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Il mio desiderio di oggi

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BigBossStigazzi
BigBossStigazzi
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Mi sembra che questo sia un sermoncino però...da quel che ho visto questo è il tuo speaker's corner, hai messo la tua cassetta di frutta a dall'alto del predellino ogni giorno lasci una perla di saggezza...benissimo, contento tu, ma questo non è essere aperti al dialogo, questo è concionare e ignorare quello che dicono gli altri: anche questa è arroganza e prevaricazione...con un sorriso sulle labbra!

....come fai a dire agli altri come dialogare se tu non hai nessuna intenzione di dialogare?Sorriso Scemo

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Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
Viandante Residente
Licola 8/10/2012


Un amico

È bello che ogni tanto qualcuno ti ricordi della luminosità della vita.

Un amico di vecchia data ci ha inviato una sua considerazione semplice e profonda e pur sapendo che molti l’hanno già ricevuta direttamente da lui, voglio proporla anche agli altri. Peppe è una cara persona sempre impegnata nel sociale e rivolta all’attività psicopedagogica. Dopo la laurea in economia e commercio, ha continuato gli studi in psicologia più congeniali alla sua personalità. Così mi racconta di alcuni test che proponeva ai suoi allievi: “ Ne ricordo uno, per nulla impegnativo, che avrò sottoposto forse ad un migliaio di bambini ed adolescenti. Presentavo loro, prima della lezione, un grande foglio bianco con una macchia nera nel mezzo. “che cosa vedete qui?-chiedevo loro. “Una macchia d’inchiostro”-rispondevano quasi in coro.”Bene -concludevo - così sono la gran parte degli uomini. Vedono soltanto le macchie, anche le più piccole e non il grande, stupendo,foglio bianco che è la vita”. Fate in modo che tutti possano gioire della luminosità del grande foglio bianco, anche se “intrappola” una piccola macchia nera. …………….E voi che cosa avreste visto? “ accogliamo l’invito di Peppe e ringraziamolo di averci ricordato la nostra natura di luce. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
Viandante Residente
Iicola 9/10/2012


Ancora specchio

“Lo specchio ha la capacità infinita del manifestare riflessi.”….”Ogni individuo ha tante capacità quanto uno specchio.”


Nel corso di questi nostri incontri ho continuato a dire, per ripetere a me stesso, che scrivevo per me e per raccontarmi e che non chiedevo risposte. Ho chiarito inoltre che non sono un guru o un saggio o un filosofo, ma solo uno che fa un cammino di ricerca. Lungo questo cammino alcuni di voi hanno interagito con me ed hanno svolto, come già in altre occasioni ho detto, la funzione dello specchio. Da questo specchio ricevo riflessi diversi di me stesso e, come dice Namkhai Norbu, posso constatare tante capacità diverse di me stesso. Se lo specchio mi riflette filosofo o saggio o non so che altro, devo imparare a leggere anche questi aspetti di me, accettarli e non fare il difficile. Devo ora ringraziare un nuovo amico che seguendomi mi ha riflesso un’immagine di me che, alla maniera anglosassone, “conciono” in un giardino pubblico magari “con un sorriso sulle labbra” e con un’aria un po’ svagata. Lo devo ringraziare perché devo fare i conti anche con questo me stesso se voglio continuare sul cammino della consapevolezza. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
Viandante Residente
Ho ricevuto, da iscritti al forum, richieste di notizie circa il nostro amico Lucio Musto. Voglio tranquillizzare tutti, Lucio sta bene e non credo che abbia intenzione di lasciare il forum. In questi ultimi giorni ha avuto problemi tecnici prima con i computer poi anche con la linea internet. Voglio dirvi che quando volete potete sempre scrivermi, non mi disturbate affatto, anzi scustatemi se ritardo nel rispondervi, ma non leggo la posta quotidianamente. Un affettuoso saluto. Giovanni

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Lucio Musto
Lucio Musto
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
grazie Giovanni della tua semnpre squisita cortesia.

Da stamattina alle 9 sono di nuovo operativo, anche se appaio "a mezzo servizio".
Il fatto è che devo dare un colpo al cerchio ed uno alla botte, come si suol dire... ed anche solo per soddisfare la posta ricevuta...

Te, il tuo "desiderio di oggi" che non seguo da settimane ormai, vi lascio per ultimi, un po' perché tu sai aspettare ed io conosco la tua pazienza e molto perché voglio leggere con calma il tuo dialogo con i miei vecci amici del forum; dialogo che mi sembra oltremodo interessante ed a cui non vorrò mancare, in futuro.

A presto, dunque.

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Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
Viandante Residente
Licola 10/10/2012


Desiderio 3

Avere dei desideri può aiutare a chiarirsi le idee.

La nonna Elvira diceva: “la vita è un desiderio”. A dire il vero non avevo mai capito a fondo il significato di questa frase, anche se in famiglia la ripetiamo frequentemente. Oggi, rileggendo un mio scritto di tre anni fa, ho trovato la frase che ho riportato in corsivo. Scrivevo di un sogno nel quale provavo una grossa gioia spirituale che non ho mai provato da sveglio e consideravo quindi come mio bagaglio quel tipo di emozione. Una tale felicità come quella se l’avevo provata in sogno significa che è parte di me e che se desidero provarla ancora forse riesco a ripescarla nel mio profondo. Desiderare una cosa significa iniziare ad adoperarsi per realizzarla e proprio in questa fase di desiderio possiamo chiarirci le idee sui bisogni reali ed intimi della nostra vita. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
Viandante Residente
Licola 11/10/2012

Preghiera

Laudate et benedicete mi’ Signore' et ringratiate
et serviateli cun grande humilitate

La conclusione de “il cantico delle creature”, preghiera delle preghiere francescane, raggiunge il culmine con l’invito a lodare e servire Dio. Il senso originario della preghiera è la supplica, la richiesta della concessione di una grazia, è questa la preghiera che maggiormente pratichiamo e rivolgiamo non solo all’Ente Supremo, ma anche, nel momento di bisogno, a chi ci circonda. L’evoluzione della preghiera passa dalla richiesta per sè all’intercessione per gli altri e poi ancora attraverso la manifestazione di lode. Ricordiamoci che un’altra bella manifestazione della preghiera è l’atto del donare, posso donare a Dio ciò che più mi sta a cuore, ma sia se sono credente, sia se non lo sono, posso donare a chi mi è vicino. Non faccio elemosina togliendo a me per dare ad un altro, faccio dono per arricchire ed arricchirmi, per mettermi in comunione e per sentire come sente l’altro. Voglio approfittare di questa spinta che a volte diventa impellente di dare me stesso, essere avari rende poveri. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
Viandante Residente
Licola 12/10/2012


Coerenza

Preghiera per non invecchiare

Signore,
fa’ che io sia del mio tempo e non della mia età.
Che non mi affezioni alle idee
come un avaro al suo gruzzolo.
Ma ne controlli frequentemente la validità
e, soprattutto, ne assicuri costantemente la convertibilità.
Aiutami a non prendermi troppo sul serio,
a sorridere dei miei successi come dei miei fiaschi.
Fammi guardare con simpatia a ciò che fanno gli altri,
specialmente se tentano qualcosa a cui io non avevo mai pensato,
oppure si avventurano in territori dove io
non mi sono mai arrischiato.
Che sappia comprendere più che giudicare,
apprezzare più che condannare,
incoraggiare più che diffidare.
Fa’ che resista
alla tentazione di raccontarmi,
fammi capire che è importante ciò che faccio oggi,
e non ciò che ho fatto dieci anni fa.
Gli altri hanno il diritto di avere da me ciò che sono oggi
e non ciò che sono stato ieri.
Signore, impedisci
che faccia l’abitudine a me stesso.
A quel me stesso solito che conosco troppo bene
e che tendo ormai ad accettare o sopportare
come si accetta o sopporta un vecchio conoscente.
Devo sorprendermi, devo obbligarmi ogni giorno,
a riconoscermi nuovo, diverso, inedito.
Devo impararmi sconosciuto, devo accettarmi altro.
Devo esplorarmi al di là dei confini abituali.
Devo frequentarmi inaspettato, devo frequentarmi insolito.




Ho scoperto per caso Alessandro Ponzato e come se mi avesse chiamato per mettermi in discussione, ho letto questa sua preghiera. Per onestà intellettuale, siccome la condivido, mi sento in dovere di farla leggere anche a voi. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
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Viandante Residente
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Licola 13/10/2012


Incoerenza

Mi contraddico?
Ebbene sì. Mi contraddico.
Sono vasto, contengo moltitudini.

Ad ogni costo cerchiamo delle regole, spesso facciamo della coerenza una bandiera che puntualmente ci ingabbia ed a volte ci delude. La vita con la sua caotica molteplicità di eventi mette a dura prova le nostre decisioni aprioristiche. Sono contento di mostrarmi coerente attraverso le mie scelte, spero così di essere additato ad esempio, ma il prezzo che pago fa da corrispettivo al mio guadagno? D’altro canto l’incoerenza non mi lascia l’amaro in bocca? Non mi fa sentire inadeguato o addirittura fallito? È una guerra senza quartiere tra ciò che mi è stato inculcato e i miei bisogni di felicità, una guerra che lascia il campo di battaglia cosparso di dolore ed infelicità. L’asserzione di Walt Whitman, che ho riportato, è un’affermazione di onestà che concede un po’ di tregua al travaglio della vita. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
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Viandante Residente
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Licola 14/10/2012


Sogno

Mia madre da bambina si incantava a guardare attraverso lo stereoscopio delle immagini che apparivano tridimensionali dandole l’ effetto di esser realmente immersa nel paesaggio fotografato.


L’alienazione come scelta di vita ci rende infelici, dilaniati tra sogno e realtà. La fuga verso il sogno e l’irreale ci allontanano dagli altri. Le droghe ci isolano, le usiamo per dire no al dolore. Nel cammino verso la meta, in attesa della realizzazione della saggezza, ogni tanto dobbiamo prender fiato e riposarci un po’, allora abbiamo sperimentato gocce ed infusi, psicanalisi, viaggi e visualizzazioni; usiamo tutto con chiara volontà e con la consapevolezza del viandante che si ferma alla locanda, ma per ripartire. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
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Viandante Residente
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Licola 15/10/2012


Durezza

La vita va corretta, eccome, è troppo dura da buttare giù liscia.

Ieri sera ho conosciuto una persona che mi ha un po’ turbato. Gli aggettivi che mi vengono in mente pensando a lui sono : inflessibile, integerrimo, incorruttibile, tutto d’un pezzo, deciso nelle sue convinzioni. Tutte queste caratteristiche non indicano nella persona un credo religioso o una tendenza politica, benché questi abbia idee chiare e precise sui suoi orientamenti. Ciò che mi interessa ora non è cosa pensa un individuo, ma piuttosto come viva. Le caratteristiche di cui prima ho parlato fanno si che chi le detiene viva una vita dura, senza possibilità di soste o deviazioni. Questo modo di vivere mi ricorda i santi o gli eroi, persone che ci indicano la strada, ma che io oggi non sento la spinta ad imitarli. Temo sempre la specializzazione maniacale anche nel campo delle idee. Voglio esser libero di ripensarci, facendo però la massima attenzione a non farlo per vile tornaconto. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
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Viandante Residente
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Licola 16/10/2012


Cari ricordi

Percorrete le spiagge vicine,
della torre le vaste rovine:
cada il vel di si turpe mistero
lo domanda…lo impone l’onor.
Fia che splenda il terribile vero
come lampo fra nubi d’orror!


Ero poco più che adolescente quando mia zia mi fece seguire alcune opere liriche al San Carlo. Ero ancora un foglio stropicciato su cui la vita aveva appena iniziato a scrivere la mia storia. Ricordo una sensazione che poi ho riprovato negli anni a venire. Durante l’ouverture della Lucia di Lammermoor, dopo timpano ed ottoni entrano gli archi con due fortissimo, poi le trombe ed appena prima dell’ingresso del coro gli archi svolgono uno dei loro compiti più belli: fanno da tappeto sonoro a tutto il resto. Quello fu per me un momento magico, avvertii distintamente una leggera brezza, un movimento d’aria impercettibile sul mio viso. Tutto era fermo, le porte erano chiuse, le persone erano immobili rapite dalla musica ed io ero sfiorato da quel venticello. Tanti anni dopo ho imparato quanto la forza interiore sia capace di materializzare sensazioni fisiche, allora ero solo meravigliato e cercavo spiegazioni concrete a ciò che mi succedeva. Oggi, anche se a volte mi stupisco ancora, lascio scorrere con tranquillità gli avvenimenti che non mi spiego con le solite chiavi della ragione. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
Viandante Residente
Licola 17/10/2012



Eccomi


È facile dire :”eccomi”. Bisogna anche esserci.

Eccomi, sto qui, ti ascolto, voglio fare qualcosa per te, voglio darti la mia presenza…..
È bello sentirsi dire così, è bello anche dirlo, ma com’è difficile. Imparare a dire eccomi è importante per l’armonia della nostra vita, dobbiamo esser presenti, quando siamo necessari, con il nostro equilibrio e la nostra energia positiva. Questo ci spinge ad esercitare le nostre capacità interiori e la nostra stabilità, nonché a capire se e quando siamo desiderati. Donare le nostre capacità ci matura e ci arricchisce, non regaliamo la nostra scorza vuota, altrimenti , come dice Stanislaw Jerzy Lec :” è facile dire : eccomi”. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
Viandante Residente
licola 18/10/2012


Preghiera del pellegrino


Signore Gesù, che dalla casa del Padre
sei venuto a piantare la tua tenda in mezzo a noi;
tu che sei nato nell'incertezza di un viaggio
ed hai percorso tutte le strade,
quella dell'esilio, quella dei pellegrinaggi, quella della predicazione:
strappami all'egoismo e dalla comodità, fa’ di me un pellegrino.
Signore Gesù, che hai preso così spesso il sentiero della montagna
per trovare il silenzio e ritrovare il Padre;
per insegnare ai tuoi apostoli e proclamare le beatitudini;
per offrire il tuo sacrificio, inviare i tuoi apostoli e far ritorno al Padre:
attirami verso l'alto, fa’ di me un pellegrino.
Devo ascoltare la tua parola, devo lasciarmi scuotere dal tuo amore.
A me, continuamente tentato di vivere tranquillo,
domandi di rischiare la vita, come Abramo, con un atto di fede;
a me, continuamente tentato di sistemarmi definitivamente,
chiedi di camminare nella speranza, verso di te,
cima più alta, nella gloria del Padre.
Signore, mi creasti per amore, per amare:
fa' ch'io cammini, ch'io salga, dalle vette, verso di te,
con tutta la mia vita, con tutti i miei fratelli, con tutto il creato
nell'audacia e nell'adorazione. Cosi sia.


Antonio,un nuovo vecchio amico che mi ha chiesto di esser aggiunto alla mia miling-list, mi ha ispirato la scelta di questa preghiera di Gratien Volluz, priore di un ospizio che si trova a circa duemila metri. So che Antonio è un appassionato delle passeggiate in montagna, so che questo è un modo per ritrovare se stessi e che Gratien Volluz riteneva la montagna un luogo ideale di confronto con Dio ed i fratelli. Voglio riportare un pensiero che Antonio mi ha inviato l’altro ieri, ringraziando lui e tutti voi dell’affetto che mi manifestate. Un abbaraccio a tutti. Giovanni
“Opera d’arte è quella cosa misteriosa, quadro,, musica, poesia che , oltre i secoli e i contesti della sua enunciazione, ancor oggi mi parla. Se trascende così i propri contesti, nonché la Storia, è perché nell’Uomo esiste una dimensione di trascendenza, una capacità di creazione che testimonia la sua libertà malgrado tutto ciò che ad ogni istante pretende di determinarlo e costringerlo.
ciao da antonio”

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Lucio Musto
Lucio Musto
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Ci regali una preghiera, oggi, Giovanni.

Mi piace definirla una preghiera "laica", nel senso che supera i limiti dell'essere cristiani, pur rimanendo validissima anche per tutti quanti zelano il dono della fede.

Una preghiera laica perché va bene per qualsiasi uomo, dovunque sia diretto, qualunque sia il suo scopo di vita, il traguardo cui guardare.

Forza amici, ce la possiamo fare, ce la potete fare. Camminiamo, saliamo, andiamo verso il nostro "lassù", si che riusciamo ad intuire Colui che ci accompagna sia che rimaniamo ciechi.

Andiamo, realizziamo il nostro destino di uomini.

Grazie Giovanni, grazie Antonio.

216
Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
Viandante Residente
Licola 19/19/2012


Risonanza


" Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra - che già viviamo - e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi"

Scusate se mi ripeto ma devo ancora una volta ringraziare Antonio per la bellissima frase di Cesare Pavese che mi ha inviato. È vero, senza rendercene conto quando veniamo in contatto con le idee di qualcun altro, ci capita di rimanere più o meno coinvolti emotivamente. Quando vibriamo all’unisono la vita ci sembra migliore. Questo mi è capitato leggendo la risposta di Antonio. Trovare corrispondenza nelle sensazioni altrui conferma la nostra umanità, scaccia le nostre ansie di solitudine ed esalta il nostro bisogno di eucumenismo. È bello constatare che quando si verifica questa risonanza, dentro di noi l’oscurità lascia spazio alla luce. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
Viandante Residente
Licola 20/10/2012


Compito

La parola ha bisogno anche del vuoto silenzioso per acquistare vibratilità e provocare risonanze misteriose.

La parola è importante, è la prima concretizzazione della nostra idea, è il veicolo per farci entrare in contatto con gli altri. La parola è la nostra scintilla divina, ricordiamo il meraviglioso incipit del vangelo di Giovanni: “in principio era il Verbo”. Alessandro Pronzato con la sua bella espressione ci dice dell’importanza del silenzio per cogliere le risonanze della parola. Oggi nella vita quotidiana abbiamo un compito ben difficile, riconoscere la parola nel frastuono. Non spaventiamoci delle difficoltà e non facciamoci distrarre dall’inutile, dentro di noi ci sono tutti i parametri per individuare ciò che è valido per noi. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
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Licola 21/10/2012

La solitudine

La solitudine è da fuggir è da fuggir
Sol con le bimbe si può gioire


Stamattina ho chiesto a mia madre di darmi un’idea circa il mio pensiero del giorno, lei pronta mi ha risposto: “ Dici che siamo contenti di stare tutt’insieme.” Ecco perché ho riportato i primi versi di una filastrocca che lei cantava all’asilo e che spesso ci ripete dicendoci che a lei non piace la solitudine. Alla sua veneranda età la sua principale preoccupazione è quella di rimanere da sola. Siamo un’umanità variegata. Conosco anziani che non hanno voglia di vedere nessuno, chiedono solo l’accudimento fisico. Costruiamoci oggi un presente che possa farci da base per un futuro che non conosciamo. Solo vivendo in pace oggi possiamo sperare di vivere in pace anche domani. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Lucio Musto
Lucio Musto
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Un abbraccio affettuosissima a tua mamma, Giovanni.
Alla sua età (quanti sono ormai, novantasette?) è ancora più fresca e giovanile di noi "ca simme guagliune!"

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Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
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Licola 22/10/2012


Frastuono

.. il “rumore di fondo”, esattamente come “il colore di fondo” (l’immagine onnipresente, dilagante, i video accesi sempre e ovunque) ha oramai assuefatto le nuove generazioni al punto di cancellare in loro il concetto stesso di silenzio e di vuoto.


Ancora una volta Antonio mi propone qualcosa che stimola la mia riflessione, mi ha inviato una lettera di Michele Serra a La Repubblica, dalla quale ho estrapolato la frase che ho riportato. Anni fa sentii parlare di Andrea Schnoeller un sacerdote che spiegava come il modo migliore per cercare il Divino in noi fosse interrompere il frastuono che abbiamo dentro. Parlava di Dio nel silenzio. È un discorso che ho ripreso quando ho parlato del deserto. Il silenzio mi ricorda la ricerca del vuoto. È solo la pulizia dal superfluo, l’eliminazione delle scorie, che può garantirmi un vuoto che non mi distrae da me e che mi consente di accogliere ciò che veramente mi sta a cuore. È un cammino difficile, spesso ci fa paura e ci mette in contatto col nostro dolore, ma come accade nelle favole solo superando le prove più tremende si giunge all’agognata meta. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Lucio Musto
Lucio Musto
Viandante Ad Honorem
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Giovanni, vorrei chiederti un favore:

Ringrazia il tuo amico Antonio (che non è giusto che io non conosca!) per averti suggerito la "Preghiera del Pellegrino" e grazie a te per averla postata.

L'ho letta ieri in Chiesa rivolgendo un pensiero a Lourdes, ai suoi malati e pellegrini, ai disagi dell'alluvione. E mi pare sia stata gradita

Un abbraccio

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Giovanni Keller
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Viandante Residente
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Licola 23/10/2012


Scia

La scia è un fenomeno fluidodinamico che si verifica ogni qual volta un corpo solido si muove attraverso un fluido

Questa la definizione più o meno scentifica di scia. L’altro giorno ero su di un balcone a Posillipo e godevo di uno degli spettacoli più belli del mondo, guardavo il mare e mi perdevo nelle mille cose che si possono scoprire ammirando un paesaggio. Sono rimasto colpito da una scia bianca che andava leggermente attenuandosi , l’ho seguita e dopo averla persa dietro il verde di un pino che sporgeva sull’azzurro del mare, l’ho ritrovata bianca di schiuma ed alla fine un grosso motoscafo. La barca procedeva e feriva la superfice dell’acqua, ma il mare placido e possente non si accorgeva dell’offesa, ricomponeva la cicatrice e ritornava tutto come prima, la barca non esisteva più e l’uomo che la guidava, indifferente al mare, seguiva il suo destino. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
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Viandante Residente
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Licola 24/10/2012

Completezza

Al nuovo albeggiare i marinai erano pronti a riprendere il viaggio, volgendo verso nord la prua.


Ieri sera sono stato invitato alla presentazione di “ A tavola tra mari e vulcani”, un libro di archeogastronomia. È stato davvero interessante ascoltare i vari relatori che hanno analizzato l’opera da vari punti di vista: archeologico, gastronomico, economico, di costume. La presentazione fatta dall’autore mi ha colpito per l’approccio che ha dato alla ricerca, scientifico, storico ma anche appassionato e con un po’ di spazio per la fantasia. Ha specificato che vivere oggi con completezza, significa conoscere anche i trascorsi storici delle cose più semplici. È una metodologia che condivido totalmente, ma comporta certo delle difficoltà. Oggi che dobbiamo fare tutto velocemente, non possiamo permetterci il lusso, per imparare una lingua, di partire dallo studio della letteratura. Si parte direttamente dalla conversation. Eppure io non ho saputo fare a meno, quando mi sono appassionato alla fotografia, di studiare un po’ di fisica ottica. Forse è per questo che non sono riuscito ad imparare l’inglese. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
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Viandante Residente
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Licola 25/10/2012

La favola

Un lento e cadenzato tum, tum, tum, tum.
È alle mie spalle, tum, tum.
Un rumore sordo, tum, dal basso lo sento salire in alto.
Ora è all’altezza del mio stomaco e lo paralizza, tum, tum.
Risale come un brivido la mia schiena, tum.
Rimbomba nel cervello, tum, tum, tum, tum.
Le mia dita si stringono attorno alla cima che ho in mano.
Tum, tum.
I miei occhi si fanno di vetro e guardano fisso avanti,
senza vedere altro che quel rumore che tutto riempie,
Tum, Tum, Tum,
quel rumore che sale e cresce, di avorio sulle tavole di legno del ponte,
su per i gradini fin in cima al cassero, Tum, Clack.


È bello ascoltare favole, ma è anche bello raccontarle. Mio nipote Antonio mi ha inviato una parte del suo lavoro: la traduzione di “ Moby Dick or the whale”. Mi ha molto emozionato la sua interpretazione del personaggio Achab, il capitano della baleniera che vive per incontrare la balena bianca. Io, che ho avuto una venerazione per Melville , tanti anni fa quando i miei nipoti erano piccoli, amavo raccontare brani di questo romanzo e calcavo la mano sul capitano Achab che in piedi sulla prua della sua lancia urlava alla sua ciurma :” Voga”. Ora Antonio mi ha scritto:” Se leggi l'ingresso di Achab e lo confronti con Melville ti renderai conto che il mio Achab non l’ho preso da un libro…”. È bello ascoltare favole, ma è anche bello raccontarle. Grazie Antonio. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
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Licola 26/10/2012

Benedizione

Possa la strada venirti incontro, possa il vento sospingerti dolcemente,
Possa il mare lambire la tua Terra e il Cielo coprirti di benedizioni.
Possa il sole illuminare il tuo volto e la pioggia scendere lieve sul tuo tempo.
Possa Iddio tenerti sul palmo della Sua mano fino al nostro prossimo incontro.


Domenica scorsa ho partecipato alla messa che Gennaro Matino tiene per i bambini della sua parrocchia alle dieci e mezza. È una messa un po’ particolare, i bambini siedono sui gradini dell’altare e partecipano con canti, balli ed anche parlando tra di loro, tutto in grande armonia. Il sacerdote non legge il vangelo ma lo racconta stando in mezzo ai bambini. Mi ha colpito la benedizione finale che ho voluto regalarvi, pensando che possa essere ben accetta anche da chi non pratica un credo religioso. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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