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Ebe, coppiera degli dei

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altamarea
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Viandante Affezionato
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Nella mitologia greca Ebe è figlia di Zeus e di Era.

Per gli antichi Greci Ebe era la personificazione della giovinezza. E’ citata da Omero e da Esiodo.

Nella mitologia romana la dea corrispondente ad Ebe è Juventas (= “giovinezza”).  

Sul monte Olimpo, sede degli dei, Ebe aveva la mansione di enofora, dal lemma greco “oenophorum”, parola composta da “oinos” (=vino) + “phero” (= portare). Oltre al vino serviva il nettare come bevanda e l’ambrosia come  cibo. (Iliade, libro IV).

Il noto scultore Antonio Canova tra il 1796 ed il 1817 realizzò quattro versioni del mito di Ebe, rappresentata mentre avanza con passo leggero e lievemente inarcata in avanti, nell’atto di servire i convitati di un invisibile banchetto olimpico, al quale ella rivolge lo sguardo.

Ebe, coppiera degli dei Ebe-Museo-di-San-Domenico-Forl%C3%AC-696x970
questa è la quarta ed ultima versione. Canova la realizzò nel 1816-’17.
La statua è conservata a Forlì nei Musei San Domenico.



Ultima modifica di altamarea il Ven 8 Feb 2019 - 15:11, modificato 2 volte

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altamarea
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Gli antichi Greci  come contenitori per il vino usavano vari tipi di brocche, dette  oenochoai , al singolare  oenochoe, parola composta  oînos , "vino" + khéō , "io verso".

Gli enofori o coppieri erano detti “oinokóos”.  

Ebe, coppiera degli dei 220px-Oinoche_Camiros_fantastic_Louvre_A318
oenochoe a trifoglio, 600 a. C. circa,  Parigi, Museo del Louvre  

Ebe, coppiera degli dei 125px-Tithonos_Eos_Louvre_G438
Oenochoe a bocca trilobata in bronzo con testa di Dioniso sull'attacco del manico, 330-320 aC,

Il vino lo  bevevano annacquato per abbassare il grado alcolico.  Di solito il rapporto era tre parti di acqua ed una di vino.

La miscelazione del vino con l’acqua avveniva in un vaso in ceramica o in terracotta,  detto “cratere” , (plurale kratḕres; dal verbo greco  kerànnymi (="mescolare, mescita").  

Ebe, coppiera degli dei 220px-Calyx-krater_Louvre_CA929
cratere a calice

Ebe, coppiera degli dei Cratere_a_campana
cratere a campana

Per bere usavano lo skyphos, realizzato in legno, terracotta o metallo.
Lo skyphos (plurale skyphoi) aveva due piccole anse, solitamente orizzontali, sotto l'orlo.

Ebe, coppiera degli dei 220px-Man_youth_Met_06.1079
skyphos attico tipo A, 540-530 circa a.C. Metropolitan Museum of Art

Veniva usata anche la kylix , una tazza o  bacinella che consentiva di prendere il vino contenuto nel kantharos (un recipiente con maniglie) o nel rhyton, un corno potorio spesso plasmato nella forma di una testa umana o di animale.

Ebe, coppiera degli dei 310px-Dancing_woman_krotala_BM_1920%2C0613.1

La Kylix era la più comune coppa per bevande nell'antica Grecia, c. 500 a.C., British Museum

Ebe, coppiera degli dei 150px-Dionysos_kantharos_BM_B589
Il kantharos associato a una raffigurazione di Dioniso

Il kantharos (pl. kantharoi) era una coppa per bere diffusa in ambito greco ed etrusco.

Ebe, coppiera degli dei 111px-Kantharos_Eros_Louvre_CA1587
Kantharos a figure rosse del Pittore di Shuvalov, seconda metà del V secolo a.C. Louvre CA1587.

Ebe, coppiera degli dei 220px-NAMA_Rhyton_Anavyssos
Rhyton attico, c. 460–450 a.C., Museo archeologico nazionale di Atene.

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altamarea
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Il successore di Ebe nella mansione di sommelier degli dei fu il giovane Ganimede (in greco antico Ganymédēs), personaggio della mitologia greca, descritto da Omero come il più bello di tutti i mortali.

Una versione del mito vuole Ganimede  rapito da Zeus in forma di aquila per farlo  servire come coppiere sull'Olimpo.  

Ebe, coppiera degli dei 220px-Ganymede_eagle_Chiaramonti_Inv1376
Ganimede e l’aquila, III secolo d.C. circa. In questa scultura è raffigurato con la coppa sulla mano destra.

Un'altra versione narra che Zeus per sottrarre Ganimede alla vita terrena si mutò in un’aquila e si avventò sul giovane mentre stava pascolando il suo gregge sulle pendici del monte Ida. Lo rapì  e lo portò sull'Olimpo dove ne fece il suo amato. Per questo motivo nelle opere d'arte antiche Ganimede è spesso raffigurato accanto ad un'aquila, abbracciato ad essa, o in volo su di essa; in altre opere d'arte è  rappresentato con la coppa in mano.

il mito di Ganimede evidenzia un modello sociale dell'antica pederastia greca, accettata tra un uomo adulto ed un ragazzo.

Ebe, coppiera degli dei 220px-Ganymede_Julien_Louvre_RF3001
Ganimede versa del nettare a Giove trasformato in aquila.



Ultima modifica di altamarea il Ven 8 Feb 2019 - 15:12, modificato 1 volta

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Lady Joan Marie
Lady Joan Marie
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Mi fa sempre molto piacere ricordare i miti greci e le loro usanze, per me è come un bel tuffo nel passato ! E la cosa mi fa venire in mente quando letteralmente "divoravo" i libri di mitologia greca! Grazie.
saint

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tiziana
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[quote="Lady Joan Marie"]Mi fa sempre molto piacere ricordare i miti greci e le loro usanze, per me è come un bel tuffo nel passato    ! E la cosa mi fa venire in mente quando letteralmente "divoravo" i libri di mitologia greca! Grazie.
 /quote

Con tutti i libri greci che hai letto mai che ti accorgessi di qualche strafalcione, per carità...Se non li leggevi era lo stesso...



Ultima modifica di tiziana il Ven 8 Feb 2019 - 11:34, modificato 1 volta

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tiziana
tiziana
Viandante Affezionato
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@altamarea ha scritto:Nella mitologia greca Hebe è figlia di Zeus e di Era.

Per gli antichi Greci Hebe fu la personificazione della giovinezza. E’ citata da Omero e da Esiodo.

Nella mitologia romana la dea corrispondente ad Hebe è Juventas (= “giovinezza”).  

Sul monte Olimpo, sede degli dei, Hebe aveva la mansione di enofora, dal lemma greco “oenophorum”, parola composta da “oinos” (=vino) + “phero” (= portare). Oltre al vino serviva il nettare come bevanda e l’ambrosia come  cibo. (Iliade, libro IV).


Il noto scultore Antonio Canova tra il 1796 ed il 1817 realizzò quattro versioni del mito di Hebe, rappresentata mentre avanza con passo leggero e lievemente inarcata in avanti, nell’atto di servire i convitati di un invisibile banchetto olimpico, al quale ella rivolge lo sguardo.

Ebe, coppiera degli dei Ebe-Museo-di-San-Domenico-Forl%C3%AC-696x970
questa è la quarta ed ultima versione. Canova la realizzò nel 1816-’17.
La statua è conservata a Forlì nei Musei San Domenico.
Scrivo perchè mi ha invitato a farlo il signor Lucio Musto, mio confidente, se non ti sta bene qualcosa di quel che scriverò, pigliatela con lui.
Dunque "Hebe" in italiano non esiste, e non si può scrivere così, forse in inglese, francese o tedesco sì, in italiano, no.
Davanti alle vocali greche vi può essere uno spirito aspro e quando c'è non si deve mettere l'acca dinanzi alle parole, quindi non scriveremo Hebe, Hera, Harmonia, ma Ebe, Era e Armonia.
Cordialità.

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altamarea
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Nell’antica Atene e nell’antica Roma il concetto di amore era diverso tra loro e dal nostro.

In Grecia, Eros “squassa l’anima come vento che al monte sulle querce si abbatte”, canta Saffo.  

Eros come desiderio dai corpi arriva alle menti e poi all’idea suprema di bello e bene, come si legge nel Simposio di Platone.

Esiodo nella sua “Teogonia” descrive il Cielo, la Terra ed una terza forza cosmica,  chiamata Eros, che nell’antica lingua greca significava “desiderio”. Egli è il dio dell’amore fisico e del desiderio sessuale.

Per i Greci Eros era una follia permessa solo alla gioventù, sconveniente in un vecchio.  

Diverso il comportamento degli dei e di ninfe o demoni. L’immortalità e l’eterna giovinezza dava a loro la possibilità di patire l’eros a piacimento.

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Lady Joan Marie
Lady Joan Marie
Viandante Storico
Viandante Storico

@tiziana ha scritto:
@Lady Joan Marie ha scritto:Mi fa sempre molto piacere ricordare i miti greci e le loro usanze, per me è come un bel tuffo nel passato    ! E la cosa mi fa venire in mente quando letteralmente "divoravo" i libri di mitologia greca! Grazie.
 /quote

Con tutti i libri greci che hai letto mai che ti accorgessi di qualche strafalcione, per carità...Se non li leggevi era lo stesso...
Se il tuo intento era di darmi della stupida mi dispiace non ci sei riuscita! Io i miti li leggevo perchè mi ritenevo e mi ritengo una persona intelligente a cui piacciono le cose intelligenti. Chi è la stupida ora?

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Lucio Musto
Lucio Musto
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
io sono sicuramente una persona intelligente,
perché mi applico alla filosofia del:

"Quando uno sragiona, all'altro tocca ragionar per due"

è lo confesso, molto faticoso star sempre a ragionar per tutti, ma almeno evito
stupidi e dannosi bisticci, che oltre a far perdere tempo prezioso, affaticano
anche il fegato ed irritano i polpastrelli costretti a digitare vacuità sui tasti del PC

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tiziana
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Viandante Affezionato
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@Lady Joan Marie ha scritto:
@tiziana ha scritto:
@Lady Joan Marie ha scritto:Mi fa sempre molto piacere ricordare i miti greci e le loro usanze, per me è come un bel tuffo nel passato    ! E la cosa mi fa venire in mente quando letteralmente "divoravo" i libri di mitologia greca! Grazie.
 /quote

Con tutti i libri greci che hai letto mai che ti accorgessi di qualche strafalcione, per carità...Se non li leggevi era lo stesso...
Se il tuo intento era di darmi della stupida mi dispiace non ci sei riuscita! Io i miti li leggevo perchè mi ritenevo e mi ritengo una persona intelligente a cui piacciono le cose intelligenti. Chi è la stupida ora?
Io, io...

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