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Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
Viandante Residente
Faenza 25/2/2013


Suggerimento

… prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare ….. Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia. Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quel che diceva.

Tratto dal vangelo della Messa di ieri, questo brano di Luca mi fa tenerezza. L’idea così umana che per far contenti gli altri dobbiamo fare ciò che piace a noi mi colpisce. Il bisogno di Pietro di avere un ricovero per ripararsi, si trasforma in disponibilità, egli è pronto a fare quel che non fa per sé stesso. L’evangelista però, dice: ” Egli non sapeva quel che diceva “. Certo fare una tenda per il Figlio di Dio ci può sembrare una cosa inutile, ma il Figlio di Dio è anche un uomo e per noi è confortante vedere che lo si tratta come tale. Pietro quindi concretizza l’insegnamento: ” Tutte le cose dunque che volete che gli uomini vi facciano, anche voi dovete similmente farle loro“, riportato dall’evangelista Matteo. Mi sembra bello farci suggerire dal nostro intimo ciò che può far bene agli altri, ma ricordiamoci che la nostra proposta potrebbe risultare inutile o dannosa. In tal caso facciamo come fecero Pietro, Giovanni e Giacomo : ” Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto. “. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
Viandante Residente
Faenza 26/2/2013


Violenza

Attraverso la violenza forse puoi risolvere un problema, ma semini i semi per un altro.

Questa frase attribuita a Buddha Sakyamuni è certamente condivisibile. Voglio sottolineare il forse, in quanto è probabile che con la violenza non si riesca a risolvere nemmeno un problema. Voglio ancora estendere questo concetto a tutti i comportamenti negativi: il rancore genera rancore, l’offesa offesa, la calunnia calunnia, l’ignavia ignavia e così all’infinito. Prima di agire pensiamo bene alla catena di conseguenze che inneschiamo. Lo schiaffo che stiamo dando non sappiamo in che forma ci verrà restituito, ma stiamo pur certi che tornerà da noi. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
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Faenza 27/2/2013


Votazione

Voto: manifestazione della volontà di adempiere ad una promessa.

Gli studiosi non sono d’accordo sulla provenienza etimologica della parola voto, ma tutti comunque concordano sul significato originario di promessa, dedica e per traslato desiderio. Chi fa un voto si impegna ad attuare la promessa. Col passar del tempo alla parola voto si è dato il semplice significato di manifestazione di volontà, eliminando la parte promissoria. Sarebbe bene però che noi tenessimo a mente il significato originario del termine e quindi una volta espressa la volontà, rimanessimo vigili controllandone l’attuazione. Col voto demandiamo, ma demandiamo l’attuazione di un programma promesso, se ciò non avviene dobbiamo esprimere il nostro dissenso e ritirare la delega. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
Viandante Residente
Faenza 28/2/2013


Partire

Partire partirò, partir bisogna
dove comanderà nostro sovrano;
chi prenderà la strada di Bologna
e chi anderà a Parigi e chi a Milano.

La partenza nel nostro immaginario culturale è sempre una cosa struggente. La partenza per andare alla guerra, come quella dei coscritti napoleonici, o la partenza degli emigranti o la partenza dei carcerati per le isole, sono tutte partenze tristi e spesso quando sentiamo la parola partenza pensiamo a questo sentimento. Anche queste partenze difficili però possono dar vita ad un inizio positivo. Abituiamoci a partire per guadagnare, non solo per perdere. La partenza è novità, accettiamola di buon grado, non spaventiamoci del cambiamento. Saremo sempre noi a scegliere la strada. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
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Licola 1/3/2013


Scelta

La ragione aiuta ma l’emozione decide.

Se non sbaglio Freud asseriva che il nostro bisogno di felicità fa sì che la ragione confermi la validità delle nostre scelte. Ci disorientiamo, però, se facciamo prevalere la ragione come alibi per le nostre decisioni. Facciamo chiarezza, non confondiamo le cose, Confucio dice: “ In qualsiasi direzione vai, vacci con tutto il cuore.”. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
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Viandante Residente
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Licola 2/3/2013





Buona condotta



Fino ad ora, sulla morale ho appreso soltanto che una cosa è morale se ti fa sentire bene dopo averla fatta, e che è immorale se ti fa star male.



La frase di Hemingwei già mi sembra un buon inizio per capirci qualcosa in fatto di comportamento corretto. C’è però il piccolo problema che dobbiamo imparare a sentirci. Tante volte un comportamento immorale ci illude di farci star meglio. “Lo faccio anch’io, tanto lo fanno tutti.” Se però siamo attenti a noi ed a quel che ci circonda, facilmente scopriremo i frutti della buona condotta. Se le cellule del nostro corpo seguissero il criterio di lasciarsi andare, se alcune non combattessero nonostante altre si siano arrese, avremmo certo vita breve. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
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Viandante Residente
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Licola 3/3/2013


Stasi

Nella meditazione la prima cosa di cui ci rendiamo conto è che non serve cercare; infatti ciò che si cerca è predeterminato da ciò che si desidera; se siete infelici, soli, disperati, cercherete la speranza, la compagnia, qualcosa che vi sostenga, e la troverete inevitabilmente.

Al pensiero di Krisnhamurti mi permetterei di aggiungere che ciò che si desidera, può essere anche la conferma dello stato in cui ci troviamo. Siamo addolorati? Cercheremo la serenità, qualcuno invece cercherà ancora il dolore perché in esso si sente confermato. Noi occidentali in particolare tendiamo alla ricerca affannosa, senza renderci conto che cercare spesso significa rimanere dove si è. Impariamo anche a stare, quello che ci sembrerà uno stato passivo ci farà trovare nuove chiavi di lettura dei nostri accadimenti. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
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Viandante Residente
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Licola 4/3/2013


Volontà

Errare humanum est, perseverare diabolicum.

L’errore fa parte del nostro cammino e, se siamo accorti, può essere un ottimo maestro. Il mio caro nipote Mario dice: “ Ho imparato che una sconfitta vale cento vittorie e ... cerco le sconfitte per farmi più forte. “ Siamo comunque impastati di divino e diabolico, quindi a volte perseveriamo nell’errore ma di volta in volta sarà sempre la nostra volontà a scegliere. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
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Viandante Residente
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Licola 5/3/2013


Ricordo

Dal latino re-cordis, ripassare dalle parti del cuore.

Eduardo Galeano, uruguaiano, grande personalità della letteratura sudamericana, porta alla nostra attenzione il profondo senso del ricordo. Basta pensare a questo significato per pulire il ricordo dalla sdolcinata e melensa sovrastruttura di cui spesso viene ammantato. Rispettiamo i nostri ricordi, accettiamoli, perdoniamoli, sono la nostra storia e fanno da fondamento alla nostra costruzione. Belli o brutti che siano ci sono serviti, li abbiamo vissuti, fortunatamente non possiamo né cancellarli né modificarli, possiamo solo guardandoli ripassare dalle parti del cuore. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
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Viandante Residente
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Licola 6/3/2013


Novità

Perché ti meravigli tanto se viaggiando ti sei annoiato? Portandoti dietro te stesso hai finito col viaggiare proprio con quell'individuo dal quale volevi fuggire.

Qualche anno fa, durante il viaggio di nozze, Pina ed io eravamo in un ristorante a Santa Cruz de Tenerife, al tavolo accanto al nostro c’era una coppia di ragazzi romani, al metre che proponeva vari piatti esotici, chiesero se c’erano cannelloni o bucatini. Andiamo incontro al nuovo con l’entusiasmo dei bambini che aspettano i regali della Befana e come ci suggerisce Socrate eviteremo di annoiarci. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
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Viandante Residente
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Licola 7/3/2013


Fiamma

A legna te scarfa tre vote, una quann’a taglie, n’ata quanno a miette a posto e a terza quanno a miette dint’a stufa.

Oggi ho sistemato la legna così mi sono riscaldato col lavoro svolto. Quando accenderò la stufa godrò del calore della fiamma, che mi farà compagnia con le sue lingue ipnotizzanti. Questo residuo d’inverno ci riserva l’ultimo freddo, ci invita a momenti di intimità per ricaricare la nostra interiorità, in attesa dell’estroversione primaverile. Seguiamo la fiamma, facciamoci guidare da essa per scendere affettuosamente dentro di noi. Prendiamoci cura di noi, cerchiamo di ricordarcelo. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
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Viandante Residente
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Licola 8/3/2013

Mollare

Chi accumula e altro ben non fa, sparagna il pane e all'inferno va.
Lasciar andare non è conformare ogni cosa ai propri desideri, ma prendere ogni giorno come viene avendo cura di se stessi.

Mi capita a volte di non sapere cosa scrivere in questo mio appuntamento quotidiano. Mi sembra di sentirmi vuoto, mi manca la fantasia, non so cosa dire a me stesso. A ben vedere il mio vuoto non è vuoto, è pieno di false preoccupazioni che mi occupano, mi fanno da cortina e non mi danno la possibilità di accogliere le profonde esigenze interne o gli stimoli esterni. Se voglio continuare il dialogo con me e con gli altri, se voglio continuare a guardarmi in faccia ed a capire, devo imparare a mollare. Non basta mollare una volta per tutte, occorre mollare momento per momento le distrazioni, i finti problemi, le chimere, le promesse illusorie, gli orpelli che ci opprimono l’animo. Non facciamo la fine di quelli che raccolgono qualsiasi cosa e riempiono la loro casa al punto da non riuscire più ad entrarci. Un abbraccio a tutti. Giovanni

363
Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
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Licola 9/3/2013


Mettiti nei miei panni

Il dromedario e il cammello
Una volta un dromedario,
incontrando un cammello,
gli disse: - Ti compiango,
carissimo fratello;
saresti un dromedario
magnifico anche tu
se solo non avessi
quella brutta gobba in più:
Il cammello rispose:
- Mi hai rubato la parola.
È una sfortuna per te
avere una gobba sola.

Ti manca poco ad essere
Un cammello perfetto:
con te la natura
ha sbagliato per difetto.
La bizzarra querela
Durò un mattino.
In un canto ad ascoltare
Stava un vecchio beduino,
e tra sé intanto pensava:
- Poveretti tutti e due,
Ognuno trova belle
Soltanto le gobbe sue.
Così spesso ragiona
al mondo tanta gente
che trova sbagliato
ciò che è solo differente.

Quante volte abbiamo detto : “mettiti nei miei panni”. Ma quante volte ci siamo messi nei panni degli altri? Qualche volta ho tentato e vi assicuro non è facile. Per farlo mi sono aiutato ripetendo i gesti della persona che voglio comprendere, mi sono messo nella sua postura, ho cercato di fare la stessa camminata. Certo il corpo ci aiuta a comprendere, ma il vissuto? Le stratificazioni di esperienza e storia? Le cose continueremo ad analizzarle con la nostra sensibilità, ovviamente diversa da quella degli altri, come ci racconta Rodari nella sua filastrocca. Non scoraggiamoci, rendiamoci consapevoli delle differenze e cerchiamo di comprendere che l’altro, con una camminata diversa dalla nostra, sta percorrendo la sua strada, che spesso percorriamo anche noi. Un abbraccio a tutti. Giovanni

364
Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
Viandante Residente
Licola 10/3/2013


Perseveranza

La Perseveranza è forza di volontà, intesa come capacità di attuare costantemente libere scelte di miglioramento. Forza di volontà e desiderio, se ben combinati, costituiscono una coppia irresistibile.

Non basta iniziare un’opera, occorre continuare. L’inizio è importante, dà spinta, sarà anche vero che chi ben inizia è alla metà dell’opera, ma l’altra metà bisogna farla altrimenti il buon inizio non servirà a niente. L’opera incompiuta non vale metà dell’opera intera. Quando abbiamo capito il meccanismo di un nostro comportamento, quando ne abbiamo analizzato le spinte emozionali che lo generano, sarà certo un buon inizio, bisogna però perseverare nell’attenzione se vogliamo modificare la condotta che non approviamo e che ci crea disagio. È proprio la perseveranza, come dice il pensiero che ho stralciato da un sito, che ci aiuterà nella realizzazione del progetto. Non fermiamoci di fronte alle difficoltà, confidiamo nella nostra forza. Un abbraccio a tutti. Giovanni

365
Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
Viandante Residente
Licola 11/3/2013


Attualità

Nella brezza primaverile
colla pipa in bocca
il mastro barcaiolo.

La bellezza essenziale dello haiku di Matsuo Basho mi emoziona come uno scatto fotografico che mostra un’immagine limpida, pulita, ben definita, di immediato impatto. Non c’è bisogno di chiedersi spiegazioni, è poesia da guardare. La prima cosa che mi viene in mente è :” com’è moderno Bosho”, i suoi haiku, scritti alla fine del milleseicento, sembrano scaturiti dalla sensibilità di un poeta contemporaneo. Spesso facciamo paragoni e vogliamo riportare tutto in una casella di spazio e tempo. Se ci sembra attuale l’uomo di cinque secoli fa, se i versi di Omero muovono le corde della nostra commozione, non meravigliamocene, ricordiamoci che , prescindendo da tempi e luoghi, siamo molto più simili tra noi di quanto vogliamo credere. Un abbraccio a tutti. Giovanni

366
Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
Viandante Residente
Licola 12/3/2013


In fieri

Con lo sciogliersi della neve,
il villaggio è
tutto un grido di bimbi.

Gli haiku mi hanno sempre affascinato ed in questi giorni curiosando tra i vari poeti giapponesi ho trovato Kobayashi Issa, mi è piaciuta questa composizione e quando una cosa mi piace non vedo l’ora di condividerla con chi percorre la strada con me. I versi immediatamente mi hanno fatto pensare alla primavera incipiente, in questo arco dell’anno vediamo concretizzarsi le mutazioni che già erano in fieri nei mesi precedenti. Viviamo consapevolmente le trasformazioni che ci porta la primavera. Un abbraccio a tutti. Giovanni

367
Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
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Licola 13/3/2013

Semplicità

La verità profonda, per fare qualunque cosa, per scrivere, per dipingere, sta nella semplicità. La vita è profonda nella sua semplicità.

Ieri durante un telegiornale, ascoltai delle interviste in piazza San Pietro. Mi hanno colpito alcune risposte per la loro semplicità; una signora alla quale venne chiesto cosa si aspettava dal nuovo Pontefice rispose :” Ci porti gioia, la gioia di essere cristiani.” Un monaco giovanissimo di un ordine a me sconosciuto, con un saio chiaro, sguardo luminoso e mistico, dopo aver detto qualche parola ha salutato dicendo:” io voglio bene a tutti.” Una frase di uso comune, semplice ma se mi ha colpito è segno che è stata detta con grande intensità. Come dice Bukowski:” La vita è profonda nella sua semplicità.” Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
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Licola 14/3/2013


Gregario

« Filastrocca del gregario
corridore proletario,
che ai campioni di mestiere
deve far da cameriere,
e sul piatto, senza gloria,
serve loro la vittoria. »

Il gregario appartiene alla moltitudine, al gregge, è il soldato semplice. Quante volte mi sono sentito gregario, non è facile esserlo e quante volte sono stato leder. Ho trainato e mi sono fatto trainare. La figura del gregario nel ciclismo è mitica e, siccome è messa un po’ in disparte, acquista una valenza romantica ed in alcuni casi supera la fama del leader. Per essere un buon gregario occorre una disciplina di ferro ed una grande sensibilità. Bisogna rispettare il programma ma esser pronto per le variazioni sul tema. In questa mia avventura de “ il mio desiderio di oggi “, ho scelto il comodo ruolo di leader ma senza i miei gregari non approderei a nulla. Oggi mi sono fatto tirare la volata da Gianni Rodari. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
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Licola 15/3/2013


L’altra sera

È un romanzo sul piacere di leggere romanzi.

“Se una notte d’inverno un viaggiatore” è un meraviglioso romanzo di Italo Calvino che l’autore definisce con la frase da me riportata. L’altra sera ho trascorso una deliziosa serata con amiche ed amici di vecchia data. Abbiamo navigato tranquillamente evitando gli scogli a fior d’acqua del ricordo melenso e retorico, ci siamo raccontati un po’, abbiamo ripreso le fila di un discorso solo sospeso, serenamente siamo stati un po’ di tempo senza tempo, eppure c’è tra di noi un prima. Grazie ad Osvaldo che ha promosso l’incontro e grazie a Paolo che ci ha ospitato. Se “una notte d’inverno un viaggiatore “ è “ un romanzo sul piacere di leggere romanzi “, l’altra sera è stata “una serata sul piacere di trascorrere una serata”. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Licola 16/3/2013


Cambiamento

Se sei pronto a lasciare il padre e la madre, e il fratello e la sorella, e la moglie e il figlio e gli amici, e a non rivederli mai più; se hai pagato i tuoi debiti, e fatto testamento, se hai sistemato i tuoi affari, e se sei un uomo libero, allora sei pronto a metterti in cammino.

Henry David Thoreau fu un pensatore Americano dell’ottocento, ispirò movimenti di protesta e disubbidienza civile non violenta. La sua frase di chiara reminiscenza evangelica, mi sconvolge. Comprendo il significato profondo di questo invito, ma l’attuazione? Il distacco, dopo anni di lavoro, ancora mi riesce impossibile. Se guardo però la vita trascorsa, vedo che è piena di separazioni; persone che hanno preso strade diverse e con le quali avevo intensi rapporti affettivi. Eppure eccomi, sono qui oggi, continuo a vivere. Voglio prendere l’invito al cambiamento come una provocazione, predispormi a mettermi in cammino, un invito a rimanere all’erta, dando con coraggio la giusta collocazione a fatti e persone. Non usiamo gli affetti come catene per rimanere nell’immobilità. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
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Licola 17/3/2013


Insegnamenti

Buongiorno, oggi è una nuova giornata, speriamo buona, tranquilla, che ci dia contentezza. Mamma ha fatto un poco i capricci perché come al solito si sveglia un po’ troppo presto.

Le parole riportate me le ha dettate mia madre. Ogni mattina facciamo i soliti battibecchi, io che voglio convincerla a dormire ancora un po’ e lei che dice di esser stanca di stare a letto sveglia. Stamattina, erano le sette, ho sentito movimento, mi sono alzato ed ho trovato Mamma già vestita di tutto punto. Si era alzata alle sei ed aveva pensato che ormai era ora di iniziare la giornata. Continua a fare la Mamma con me ed a darmi i suoi insegnamenti, ora mette alla prova la mia tolleranza, ora con la mia emotività di oggi comprendo la sua emotività di ieri, quando perdeva la pazienza con me, ora con la sua voglia di avere sempre qualcuno vicino, capisco la sua paura di abbandono di quando dodicenne perse in un mese il padre e la madre. Cogliamo gli stimoli ad imparare, facciamo buon uso dei suggerimenti che ne ricaviamo. Disponiamoci sempre ad accogliere insegnamenti. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
Giovanni Keller
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Licola 18/3/2013


Rispetto

Un uomo perse il suo anello più prezioso; cercò ovunque per ritrovarlo, ma nonostante la sua fatica non ci riuscì. Si sedette su una pietra, disperato, cercando inutilmente di sopprimere la sua disperazione. Come al solito il suo cane gli si avvicinò cercando le carezze del padrone. Il vicino di casa lo salutò come ogni sera. Gli amici gli fecero vedere i pesci che avevano pescato e gliene regalarono alcuni. La moglie e i figli lo accolsero con affetto al suo arrivo a casa esattamente come accadeva sempre. La giornata si concluse nella pace familiare. Purtroppo il tormento per la perdita dell'anello perseguitava ancora l'uomo, il quale però pensò: "nessuno si è accorto che ho perso l'anello, tutti si sono comportati con me come sempre, perché proprio io devo comportarmi in modo diverso con me stesso?". Fu così che si addormentò sereno.

Se vogliamo che gli altri ci rispettino e ci prendano in considerazione, incominciamo coll’essere rispettosi verso noi stessi. Un abbraccio. Giovanni

373
Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
Viandante Residente
Una volta un dromedario,
incontrando un cammello,
gli disse: - Ti compiango,
carissimo fratello;
saresti un dromedario
magnifico anche tu
se solo non avessi
quella brutta gobba in più:
Il cammello rispose:
- Mi hai rubato la parola.
È una sfortuna per te
avere una gobba sola.

Ti manca poco ad essere
Un cammello perfetto:
con te la natura
ha sbagliato per difetto.
La bizzarra querela
Durò un mattino.
In un canto ad ascoltare
Stava un vecchio beduino,
e tra sé intanto pensava:
- Poveretti tutti e due,
Ognuno trova belle
Soltanto le gobbe sue.
Così spesso ragiona
al mondo tanta gente
che trova sbagliato
ciò che è solo differente.

Quante volte abbiamo detto : “mettiti nei miei panni”. Ma quante volte ci siamo messi nei panni degli altri? Qualche volta ho tentato e vi assicuro non è facile. Per farlo mi sono aiutato ripetendo i gesti della persona che voglio comprendere, mi sono messo nella sua postura, ho cercato di fare la stessa camminata. Certo il corpo ci aiuta a comprendere, ma il vissuto? Le stratificazioni di esperienza e storia? Le cose continueremo ad analizzarle con la nostra sensibilità, ovviamente diversa da quella degli altri, come ci racconta Rodari nella sua filastrocca. Non scoraggiamoci, rendiamoci consapevoli delle differenze e cerchiamo di comprendere che l’altro, con una camminata diversa dalla nostra, sta percorrendo la sua strada, che spesso percorriamo anche noi. Un abbraccio a tutti. Giovanni


Licola 10/3/2013


345Perseveranza

La Perseveranza è forza di volontà, intesa come capacità di attuare costantemente libere scelte di miglioramento. Forza di volontà e desiderio, se ben combinati, costituiscono una coppia irresistibile.

Non basta iniziare un’opera, occorre continuare. L’inizio è importante, dà spinta, sarà anche vero che chi ben inizia è alla metà dell’opera, ma l’altra metà bisogna farla altrimenti il buon inizio non servirà a niente. L’opera incompiuta non vale metà dell’opera intera. Quando abbiamo capito il meccanismo di un nostro comportamento, quando ne abbiamo analizzato le spinte emozionali che lo generano, sarà certo un buon inizio, bisogna però perseverare nell’attenzione se vogliamo modificare la condotta che non approviamo e che ci crea disagio. È proprio la perseveranza, come dice il pensiero che ho stralciato da un sito, che ci aiuterà nella realizzazione del progetto. Non fermiamoci di fronte alle difficoltà, confidiamo nella nostra forza. Un abbraccio a tutti. Giovanni


Licola 11/3/2013


346Attualità

Nella brezza primaverile
colla pipa in bocca
il mastro barcaiolo.

La bellezza essenziale dello haiku di Matsuo Basho mi emoziona come uno scatto fotografico che mostra un’immagine limpida, pulita, ben definita, di immediato impatto. Non c’è bisogno di chiedersi spiegazioni, è poesia da guardare. La prima cosa che mi viene in mente è :” com’è moderno Bosho”, i suoi haiku, scritti alla fine del milleseicento, sembrano scaturiti dalla sensibilità di un poeta contemporaneo. Spesso facciamo paragoni e vogliamo riportare tutto in una casella di spazio e tempo. Se ci sembra attuale l’uomo di cinque secoli fa, se i versi di Omero muovono le corde della nostra commozione, non meravigliamocene, ricordiamoci che , prescindendo da tempi e luoghi, siamo molto più simili tra noi di quanto vogliamo credere. Un abbraccio a tutti. Giovanni


Licola 12/3/2013


347In fieri

Con lo sciogliersi della neve,
il villaggio è
tutto un grido di bimbi.

Gli haiku mi hanno sempre affascinato ed in questi giorni curiosando tra i vari poeti giapponesi ho trovato Kobayashi Issa, mi è piaciuta questa composizione e quando una cosa mi piace non vedo l’ora di condividerla con chi percorre la strada con me. I versi immediatamente mi hanno fatto pensare alla primavera incipiente, in questo arco dell’anno vediamo concretizzarsi le mutazioni che già erano in fieri nei mesi precedenti. Viviamo consapevolmente le trasformazioni che ci porta la primavera. Un abbraccio a tutti. Giovanni


Licola 13/3/2013

348Semplicità

La verità profonda, per fare qualunque cosa, per scrivere, per dipingere, sta nella semplicità. La vita è profonda nella sua semplicità.

Ieri durante un telegiornale, ascoltai delle interviste in piazza San Pietro. Mi hanno colpito alcune risposte per la loro semplicità; una signora alla quale venne chiesto cosa si aspettava dal nuovo Pontefice rispose :” Ci porti gioia, la gioia di essere cristiani.” Un monaco giovanissimo di un ordine a me sconosciuto, con un saio chiaro, sguardo luminoso e mistico, dopo aver detto qualche parola ha salutato dicendo:” io voglio bene a tutti.” Una frase di uso comune, semplice ma se mi ha colpito è segno che è stata detta con grande intensità. Come dice Bukowski:” La vita è profonda nella sua semplicità.” Un abbraccio a tutti. Giovanni


Licola 14/3/2013


349Gregario

« Filastrocca del gregario
corridore proletario,
che ai campioni di mestiere
deve far da cameriere,
e sul piatto, senza gloria,
serve loro la vittoria. »

Il gregario appartiene alla moltitudine, al gregge, è il soldato semplice. Quante volte mi sono sentito gregario, non è facile esserlo e quante volte sono stato leder. Ho trainato e mi sono fatto trainare. La figura del gregario nel ciclismo è mitica e, siccome è messa un po’ in disparte, acquista una valenza romantica ed in alcuni casi supera la fama del leader. Per essere un buon gregario occorre una disciplina di ferro ed una grande sensibilità. Bisogna rispettare il programma ma esser pronto per le variazioni sul tema. In questa mia avventura de “ il mio desiderio di oggi “, ho scelto il comodo ruolo di leader ma senza i miei gregari non approderei a nulla. Oggi mi sono fatto tirare la volata da Gianni Rodari. Un abbraccio a tutti. Giovanni


Licola 15/3/2013


350L’altra sera

È un romanzo sul piacere di leggere romanzi.

“Se una notte d’inverno un viaggiatore” è un meraviglioso romanzo di Italo Calvino che l’autore definisce con la frase da me riportata. L’altra sera ho trascorso una deliziosa serata con amiche ed amici di vecchia data. Abbiamo navigato tranquillamente evitando gli scogli a fior d’acqua del ricordo melenso e retorico, ci siamo raccontati un po’, abbiamo ripreso le fila di un discorso solo sospeso, serenamente siamo stati un po’ di tempo senza tempo, eppure c’è tra di noi un prima. Grazie ad Osvaldo che ha promosso l’incontro e grazie a Paolo che ci ha ospitato. Se “una notte d’inverno un viaggiatore “ è “ un romanzo sul piacere di leggere romanzi “, l’altra sera è stata “una serata sul piacere di trascorrere una serata”. Un abbraccio a tutti. Giovanni

hai dipinto perfettamente,tanto da commuovermi, le sensazioni che ognuno di noi
ha provato.
grazie giovanni....di esserci
ti voglio sempre tanto tanto bene Osvaldo

Anche per me è stata “una serata sul piacere di trascorrere una serata” e ho ritrovato quel "prima" che ha reso tutto molto confortevole.
Un abbraccio a voi.
Paolo



Licola 16/3/2013


351Cambiamento

Se sei pronto a lasciare il padre e la madre, e il fratello e la sorella, e la moglie e il figlio e gli amici, e a non rivederli mai più; se hai pagato i tuoi debiti, e fatto testamento, se hai sistemato i tuoi affari, e se sei un uomo libero, allora sei pronto a metterti in cammino.

Henry David Thoreau fu un pensatore Americano dell’ottocento, ispirò movimenti di protesta e disubbidienza civile non violenta. La sua frase di chiara reminiscenza evangelica, mi sconvolge. Comprendo il significato profondo di questo invito, ma l’attuazione? Il distacco, dopo anni di lavoro, ancora mi riesce impossibile. Se guardo però la vita trascorsa, vedo che è piena di separazioni; persone che hanno preso strade diverse e con le quali avevo intensi rapporti affettivi. Eppure eccomi, sono qui oggi, continuo a vivere. Voglio prendere l’invito al cambiamento come una provocazione, predispormi a mettermi in cammino, un invito a rimanere all’erta, dando con coraggio la giusta collocazione a fatti e persone. Non usiamo gli affetti come catene per rimanere nell’immobilità. Un abbraccio a tutti. Giovanni

ti informo che oggi su Pulcinella hai incassato il tuo 2.000° accesso a "Una bella notizia"

io ti ho presentato così, non perché hai tricato tu, ma perché mi sono alzato tardi io!

"" Oggi Giovanni ha tricato... ma ha messo il dito sul più tragico e bugiardo dei compromessi, quello che più morde la coscienza di noi buoni""" Lucio


Licola 17/3/2013


352Insegnamenti

Buongiorno, oggi è una nuova giornata, speriamo buona, tranquilla, che ci dia contentezza. Mamma ha fatto un poco i capricci perché come al solito si sveglia un po’ troppo presto.

Le parole riportate me le ha dettate mia madre. Ogni mattina facciamo i soliti battibecchi, io che voglio convincerla a dormire ancora un po’ e lei che dice di esser stanca di stare a letto sveglia. Stamattina, erano le sette, ho sentito movimento, mi sono alzato ed ho trovato Mamma già vestita di tutto punto. Si era alzata alle sei ed aveva pensato che ormai era ora di iniziare la giornata. Continua a fare la Mamma con me ed a darmi i suoi insegnamenti, ora mette alla prova la mia tolleranza, ora con la mia emotività di oggi comprendo la sua emotività di ieri, quando perdeva la pazienza con me, ora con la sua voglia di avere sempre qualcuno vicino, capisco la sua paura di abbandono di quando dodicenne perse in un mese il padre e la madre. Cogliamo gli stimoli ad imparare, facciamo buon uso dei suggerimenti che ne ricaviamo. Disponiamoci sempre ad accogliere insegnamenti. Un abbraccio a tutti. Giovanni

so quanto tu ed i tuoi fratelli amiate vostra madre, al di la dei necessari e costruttivi battibecchi.. anche se talvolta si rischia di perdere la pazienza. Io ho regalato a tutti i miei amici che hanno delle madri anziane ( molte delle quali non coccolate ed adorate come la vostra) questa particolare preghiera. Anche quando mamma era in vita avevo sistemato il quadretto nell'ingresso acciocchè ( mi piace "acciocchè) tutte le volte che mio fratello venisse potesse leggerlo e comportarsi di conseguenza. Fra qualche anno anche noi saremo nel novero di quella schiera infinità di vecchi e chissà cosa ci riserverà la sorte. La tua la vedo eccellente perchè hai saput seminare bene....io invece sono legato al Cielo. Un abbraccio ed un bacio alla tua mammina
beppe


Licola 18/3/2013


353Rispetto

Un uomo perse il suo anello più prezioso; cercò ovunque per ritrovarlo, ma nonostante la sua fatica non ci riuscì. Si sedette su una pietra, disperato, cercando inutilmente di sopprimere la sua disperazione. Come al solito il suo cane gli si avvicinò cercando le carezze del padrone. Il vicino di casa lo salutò come ogni sera. Gli amici gli fecero vedere i pesci che avevano pescato e gliene regalarono alcuni. La moglie e i figli lo accolsero con affetto al suo arrivo a casa esattamente come accadeva sempre. La giornata si concluse nella pace familiare. Purtroppo il tormento per la perdita dell'anello perseguitava ancora l'uomo, il quale però pensò: "nessuno si è accorto che ho perso l'anello, tutti si sono comportati con me come sempre, perché proprio io devo comportarmi in modo diverso con me stesso?". Fu così che si addormentò sereno.

Se vogliamo che gli altri ci rispettino e ci prendano in considerazione, incominciamo coll’essere rispettosi verso noi stessi. Un abbraccio. Giovanni


Licola 19/3/2013


Relativamente

Come ho raccontato ho incontrato vecchi amici, con alcuni di loro ci siamo conosciuti circa venticinque anni fa, con altri molto prima. Ci siamo visti così com’eravamo allora, li ho visti giovani come allora, giovani come giovane mi sento io.

Com’è difficile muoversi nei meandri della nostra personalità. Lo è soprattutto se pensiamo di usare le solite chiavi di comprensione. Gli anni passano e modificano il nostro aspetto esteriore, le storie vissute incidono sul nostro carattere, perché allora in tanti momenti ci vediamo e ci sentiamo come tanti anni fa? Freud dice: “Tutto ciò che è cosciente va soggetto a un processo di erosione, mentre ciò che è inconscio è relativamente immutabile.” Ha cercato in tal modo di dare una risposta a domande come quella che mi sono posto. Direi che al di là delle domande che ci poniamo, sarebbe il caso di accettare amorevolmente le nostre pulsioni, guardandole in faccia ed accettando il gioco. Un abbraccio a tutti. Giovanni




374
Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
Viandante Residente
Licola 20/3/2013


Sospesi

Non, rien de rien
Non, je ne regrette rien
Ni le bien qu'on m'a fait
Ni le mal; tout ça m'est bien égal !

In francese regretter significa: dolere, lamentare, pentirsi, rammaricarsi, rimpiangere…..; sono tutte accezioni che riportano al senso di aver lasciato qualcosa in sospeso. Ho scoperto Bronnie Ware, un’australiana che ha lavorato coi malati terminali, si è interessata dei loro rimpianti e dopo aver ascoltato le loro testimonianze dice:” Fare i conti con la morte ci aiuta a vivere. E ad essere, quando è possibile, profondamente felici. ” ed ancora “ Da allora, cerco di non lasciare mai sospesi con le persone che amo. ” Certo sono cose che sappiamo, non c’è niente di originale ma è bene ogni tanto riprendere discorsi già fatti. I sospesi sono pericolosi, sono cose messe da parte solo momentaneamente e non sappiamo quando ce le ritroveremo di fronte, magari quando saremo meno preparati. Stabiliamo noi come condurre la danza, non facciamoci prendere dal vortice che ci lascerà storditi e sbilanciati. Un abbraccio a tutti. Giovanni

375
Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
Viandante Residente
Licola 21/3/2013


Brace

………
rossa una brace di carbone
con sopra un arrosto di airone.

Ma l’airone è del terziario,
meglio un ruspante di pollario,
con un bicchier levato in ario
pieno di liquido del cellario

………….

Così scrivevo tanti anni fa in occasione della costruzione di un barbecue a casa di Lucio. Grandi abbuffate e grandi bevute per soddisfare la grande voglia di stare insieme. Ora con questi miei pensieri mi sembra di mettere tanta carne al fuoco ma sono pezzettini piccoli, digeribili, forse a volte accompagnati da un po’ d’aria fritta. Ciò che poi sembra una gran quantità di cose, può ridursi in effetti a pochi principi riproposti in salse diverse per rispondere alle esigenze del momento, dell’emozione. Se vogliamo spolpiamo il pezzo grande, scartiamo quello che per ciascuno di noi è superfluo e cibiamoci solo di ciò che riteniamo valido nutrimento. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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