diporto,io ti ci metto (con tanta simpatia e desiderio di dialogo) la mia personalissima "verità". Che è questa:

io mi sono chiesta (seriamente) : "avrei mai potuto dire quella frase?"

La mia risposta è : sì.

poi mi sono chiesta (seriamente) "in quali frangenti avrei potuto dirla?"
La mia risposta è stata : avrei potuto dirla in momenti in cui mi fossi sentita "seriamente ok" e fossi stata convinta di essere tra Amici (ossia gente che mi vuol bene e giosce della mia gioia), così come avrei potuto dirla come sberleffo assoluto e sconstante, per il preciso scopo di essere ODIATA, in contesti di cui non approvo e condivido ALCUN VALORE.

Ripeto : la frase resta la stessa.

Il "movente" può essere antipodico.


Ma io so che PER ME avrebbero la stessa possibilità di essere vissuti.
E ...visto da fuori..cambia NIENTE!!!
La frase è la stessa!!!
Il tono con cui è pronunciata.................idem!!!!

Praticamente................diventa davvero un gioco di prioiezioni incrociate, nel quale inevitabilmente perde (nel senso che ne perde il senso) chi è più limitato in quanto zavorrato ad una propria visione dogantico.assoluta del PROPRIO modo di essere-vivere-realzionarsi-interpretare!!!!!!!!!!!!!!!!

Una tipa ha detto "io sono la perfezione!" ???????????

Io , da questo SOLTANTO non traggo NULLA DI NULLA!!!!
Come POTREI MAI?

Nel gioco delle proiezioni caro alla mia pesantissima conoscente giaà citata ........proietto del mio e sono tendenzialmente portata a ritenere che la tipa GIOCASSE (giocasse legggero o giocasse pesantissimo...come faccio a saperlo se non so nulla di lei?) .
Però........pesso sempre di essere circondata da necessitati, sì, ma non da deficienti.

Per cui... come prima ipotesi penso sempre che l'agire dell'Altro abbia un senso. E che, se questo mi sfugge, è perchè sono IO a NON avere il suo vissuto.
Poi, per carità, i dissociai esistono. E può anche una dissociata esprimersi così. Però...come dire?...la prima ipotesi che mi viene in mente NON è quella di liquidarla con "dissociata".

hug tenderly

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^Sick_Boy
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Viandante Affezionato
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Sembrerebbe comunque necessario conoscere i trascorsi tra queste due colleghe e avere anche un minimo di cognizione di come funzioni il "mondo interiore" di Miss Perfezione, per capire esattamente cosa sia successo, cosa l'abbia portata a dire una cosa del genere e non, per esempio, "lei è gelosa di me perché sono più bella/più brava/più intelligente"

Mi piacerebbe soffermarmi su una cosa che detta da Unachi, che ha posto una domanda interessante

Unachi ha scritto:perchè viene così facile pensare che una che si è espressa con questa frase sia necessariamente frustrata o addirittura fuori di testa o giù di lì?

Vero è che c'è il famoso "dato statistico" (tra l'altro, del tutto empirico) che dice che chi "mostra i muscoli" di solito lo fa per nascondere una debolezza (il pesce palla che si gonfia fino a quattro/cinque volte le sue dimensioni reali per spaventare i predatori) che ha, a sostegno, tutta una saggezza popolare -di valore discutibile- sul "saggio che sa di non sapere", lo "sciocco che si ritiene intelligente", l'importanza di conoscere i propri limiti e via dicendo.

Pure è vero che i dati statistici, soprattutto quando sono empirici, non dicono un accidenti sulla reale natura delle persone e, ancor di più è così quando si tratta di saggezza popolare (giusto per fare un esempio: "saggio è colui che sa di non sapere. Giusto, e se non ci mette una pezza, al fatto di non sapere, non è un saggio, è un coglione").

Mi sembra che spesso, davanti a questo tipo di affermazioni ("Io sono perfetto"), che sono sostanzialmente innocue (o, al massimo, possono nuocere all'immagine di chi le esprime), si tenda a reagire con una sorta di indignazione, come a dire "ma chi si crede di essere, per dire di essere perfetto? Non lo sa che NESSUNO è perfetto??? Come si permette?!?". Ossia come se l'affermare di essere perfetti andasse in qualche modo a danneggiare chi non si sognerebbe mai di dire la stessa cosa di sè stesso.

Ma, dopo tutto, dov'è il danno? Che male si fa -agli altri- se ci si ritiene, realmente e sinceramente "perfetti"?

36
Unachi
Unachi
Viandante Storico
Viandante Storico
^Sick_Boy ha scritto:Sembrerebbe comunque necessario conoscere i trascorsi tra queste due colleghe e avere anche un minimo di cognizione di come funzioni il "mondo interiore" di Miss Perfezione, per capire esattamente cosa sia successo, cosa l'abbia portata a dire una cosa del genere e non, per esempio, "lei è gelosa di me perché sono più bella/più brava/più intelligente"

Mi piacerebbe soffermarmi su una cosa che detta da Unachi, che ha posto una domanda interessante

Unachi ha scritto:perchè viene così facile pensare che una che si è espressa con questa frase sia necessariamente frustrata o addirittura fuori di testa o giù di lì?

Vero è che c'è il famoso "dato statistico" (tra l'altro, del tutto empirico) che dice che chi "mostra i muscoli" di solito lo fa per nascondere una debolezza (il pesce palla che si gonfia fino a quattro/cinque volte le sue dimensioni reali per spaventare i predatori) che ha, a sostegno, tutta una saggezza popolare -di valore discutibile- sul "saggio che sa di non sapere", lo "sciocco che si ritiene intelligente", l'importanza di conoscere i propri limiti e via dicendo.

Pure è vero che i dati statistici, soprattutto quando sono empirici, non dicono un accidenti sulla reale natura delle persone e, ancor di più è così quando si tratta di saggezza popolare (giusto per fare un esempio: "saggio è colui che sa di non sapere. Giusto, e se non ci mette una pezza, al fatto di non sapere, non è un saggio, è un coglione").

Mi sembra che spesso, davanti a questo tipo di affermazioni ("Io sono perfetto"), che sono sostanzialmente innocue (o, al massimo, possono nuocere all'immagine di chi le esprime), si tenda a reagire con una sorta di indignazione, come a dire "ma chi si crede di essere, per dire di essere perfetto? Non lo sa che NESSUNO è perfetto??? Come si permette?!?". Ossia come se l'affermare di essere perfetti andasse in qualche modo a danneggiare chi non si sognerebbe mai di dire la stessa cosa di sè stesso.

Ma, dopo tutto, dov'è il danno? Che male si fa -agli altri- se ci si ritiene, realmente e sinceramente "perfetti"?

Sarò (stranamente rotolarsi dal ridere ) molto breve : Sick...qualche volta ...(precisina io , precisino Tu) ... non abbiamo avuto la stessa visione delle cose.
Voglio solo dirti che mi piacciono molto le tue riflessioni ed i tuoi interrogativi su questo tema. hug tenderly
inchino

37
Unachi
Unachi
Viandante Storico
Viandante Storico
^Sick_Boy ha scritto:

Ma, dopo tutto, dov'è il danno? Che male si fa -agli altri- se ci si ritiene, realmente e sinceramente "perfetti"?


KleanaBacioNonCompro

38
^Sick_Boy
^Sick_Boy
Viandante Affezionato
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@Unachi: "non abbiamo avuto la stessa visione delle cose" è un'espressione che mi piace, ha una sua efficacia nel descrivere eufemisticamente il prendersi a cornate Sorriso Scemo
Dopodiché sai benissimo che io non frequento i forum per fare salotto o per vincere gare di popolarità e, quindi, se in un topic ci scorniamo fino all'inverosimile e, in un altro ci troviamo su posizioni simili, non ho nessuna difficoltà ad esternare per primo l'apprezzamento per quanto dici o il piacere per un complimento ricevuto. party

Infatti, è proprio per dei "complimenti" (o, meglio, dei moti di condivisione) che prendo i tuoi due post precedenti e, ricordandoti come ho già fatto in passato che sarebbe meglio evitare post di "supporto" che non aggiungono ulteriori contenuti alla discussione Io sono la perfezione - Pagina 2 689565 , mi viene da chiederti: tu che ne pensi, circa i passaggi dei miei post che hai quotato? Secondo te perchè esiste -se ritieni che esista- questa reazione indignata a fronte di una presa di posizione che, di fatto, non danneggia nessuno? Te lo chiedo perché ho spesso apprezzato -condividendole o meno- le tue analisi sui comportamenti umani e la tua capacità di rivolgere questo sguardo analitico tanto esteriormente -agli altri, alle tue esperienze- quanto su te medesima. inchino

hug tenderly


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tulip
tulip
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^Sick_Boy ha scritto:Sembrerebbe comunque necessario conoscere i trascorsi tra queste due colleghe e avere anche un minimo di cognizione di come funzioni il "mondo interiore" di Miss Perfezione, per capire esattamente cosa sia successo, cosa l'abbia portata a dire una cosa del genere e non, per esempio, "lei è gelosa di me perché sono più bella/più brava/più intelligente"

Mi piacerebbe soffermarmi su una cosa che detta da Unachi, che ha posto una domanda interessante

Unachi ha scritto:perchè viene così facile pensare che una che si è espressa con questa frase sia necessariamente frustrata o addirittura fuori di testa o giù di lì?

Vero è che c'è il famoso "dato statistico" (tra l'altro, del tutto empirico) che dice che chi "mostra i muscoli" di solito lo fa per nascondere una debolezza (il pesce palla che si gonfia fino a quattro/cinque volte le sue dimensioni reali per spaventare i predatori) che ha, a sostegno, tutta una saggezza popolare -di valore discutibile- sul "saggio che sa di non sapere", lo "sciocco che si ritiene intelligente", l'importanza di conoscere i propri limiti e via dicendo.

Pure è vero che i dati statistici, soprattutto quando sono empirici, non dicono un accidenti sulla reale natura delle persone e, ancor di più è così quando si tratta di saggezza popolare (giusto per fare un esempio: "saggio è colui che sa di non sapere. Giusto, e se non ci mette una pezza, al fatto di non sapere, non è un saggio, è un coglione").

Mi sembra che spesso, davanti a questo tipo di affermazioni ("Io sono perfetto"), che sono sostanzialmente innocue (o, al massimo, possono nuocere all'immagine di chi le esprime), si tenda a reagire con una sorta di indignazione, come a dire "ma chi si crede di essere, per dire di essere perfetto? Non lo sa che NESSUNO è perfetto??? Come si permette?!?". Ossia come se l'affermare di essere perfetti andasse in qualche modo a danneggiare chi non si sognerebbe mai di dire la stessa cosa di sè stesso.

Ma, dopo tutto, dov'è il danno? Che male si fa -agli altri- se ci si ritiene, realmente e sinceramente "perfetti"?


Nessun danno
Ci ho pensato per qualche giorno cercando di capire cosa spingesse lei o chiunque a pensare questo di se stessa e cosa spinge me a non pensare lo stesso di me stessa
Poi è passato tutto, ci si saluta con educazione come prima
Tutti aneliamo alla perfezione , credo, solo che gli ottimisti credono di averla raggiunta i pessimisti che non la raggiungeranno mai.

40
-William-
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Viandante Storico
Viandante Storico
Appunto, quale danno puo fare un pirla che si ritiene perfetto? lo si manda a cambiare e finisce la. continuate a ribadire concetti che non esistono, come quelli di perfezione e imperfezione. Esistono solo modelli. Modelli scelti. Quindi scelte. Quindi cose arbitrarie che vengono trattate come idee platoniche, quindi fantasmi, illusioni. Deliri. All'essere umano non dovrebbe fottere alcunché della perfezione. A me non frega nulla di essere perfetto, anzi vi diro: vado fiero di molti dei miei difetti.

41
Coraline
Coraline
Viandante Storico
Viandante Storico
tulip ha scritto:
Tutti aneliamo alla perfezione , credo, solo che gli ottimisti credono di averla raggiunta i pessimisti che non la raggiungeranno mai.

Continuo a pensare che chi crede di aver raggiunto una qualche sorta di perfezione più che un ottimista sia un povero, qualunque sia il contesto (ad eccezione della presa per i fondelli autodiretta) nel quale la manifesta.
Forse veniamo spinti da più parti, specie le donne, a desiderare di incarnare modelli che altri hanno scelto per noi, sia per quanto riguarda la fisicità in senso stretto (magrissima e con la 5° di seno è il massimo Sorriso Scemo ) che per la compatibilità, perfettamente incastonata ad un che di troiaggine che pare non guasti mai, tra l'essere madre, lavoratrice, figlia, amica etcetera. Spesso si abbocca e ci si spende fino all'esaurimento nel vano tentativo di raggiungere 'sta benedetta perfezione, salvo poi sentirsi dare delle "perfettine" Io sono la perfezione - Pagina 2 214252
Neanche a me frega proprio nulla di risultare perfetta agli occhi degli altri e men che meno ai miei: non arrivo ad amare ed essere fiera dell'insieme di "anomalie" che manifesto, ma riesco a riderne abbastanza.

E se capita che la patente di perfetto ci venga attribuita da qualcun altro? Orribile KleanaStupore : il fardello di cui veniamo caricati quando ciò accade, magari riguardo un aspetto particolare della vita, è pesantissimo perchè scatta il meccanismo di dover essere all'altezza; si rischia di perdere in spontaneità e naturalezza. La caduta dal piedistallo è inevitabile e il male che ne deriva è tanto minore quanto meno si è volato alto.

42
Finalitario
Finalitario
Viandante Residente
Viandante Residente
la perfezione non è di questo mondo, ma forse non tutti lo sanno. Però ammetterei anche un discorso del genere se fosse relativizzato al presente. Cioè, se io pensassi, "ad oggi ho fatto tutto quanto potervo per essere perfetto" allora potrei accettare il senso di quanto detto ma anche così sarebbe sempre una cosa tra me e me e non un'esternazione. Se si parla in quel modo, un problema sussiste, e come. Il dire "sono perfetto" è un voler nascondere quel o qui problemi, o un modo per non affrontarli veramente.

43
-William-
avatar
Viandante Storico
Viandante Storico
ci ha ragione finalitario.

44
^Sick_Boy
^Sick_Boy
Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Finalitario ha scritto:la perfezione non è di questo mondo, ma forse non tutti lo sanno.

Veramente, le informazioni che ho io dicono che o una cosa "è di questo mondo" o, semplicemente, non è.

Però ammetterei anche un discorso del genere se fosse relativizzato al presente. Cioè, se io pensassi, "ad oggi ho fatto tutto quanto potervo per essere perfetto" allora potrei accettare il senso di quanto detto ma anche così sarebbe sempre una cosa tra me e me e non un'esternazione.

No, invece sarebbe un'esternazione eccome. E di fatto, come spiegavo qualche post fa, non potendo le cose essere diverse da come sono state, non ha senso parlare di manchevolezze o difetti e, di conseguenza, è in effetti possibile parlare di perfezione.

Poi, a questo proposito, condivido William quando dice che non gliene frega niente di essere perfetto. Ma, sì, è perfettamente possibile parlare di perfezione, non vedo perché no.

Se si parla in quel modo, un problema sussiste, e come. Il dire "sono perfetto" è un voler nascondere quel o qui problemi, o un modo per non affrontarli veramente.

Domande molto semplici: perchè mai sarebbe così? E cosa ti da la certezza che quella da te citata sia l'unica, possibile motivazione per un'affermazione di quel genere?

45
Unachi
Unachi
Viandante Storico
Viandante Storico
^Sick_Boy ha scritto:
mi viene da chiederti: tu che ne pensi, circa i passaggi dei miei post che hai quotato? Secondo te perchè esiste -se ritieni che esista- questa reazione indignata a fronte di una presa di posizione che, di fatto, non danneggia nessuno?


Dei tuoi post ho apprezzato moltissimissimo il fatto che cercassi di analizzare e che non ti fermassi ad una reazione impulsiva. inchino

Quanto alla più diffusa (non certo tua) "reazione indignata".....mi sembra - anzitutto - che quest'ultima tua definizione sia azzeccatissima! L'ho percepita esattamente come "indignata", la reazione generale.

Mi chiedi cosa ne penso, e sì...c'ho pensato, in effetti.
Non è bello e diplomatico quello che penso, però è quello che penso davvero.
Penso che una frase di quel genere (qui diventa carina e sottile, la cosa) ...può essere stata detta in diecimilioni di contesti interiori e realzionali diversi ma.............finisca per avere un suono UNICO (e micidiale) per CHIUNQUE la ascolti : il suono della autoritenuta A U T O N O M I A .
Una persona che dica "sono perfetta" (non importa perchè-come-quando lo dica) molto prima che dire "sono meglio di te" ...dice implicitamente ma chiaramente "non ho bisogno di te".
E questo....ferisce e conseguentemente condiziona, secondo me, per il meccanismo che direi "dell'Invidia", esattamente chi ambirebbe a poter dire a/di sè stesso la stessa cosa e...non ci riesce.

Su questo preciso punto ...io dico (sorridendo ma non troppo) che proprio gli psico.forum siano stati il mio Master Elettivo: caro Sick...all'alba delle mie frequentazioni di tal genere...ingenuamente credevo che ai tantissimi "sto male" potesse risultare felicemente terapeutico il cordialissimo (non mio, assolutamente) l'altrui "non sto male e provo a dirti perchè".
Manco per niente!!!!
Tranne rarisssimissimissime Eccezioni (infatti riconducibili a non-habitue di psicoforum) ....chi "sta male"...cerca solo chi sta peggio, e odia profondamente chi mostri di star meglio!!!!!
In questi contesti (estremi, sì certo, ma indicativi proprio nel loro essere estremi) non è affatto vero che si cerchi la bussola per il cambiamento e per la conquista dell'autonomia! Manco per niente! Si cerca il lacrimatoio condiviso (come la sputacchiera del dentista) e ...chi è più autonomo...LUNGI DALL'ESSERE UN POSSIBILE ESEMPIO....prima di tutto è un corpo vissuto come estraneo, poi è vissuto come antipatico, infine come nemico !
Certo: rischia di rompere il lacrimatoio, che è quello che i più vogliono!

hug tenderly

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Finalitario
Finalitario
Viandante Residente
Viandante Residente
^Sick_Boy ha scritto:
Finalitario ha scritto:la perfezione non è di questo mondo, ma forse non tutti lo sanno.

Veramente, le informazioni che ho io dicono che o una cosa "è di questo mondo" o, semplicemente, non è.

Però ammetterei anche un discorso del genere se fosse relativizzato al presente. Cioè, se io pensassi, "ad oggi ho fatto tutto quanto potervo per essere perfetto" allora potrei accettare il senso di quanto detto ma anche così sarebbe sempre una cosa tra me e me e non un'esternazione.

No, invece sarebbe un'esternazione eccome. E di fatto, come spiegavo qualche post fa, non potendo le cose essere diverse da come sono state, non ha senso parlare di manchevolezze o difetti e, di conseguenza, è in effetti possibile parlare di perfezione.

Poi, a questo proposito, condivido William quando dice che non gliene frega niente di essere perfetto. Ma, sì, è perfettamente possibile parlare di perfezione, non vedo perché no.

Se si parla in quel modo, un problema sussiste, e come. Il dire "sono perfetto" è un voler nascondere quel o qui problemi, o un modo per non affrontarli veramente.

Domande molto semplici: perchè mai sarebbe così? E cosa ti da la certezza che quella da te citata sia l'unica, possibile motivazione per un'affermazione di quel genere?

Diventa un discorso di conseguenze il mio, se hai letto sono partito da dei presupposti. Per me la perfezione in assoluto non esiste ma può esistere una perfezione relativa e proporzionata al nostro stato attuale di quello di cui siamo composti. Dicevo anche che la perfezione (assoluta) non è di questo mondo e se non ci fosse niente dopo questo mondo (cosa che a me non sembra)allora la perfezione assoluta per quanto ci riguarda non esisterebbe.
Nel caso invece che realizzassi la perfezione relativa al mio stato e quindi attualmente e mi renderei conto di tale cosa allora non andrei in giro a parlarne ad alta voce. Se lo facessi è ovvio che non l'avrei raggiunta, e proprio in questo versante, cioò il voler fare sapere a tutti che sono perfetto/a.
Però a volte potrebbe essere che per nascondere alcuni difetti, si dica o si esorcizzi il tutto esternando con escalmazioni che tra l'altro non interesserebbero gli altri in quanto (semmai) sarebbe un raggiungimento interiore e tutto personale.

Quella da me citata è l'unica affermazione possibile che mi da oggi, in questo momento la certezza che la mia sia una affermazione perfetta. Insomma per lo stesso criterio messo in atto nella tematica trattata. Al momento credo che questa sia la migliore interpretazione personale e come tale la manifesto.

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Coraline
Coraline
Viandante Storico
Viandante Storico
Unachi ha scritto:può essere stata detta in diecimilioni di contesti interiori e realzionali diversi ma.............finisca per avere un suono UNICO (e micidiale) per CHIUNQUE la ascolti : il suono della autoritenuta A U T O N O M I A .
Una persona che dica "sono perfetta" (non importa perchè-come-quando lo dica) molto prima che dire "sono meglio di te" ...dice implicitamente ma chiaramente "non ho bisogno di te".
E questo....ferisce e conseguentemente condiziona, secondo me, per il meccanismo che direi "dell'Invidia", esattamente chi ambirebbe a poter dire a/di sè stesso la stessa cosa e...non ci riesce.

Non capisco perchè si dica che ciò che appare "UNICO" e inequivocabile per qualcuno debba esserlo per CHIUNQUE. Affermazioni come quella di cui stiamo parlando (divertentissimo tutto ciò!) a me non sanno per niente di autonomia, anzi mi dicono esattamente il contrario (disistima di sè e dipendenza dal giudizio altrui). Mai visto qualcuno di veramente pregevole, sotto qualsiasi punto di vista, tessersi le lodi da solo, anzi più si è "grandi" e maggiore è l'umiltà nel porsi (a me risulta). Ne deriva che il concetto di "invidia" applicato alla formula di cui sopra mi appare del tutto fuori luogo.

In questi contesti (estremi, sì certo, ma indicativi proprio nel loro essere estremi) non è affatto vero che si cerchi la bussola per il cambiamento e per la conquista dell'autonomia! Manco per niente! Si cerca il lacrimatoio condiviso (come la sputacchiera del dentista) e ...chi è più autonomo...LUNGI DALL'ESSERE UN POSSIBILE ESEMPIO....prima di tutto è un corpo vissuto come estraneo, poi è vissuto come antipatico, infine come nemico !
Certo: rischia di rompere il lacrimatoio, che è quello che i più vogliono!

Potrei pure essere d'accordo (esperienza identica nei forum-lacrimatoi) ma non capisco (colpa mia) cosa c'entri. Si vuol dire forse che i lamentatori di professione dovrebbero prendere esempio da chi si proclama perfetto? Bhò.

48
^Sick_Boy
^Sick_Boy
Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Credo -ogni volta che mi azzardo ad interpretare il pensiero altrui mi sento di camminare sul ghiaccio sottile- che Unachi intendesse, con il discorso del lacrimatoio, far riferimento al fatto che nessuno si sognerebbe di avere reazioni particolarmente incisive sentendo una persona che dica "io sono distratto" o "io sono sfortunato" o "io sono strano" o "io sono imperfetto". Nemmeno passa per l'anticamera del cervello -di solito- di chiedersi quali strani meccanismi di difesa e proiezione si nascondano dietro al dire "io sono distratto".

Tuttavia, appena uno dice "io sono bellissimo", "io sono intelligentissimo", "io sono perfetto", ecco che si scatena il Piccolo Psicologo nascosto dentro di noi, e siamo tutti (mi ci metto anch'io, eh) assolutamente convintissimi che quello sia un meccanismo di difesa/schermatura contro qualcosa (le proprie debolezze ed insicurezze, di solito) o che la persona in questione abbia qualche rotella fuori posto.

Perchè? Unachi dice -secondo me- che questo succede perchè il dire "io sono perfetto" va a rompere le uova nel paniere a tutti quelli che si sentono imperfetti, si crogiolano nell'essere imperfetti e si incazzano come le api se qualcuno si definisce altrimenti, perché ci vedono riflessa una forma di autonomia, di indipendenza emotiva a cui loro anelano, che gli manca ma che non vogliono fare assolutamente nulla per ottenere, perché tutto sommato è più comodo sguazzare nella mancanza di autonomia ed indipendenza emotiva.

Può darsi che -se l'ho correttamente interpretata- la posizione di Unachi sia un po' estrema e sono sicuro che non sia applicabile a tutti, e probabilmente nemmeno alla maggioranza, dei casi.

Tuttavia è certamente vero che se la collega di tulip avesse detto "quella tizia è gelosa di me perché io sono strana", non avremmo riempito due pagine di topic e non ci saremmo lanciati in analisi circa le sicurezze interiori di questa perfetta sconosciuta.

Volendo dire la mia, io credo -noto, in effetti- che esiste un meccanismo sociale (sospetto di importazione cristiano-cattolica) che tende a premiare l'autocritica e a scoraggiare fortemente l'esaltazione del sè. Quello che sta succedendo di recente, secondo me, è che questo meccanismo va in conflitto con un altro, legato invece agli aspetti consumistico-individualisti della società che viviamo, per cui si crea un cortocircuito che tende a spingere le persone sugli estremi. Quindi o ci si sente eternamente incompleti, insoddisfatti o si finisce per trincerarsi dietro un concetto di "perfezione" nel suo peggiore, più assolutistico e quindi limitante significato. Dimenticandosi che la bellezza di "noi esseri umani" sta invece in quella incredibile complessità per la quale, paradossalmente, siamo perfetti ed imperfetti allo stesso tempo, bellissimi e disgutosi, geniali ed incredibilmente stupidi.

E attenzione: questa non vuole essere una posizione "mediana" tipo un colpo al cerchio e uno alla botte, quanto un "invito ad assumersi la responsabilità" di riconoscere l'essenziale complessità della situazione umana.

49
tulip
tulip
Viandante Storico
Viandante Storico
In effetti il piangersi addosso è molto di moda ultimamente.
In un modo subdolo sentirsi inferiori è come sentirsi superiori, credo che la cosa più difficile sia sentirsi uguali agli altri.

50
Stardust
Stardust
Viandante Storico
Viandante Storico
ma quanto parlate..ma quanto scrivete.. Io sono la perfezione - Pagina 2 274731 tutti siamo perfetti! come ogni fiore, come ogni fiocco di neve nelle loro irregolarità. la perfezione si trova nell'imperfezione e nulla come questo mondo può esserne l'esempio migliore...

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