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Storria d'ammori

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NinfaEco
NinfaEco
Viandante Ad Honorem
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E' per fortuna. Cesira lo aveva capito da subito.
Era l'intensa attività mentale a cui Venter si dedicava ad aver deteminato il pietoso aggravarsi del suo stato. La soluzione era una: impedire l'afflusso di sangue verso il suo cervello, organo inutile ed ormai logoro dirottandolo su di un altro, invece di qualità notevole.
Iniziò così la terapia, con lo zelo che la contraddistingueva, fin dai tempi in cui faceva la Crocerossina sulle trincee del Carso.
E ad operato concluso volse il suo sguardo a Venter.

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Pazza_di_Acerra
Pazza_di_Acerra
Viandante Ad Honorem
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Il ragazzo, reduce da anni e anni di digiuno e memore di certe prestazioni dello zio Pasquale con sua madre, strappò brutale le mutande ascellari di cesira e la rovesciò sul letto che, di proprietà dell'ASL, rovinò a sua volta rovinosamente al suolo. L'anguilla impazzita del ragazzo non se ne diede per inteso e si tuffò intrepida nelle secolari intimità di una donna che a suo tempo aveva conosciuto gli obici, assai meno portentosi, dei soldati austro-ungarici.

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NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
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Tumulto, sussulti, trivelle ed esplosioni. Cesira era incerta su cosa stesse accadendo, se un intero esercito di Turchi del Squadrone Speciale Addestrato "Find the G Point" la stesse possedendo usando il corpo di Venter come arma impropria o se piuttosto fosse già defunta e stesse sperimentando la condizione dei Beati in Paradiso.
Per sanare tale mistico dubbio, si avvinghiò con tutta se stessa a Venter ed in breve fù interamente sedotta e vinta dalla sua ineguagliabile presa di spalla.
Mai, da che praticava il suo pio servizio le era capitata un'esperienza del genere... mai aveva incontrato un degente con tali "enormi potenzialità".
Mentre il Vicino Centro dei Rilevazione Sismica rilevava scosse di Magnitudo 10 tali da allertare la Protezione Civile, Venter e la Cesira sfondarono il pavimento raggiungendo insieme il piacere mente sprofondavano nel pentolone di Pastina che stava cuocendo sul fornello delle sottostanti cucine dell'Ospedale.

(Pazza... le ricordo che la storia porno era l'altra... scostumata ! Storria d'ammori - Pagina 2 214252 )

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Pazza_di_Acerra
Pazza_di_Acerra
Viandante Ad Honorem
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Orpo! imbarazzo

I volontari del centro Don Guanella, dopo aver recuperato i reprobi e averli rivestiti alla meglio, li portarono dal direttore sanitario, tale don Gargiulo, che, licenziata Cesira su due piedi, cercò di imporre a Venter un matrimonio riparatore o, in alternativa, una serata a lume di candela con lui e il vescovo.

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NinfaEco
NinfaEco
Viandante Ad Honorem
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Ma Venter non poteva accettare tali improbe imposizioni... vuoi perchè la presenza dei alcune Stelline in Brodo ancora attaccate ai peli del suo Deretano lo rendeva irritabile, vuoi per le traumatiche esperienze di Gioventù con Don Aristide lo avevano segnato.
" No, io non ci sto!" Urlò Venter in un impeto di virilità che nessuno dei presenti si attendeva da colui che fino ad allora era stato un grigio internato affetto da sindrome ossessivo compulsiva con tratti nevrotici. Con un guizzo si liberò dalla presa degli infermieri ed elevandosi nell'aria con un balzò utilizzò la schiena del Primario a guisa di Catapulta Infernle dei Fratelli Dereck. Lo aveva sempre saputo che ore e ore di visione di Holly e Benji in modalità Vegeto gli sarebbero servite prima o poi. E' fù così, con le chiappe piene di Pastina e attraverso la via della finestra, che Venter si incamminò per la prima volta coraggiosammente solo per le vie del mondo.
Camminando, camminando... giunse in una strana Villa... molto ma molto grande.
Lo accolsero subito, perchè erano rimasti senza Stalliere e un bel Giovanotto "Enormemente Dotato" come lui tornava utile.
Ancora Venter non sapeva che il sinistro nome di quella Villa era Arcore.

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Pazza_di_Acerra
Pazza_di_Acerra
Viandante Ad Honorem
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Il padrone di casa, un nano con orecchie da Dumbo e l'espressione di uno che soffre di stitichezza, guardava con palese interesse l'apparato riproduttivo di Venter. "Emilio, disse al suo sottoposto, credi che il professore sia in grado di sostiturmi la pompetta con un pene vero?" "ma certo, mia eminenza, per fare il bunga bunga con una roba più lunga direi che questo ragazzo capita a fagiolo!"

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NinfaEco
NinfaEco
Viandante Ad Honorem
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Il Perfido Nano non era nuovo a pensieri simili e da tempo li aveva cuciti insieme ricavandone un progetto. Era un progetto di carne e sangue che dormiva nell'Oscurità delle cantine di Arcore, un mostro costruito con i pezzi migliori dei corpi di chi aveva ceduto, per stanchezza o per debolezza, al suadente richiamo del cancello della Villa. Il Nano avrebbbe poi preso possesso di quel corpo, sedendosi nella scatola cranica, come a suo tempo fece Tetsuia con Jeeg Robot d'Acciaio.
E un solo pezzo mancava a quell'orrendo mostro: un super battacchio.
Era il pezzo fondamentale, dato che l'intero mostro era pensato per possedere colei che il Nano più bramava di possedere: Donna Italia.


Storria d'ammori - Pagina 2 274731 Mi è venuta bene !!!!!!!!!!

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Pazza_di_Acerra
Pazza_di_Acerra
Viandante Ad Honorem
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Non so. Così scadiamo nella metafora. Spetta che ci penso un po'! hug tenderly

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RobyM
RobyM
Viandante Storico
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Ammazza che romanzo avvincente!!!
festa

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Pazza_di_Acerra
Pazza_di_Acerra
Viandante Ad Honorem
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Se vuole collaborare alla stesura, è la benvenuta. Triangoliamo anche qui! rotolarsi dal ridere

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RobyM
RobyM
Viandante Storico
Viandante Storico
Hum.. la "virata" su Frankestein ed Arcore e' troppo vincolante, mi spiace.
La vena politica come ormai tutta la satira sul Berlusca mi annoia a morte.*

*edit: non lascia molto spazio all'immaginazione, ecco.

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NinfaEco
NinfaEco
Viandante Ad Honorem
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Sorriso Scemo Si continua? Eh? Storria d'ammori - Pagina 2 2504199820

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Pazza_di_Acerra
Pazza_di_Acerra
Viandante Ad Honorem
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Il giovane Venter, fiutata l'aria, si avventò di colpo su una specie di fraticello roseo e pelato, che profumava di borotalco, tranne che nell'alito che, a forza di leccare il culo del padrone, ricordava una discarica alle ore 12.00 di ferragosto. "Venga qui, signor Bondi, che la prendo in ostaggio" disse effettuando una presa che aveva visto fare allo zio Pasquale sulla sua mamma, e mentre il vate di Silvio pigolava, lo trascinò lontano, lasciando il porcellone con un palmo di naso, e soprattuttro con quella che Freud chiamava "invidia del pene".

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NinfaEco
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Le agghiaccianti urla di Bondi si levarono nel cielo di arcore, come stormi di corvi neri su un campo di frumento scompigliato dalla grandine, ed il frullare di quelle nere grida cambio in gemiti e mugolii, simili a sciami di farfalle. Quando Bondi venne restituito al mondo, era un uomo nuovo. Mondato e purificato da quel clistere di saggezza Bondi intonava un garrulo canto "Egli è venuto, Italia sii pronta. E' giunto l'uomo dell'antica promessa." E così gorgheggiando, abbandonò Arcore per diffondere nel paese la lieta novella.

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Pazza_di_Acerra
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Il giovane Venter si aggirava intanto spaesato per la campagna brianzola. Giunto nei pressi di Meda iniziò ad avvertire un pungente odore di uova marce e capì che Milano non doveva essere lontana. Baldanzoso, si piazzò sulla ai lati della superstrada e si mise a fare l'autostop.

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NinfaEco
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Passarono ore. I Tir sfrecciavano di fronte a lui indifferenti. Le auto lo schizzavano con sprezzo affondando nelle pozzaghese alla diossina le loro ruote in corsa. Ben presto Venter comprese che erano ormai lontani i tempi in cui con un solo pollice si arrivava lontano.
Si allontanò allora da ciglio della strada meditando sul da farsi e ne aprofittò per fare pipì. L'abnorme arnese di Venter si distese oltre il Guard Rail innaffiando la campagna circostante. Le gocce dorate disegnarono in breve un grande arcobaleno che incorniciò entro la sua volta colorata l'intero orizzonte.
Nel frattempo, il traffico scorreva e nel suo grigio flusso si trovò a passare anche La Marisona, camionista Emiliana di provata esperienza e floride forme. La Marisona aveva grandi zinne, qualche pelo sul mento ed un cuore romantico. Fin da piccola fantasticava principi e principesse, e si immaginava in equilibrio su scarpette di cristallo. Poco importa se i suoi piedi calzassero in realtà il numero 46 a pianta larga. Non così era la sua anima di eterna fanciulla. Fù così che, ruttando la tanica di birra che si beveva a colazione, si fermò assorta e sognante a contemplare la bellezza di quell'arcobaleno.
Il destino, su una tangenziale, agevolato da zampilli, di urina stava compiendosi inesorabile.

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Pazza_di_Acerra
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Rinfoderata l'arma, Venter si girò verso il camion fermo accanto a lui, e alla guida le parve di intravedere la strega Nocciola di Walt Disney. "Ma scialta su mo ben, bel moretto, che la Marisona ti dà uno strappetto". E fu così che Venter si trovò seduto al fianco della giunonica bolognese a chiacchierare. Dopo una mezzoretta di viaggio era ormai entrato in tale confidenza con la donna, che osò porle un quesito che l'aveva sempre incuriosito: "Marisona, ma è vero che voi bolognesi siete rinomate per i tortellini e per i pompini?". La Marisona lo guardò con sospetto: "Tortellini? Ma che son 'sti tortellini?"

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Pazza_di_Acerra
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Allora 'sto racconto, va avanti o no?

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NinfaEco
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Pazza_di_Acerra ha scritto:Rinfoderata l'arma, Venter si girò verso il camion fermo accanto a lui, e alla guida le parve di intravedere la strega Nocciola di Walt Disney. "Ma scialta su mo ben, bel moretto, che la Marisona ti dà uno strappetto". E fu così che Venter si trovò seduto al fianco della giunonica bolognese a chiacchierare. Dopo una mezzoretta di viaggio era ormai entrato in tale confidenza con la donna, che osò porle un quesito che l'aveva sempre incuriosito: "Marisona, ma è vero che voi bolognesi siete rinomate per i tortellini e per i pompini?". La Marisona lo guardò con sospetto: "Tortellini? Ma che son 'sti tortellini?"

"Ho sentito dire che si tratta di pasta ripiena" disse Venter "Ma nelle lande desolate da dove provengo altro dei tortellini non è dato sapere".
E si rivolse alla Marisona speranzoso.

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Pazza_di_Acerra
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Viandante Ad Honorem
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La Marisona, che bramava da ore di farsi farcire, svoltò in un viottolo, si strappò la canottiera e sussurrò allo sbigottito Venter "Ma senti mo ben, che io son la pasta, ma non sono ancora ripiena. Tu non hai nulla che faccia al caso?". Il giovane Venter, che di tanto in tanto scadeva al livello di Renzo Bossi, frugò nel cassetto del cruscotto e porse alla Marisona una confezione di scottex e un rotolone Regina.

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NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
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" E che tu vuoi fare? Oh grullo !" chiese interdetta la Marisona....

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PaperMoon
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Viandante Mitico
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Venter intuì vagamente che la Marisona si aspettava qualcosa da lui. Gli vennero in mente, nell'ordine, la mamma, zio Pasquale e Don Aristide e nessunissima idea su cosa potesse volere da lui quel pezzo di... donnona.
Poi nella nebbia del suo cervello si affacciò la Cesira con in mano il pappagallo e in men che non si dica smutandò la ben capitata

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Pazza_di_Acerra
Pazza_di_Acerra
Viandante Ad Honorem
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Omettendo descrizioni particolareggiate, che tanto piacerebbero a casalinghe e maniaci del calibro di xmanx, salteremo a due ore dopo, quando la Marisona, ormai ridotta ad un ammasso di carne inerte e sudaticcia, supplicò a più riprese il giovane Venter di sposarla. "Devo chiedere alla mamma e allo zio Pasquale" blaterò il simil Trota rinfoderando il cannone.

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NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
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Marisona non lo sapeva... ma quello era il problema: la mamma
Si da il caso infatti che "la mamma sia sempre la mamma" e, nella fattispecie si trattava di un gran troione ....

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Pazza_di_Acerra
Pazza_di_Acerra
Viandante Ad Honorem
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...come dimostravano le stupefacenti acrobazie e i complicati incastri con cui irretiva tuttora lo zio Pasquale. "Mo sorbole, ma mandale un essce emme essce" sbottò la Marisona.

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