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Psicofarmaci e Terapia

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101
Yale
Yale
Viandante Mitico
Viandante Mitico
FragolinaBoumBum ha scritto:
Comunque mi sono flippata a cercare mappe mondiali per cercare di trarre conclusioni,

quello che salta all'occhio è che pare non esserci affatto una connessione tra la quantità di gente con depressione e la quantità di suicidi.
Sembra che la certificazione della depressione abbia più a che fare con gli Stati ed i suicidi più con le culture o la posizione geografica (vedi Brasile o Russia settentrionale).

Flippatissima, senza dubbio. SGHIGNAZZARE
Comunque, secondo me, una delle ragioni plausibili per cui le due mappe non coincidono è che i suicidi non avvengono solo nei casi di depressione ma anche, per esempio, in pazienti affetti da disturbo borderline di personalità, schizofrenia e altro.

102
Magonzo
Magonzo
Viandante Storico
Viandante Storico
FragolinaBoumBum ha scritto:
Sembra che la certificazione della depressione abbia più a che fare con gli Stati ed i suicidi più con le culture o la posizione geografica (vedi Brasile o Russia settentrionale).
beh, è evidente che, se un suicidio si definisce di per sé, perché venga "certificata" una depressione è necessario che su di essa si pronunci in un modo qualsiasi, ma istituzionalizzato, un sistema sanitario;

per sovrapporre le due statistiche in modo utile dovresti averle compiute con criteri omogenei e, appunto, sovrapponibili di raccolta dei dati;
oltretutto, per inferirne una qualsiasi significatività, dovresti anche depurarli per quanto possibile da altri elementi rilevanti, come la diffusione dell'alcolismo o di alcune tossicodipendenze, che possono incidere sull'istinto di autoconservazione.

103
An Boum
An Boum
Viandante Storico
Viandante Storico
beh, appunto.
Nel caso del Brasile, c'è una depressione "certificata" simile a quella degli uSA.
Invece andando a guardare i suicidi la situazione si ribalta proprio allineandosi con la cultura del Messico e Caraibi. Ci sono meno suicidi rispetto a quanti la diagnosi di depressione farebbe prevedere. Inoltre in Brasile c'è (c'era) povertà e droga (così come in Messico).

Il discorso da voi fatto è applicabile al nord della Russia.

O sono io che m'incarto?

104
Magonzo
Magonzo
Viandante Storico
Viandante Storico
FragolinaBoumBum ha scritto:beh, appunto.
Nel caso del Brasile, c'è una depressione "certificata" simile a quella degli uSA.
Invece andando a guardare i suicidi la situazione si ribalta proprio allineandosi con la cultura del Messico e Caraibi.
beh, che la rilevazione tra USA e Brasile possa essere considerata omogenea è abbastanza improbabile; sia per capillarità e mezzi diagnostici, ma soprattutto per abitudine culturale a concepire determinate manifestazioni come indizio di una patologia, analogamente a quanto potrebbe accadere per altri comportamenti e circostanze; per fare un esempio, in una certa cultura la violenza domestica viene riconosciuta come tale e come reato, mentre in un altra può essere reputata come una circostanza normale e "ammissibile", e perciò non denunciata e rilevata;

il suicidio poi si correla anche a molti aspetti sociali, come l'autostima, la percezione di sé le pressioni ambientali; ma anche a condizioni materiali organiche endogene o indotte esogenicamente che possono predisporre all'autolesionismo, poiché inibiscono l'istinto di autoconservazione;

insomma, le correlazioni vanno dedotte con prudenza...

105
An Boum
An Boum
Viandante Storico
Viandante Storico
Si. Comunque posto le ultime mappe e la chiudo qui sadness

Se ci sono posti in cui si "certifica" di più per vari fattori allora la mappa della depressione bipolare dovrebbe essere in linea con la mappa di quella unipolare, ed invece

MAPPA MONDIALE DEPRESSIONE BIPOLARE
Psicofarmaci e Terapia - Pagina 5 800px-Bipolar_disorder_world_map_-_DALY_-_WHO2002.svg

e poi

MAPPA MONDIALE DEI DISTURBI DA PANICO
Psicofarmaci e Terapia - Pagina 5 800px-Panic_disorder_world_map_-_DALY_-_WHO2002.svg


MAPPA MONDIALE DEI DISORDINI DA DROGA
Psicofarmaci e Terapia - Pagina 5 800px-Drug_use_disorders_world_map_-_DALY_-_WHO2002.svg

MAPPA MONDIALE DEI DISORDINI DA ALCOL
Psicofarmaci e Terapia - Pagina 5 800px-Alcohol_use_disorders_world_map_-_DALY_-_WHO2004.svg

La cosa più lampante è che nelle steppe bevono e si suicidano moltissimo, poveretti.

106
Magonzo
Magonzo
Viandante Storico
Viandante Storico
FragolinaBoumBum ha scritto:
La cosa più lampante è che nelle steppe bevono e si suicidano moltissimo, poveretti.
beh, dando per per metodologicamente corrette le rilevazioni, la correlazione tra alcolismo e suicidio dovrebbe sostenere l'ipotesi della rilevanza del fattore organico, no ?
io però resterei molto prudente, perché le variabili sono troppe per dedurre inferenze significative senza un'analisi molto più accurata.

107
Darkmoon
Darkmoon
Viandante Residente
Viandante Residente
Mi sembra un dibattito tra persone che non sanno di che parlano ma che hanno letto anche troppo ma a cui manca empatia ed esperienza diretta,percui parlate di aria fritta.

108
Yale
Yale
Viandante Mitico
Viandante Mitico
Darkmoon ha scritto:Mi sembra un dibattito tra persone che non sanno di che parlano ma che hanno letto anche troppo ma a cui manca empatia ed esperienza diretta,percui parlate di aria fritta.

Riassumendo Darkmoon:
- sei intervenuta su questo argomento dicendo delle grandi fesserie
- quando te l'ho fatto notare hai cominciato a rigirare la frittata dicendo che io ero saccente e tu sapevi quello che dicevi
- ti ho chiesto allora di affrontare il confronto in modo costruttivo, visto che vantavi esperienza in merito, e te la sei svignata
- ora ritorni e proprio tu che accusi me di saccenza, ti permetti di lanciare un giudizio nei confronti di persone che, a differenza di quanto hai fatto tu, discutono, si confrontano e si scambiano informazioni. E sulla base di cosa? Di niente. Se sei così preparata da poter valutare come "errato" tutto quello che è stato scritto sei pregata di dimostrarlo: su quali basi sarebbe "aria fritta"? E su quali mancherebbe l'esperienza diretta?
Rispondi a queste domande (invito che so già che glisserai) o evita di alzare polvere.

In un thread che hai aperto tu scrivi "Temo di scrivere qualunque cosa ed essere bersagliata(sono una bradipa pacifica!)".
Poverina!
Magari puoi cominciare smettendo di scrivere "qualunque cosa". Letteralmente.

109
paolo iovine
paolo iovine
Viandante Mitico
Viandante Mitico
bisognerebbe specificare cosa si intende con esperienza diretta, se l' aver avuto a che fare con soggetti depressi o l' esserlo stati. A ben vedere, il terapeuta non è tale in virtù dell' essere stato un soggetto depresso, ma proprio perché ha letto molto e ha fatto tirocinio presso altri che sono stati come lui.



Ultima modifica di paolo iovine il Ven 26 Apr 2013 - 18:04 - modificato 1 volta.

110
Yale
Yale
Viandante Mitico
Viandante Mitico
paolo iovine ha scritto:bisognerebbe specificare cosa si intende con esperienza diretta, se l' aver avuto a che fare con soggetti depressi o l' esserlo stati. A ben vedere, il terapeuta non è tale in virtù dell' essere stato un soggetto depresso, ma proprio perché ha letto molto e a fatto tirocinio presso altri che sono stati come lui.


Qui ci starebbe bene la frase di Magonzo circa l'esperienza diretta degli omicidi. SGHIGNAZZARE
Comunque...in linea di massima sono d'accordo con te, a meno che non sia un terapeuta depresso; ma qualche informazione in più rispetto a chi non è nè depresso nè terapeuta dovrebbe averla, si spera.
Aspettiamo trepidanti che Darkmoon ci dica cosa intenda per "esperienza diretta", e ci spieghi su quali basi ha deciso che qui nessuno ce l'abbia.

111
Candido
Candido
Viandante Storico
Viandante Storico
Yale ha scritto:
Aspettiamo trepidanti che Darkmoon ci dica cosa intenda per "esperienza diretta", e ci spieghi su quali basi ha deciso che qui nessuno ce l'abbia.
Mi viene il sospetto che dark possa essere vittima della sindrome di rinfaccio della depressione (SRD). A volte ne sono vittima anch'io. Si tratta di questo: "Che ne sapete voi della sofferenza, io, solo io ho veramente sofferto e posso parlarne, voi non potete fare altro che discutere per frasi fatte e pregiudizi...".
Il sospetto che anch'io possa esserne vittima mi viene ad esempio quando, intervenendo su argomenti del genere in altri forum, asserisco che un vero strizzacervelli dovrebbe aver conosciuto per esperienza diretta e personale i mali che pretende di voler curare. Essendone poi in qualche modo, più o meno uscito.
Al di là di tutto credetemi se vi dico che nessuno ha mai soffrito più di me... YES

112
Darkmoon
Darkmoon
Viandante Residente
Viandante Residente
Yale ha scritto:
Darkmoon ha scritto:Mi sembra un dibattito tra persone che non sanno di che parlano ma che hanno letto anche troppo ma a cui manca empatia ed esperienza diretta,percui parlate di aria fritta.

Riassumendo Darkmoon:
- sei intervenuta su questo argomento dicendo delle grandi fesserie
- quando te l'ho fatto notare hai cominciato a rigirare la frittata dicendo che io ero saccente e tu sapevi quello che dicevi
- ti ho chiesto allora di affrontare il confronto in modo costruttivo, visto che vantavi esperienza in merito, e te la sei svignata
- ora ritorni e proprio tu che accusi me di saccenza, ti permetti di lanciare un giudizio nei confronti di persone che, a differenza di quanto hai fatto tu, discutono, si confrontano e si scambiano informazioni. E sulla base di cosa? Di niente. Se sei così preparata da poter valutare come "errato" tutto quello che è stato scritto sei pregata di dimostrarlo: su quali basi sarebbe "aria fritta"? E su quali mancherebbe l'esperienza diretta?
Rispondi a queste domande (invito che so già che glisserai) o evita di alzare polvere.

In un thread che hai aperto tu scrivi "Temo di scrivere qualunque cosa ed essere bersagliata(sono una bradipa pacifica!)".
Poverina!
Magari puoi cominciare smettendo di scrivere "qualunque cosa". Letteralmente.

E' incredibile quanto tu sia calcolatrice e sia stronza!Tu non hai fatto altro che giudicare tutti e ti permetti queste osservazioni.Sei davvero incredibile nel senso peggiore del termine!Ho fatto bene a mandarti a quel paese ma ammetto che lì dovresti restare!
Volevo solo intendere con quella scritta che invece di parlare di dati qualcuno potrebbe esporsi e raccontare se l'ha avuta.
Candido:tutto quello che hai scritto non mi appartiene,non nego che mi sia spiegata male,ma tanto ci sono utenti qui che aspettano solo di fartelo notare senza voler capire,e devo dire che sono quasi sempre le donne,ma in particolare una.Qui chiudo,perché non è un forum per me.Vi libero senza problemi,è chiaro che ci sono persone che devono attaccare prima di capire e questa cosa non è per me!

113
Darkmoon
Darkmoon
Viandante Residente
Viandante Residente
Yale ha scritto:
Darkmoon ha scritto:
Ninfa:difatti gli psicofarmaci da soli non servono a nulla dopo qualche tempo,necessitano una terapia psicologica,di un percorso che comunque si fa.Il dolore va affrontato certo,ma neanche gli psicofarmaci l'allontanano,dipende sempre se alcune malattie come depressione vengono definite tali o solo mancanza di volontà e di conseguenza vengono affrontate diversamente.C'è un dibattito in tal senso da psicologi e psichiatri,i primi non vogliono e non possono prescrivere psicofarmaci,i secondi non li disdegnano.
Ognuno di noi ha una soglia di tolleranza al dolore,e una capacità di conviverci,se lo psicofarmaco permette di salvare la vita a qualcuno ben venga!

Non ci siamo. Non sembra tu abbia idea nè di cosa sia uno psicofarmaco nè di cosa sia una depressione.



QUI la stupidata l'hai scritta tu!!ma la tua presunzione non sembra aver limiti!!Tu puoi giudicare gli altri,no?carina!!istighi e poi ti nascondi dietro alla tua saccenza,triste!

114
Magonzo
Magonzo
Viandante Storico
Viandante Storico
Darkmoon ha scritto:Volevo solo intendere con quella scritta che invece di parlare di dati qualcuno potrebbe esporsi e raccontare se l'ha avuta.

qui mi permetto di rispondere, poiché ho parlato dei dati e mi sembra di essere stato chiamato in causa;
il tema di questo 3d è l'opinione degli utenti sui diversi approcci, no ? pertanto, mi sembra che valutazioni sui dati siano esattamente uno degli elementi essenziali per discutere degli approcci stessi;

poi, una nota di educazione e sensibilità umana:
hai mai pensato che chi evita di raccontare proprie esperienze dirette - come tu invece auspicheresti - potrebbe avere ottimi e ponderati motivi per affrontare la questione mantenendo una certa distanza emotiva, od un certo riserbo, o semplicemente perché ritiene fuorvianti i casi personali addotti a dimostrazione ?

visto che con un tale approccio evidentemente non si giudica, né si offende nessuno, non capisco perché debba suscitare alti lài o polemiche, sbatter di porte o altro... boh ?!

115
An Boum
An Boum
Viandante Storico
Viandante Storico
Darkmoon ha scritto:
Yale ha scritto:
Darkmoon ha scritto:Mi sembra un dibattito tra persone che non sanno di che parlano ma che hanno letto anche troppo ma a cui manca empatia ed esperienza diretta,percui parlate di aria fritta.

Riassumendo Darkmoon:
- sei intervenuta su questo argomento dicendo delle grandi fesserie
- quando te l'ho fatto notare hai cominciato a rigirare la frittata dicendo che io ero saccente e tu sapevi quello che dicevi
- ti ho chiesto allora di affrontare il confronto in modo costruttivo, visto che vantavi esperienza in merito, e te la sei svignata
- ora ritorni e proprio tu che accusi me di saccenza, ti permetti di lanciare un giudizio nei confronti di persone che, a differenza di quanto hai fatto tu, discutono, si confrontano e si scambiano informazioni. E sulla base di cosa? Di niente. Se sei così preparata da poter valutare come "errato" tutto quello che è stato scritto sei pregata di dimostrarlo: su quali basi sarebbe "aria fritta"? E su quali mancherebbe l'esperienza diretta?
Rispondi a queste domande (invito che so già che glisserai) o evita di alzare polvere.

In un thread che hai aperto tu scrivi "Temo di scrivere qualunque cosa ed essere bersagliata(sono una bradipa pacifica!)".
Poverina!
Magari puoi cominciare smettendo di scrivere "qualunque cosa". Letteralmente.

E' incredibile quanto tu sia calcolatrice e sia stronza!

hihihihihi

Candido ha scritto:
Yale ha scritto:
Aspettiamo trepidanti che Darkmoon ci dica cosa intenda per "esperienza diretta", e ci spieghi su quali basi ha deciso che qui nessuno ce l'abbia.
Mi viene il sospetto che dark possa essere vittima della sindrome di rinfaccio della depressione (SRD). A volte ne sono vittima anch'io. Si tratta di questo: "Che ne sapete voi della sofferenza, io, solo io ho veramente sofferto e posso parlarne, voi non potete fare altro che discutere per frasi fatte e pregiudizi...".
Il sospetto che anch'io possa esserne vittima mi viene ad esempio quando, intervenendo su argomenti del genere in altri forum, asserisco che un vero strizzacervelli dovrebbe aver conosciuto per esperienza diretta e personale i mali che pretende di voler curare. Essendone poi in qualche modo, più o meno uscito.
Al di là di tutto credetemi se vi dico che nessuno ha mai soffrito più di me... YES

Candido sei una bellissima persona; probabilmente, il tuo problema è eccesso di sensibilità.

116
Candido
Candido
Viandante Storico
Viandante Storico
Ringrazio Fragolina, dopo decenni di problemi psicologici acuti posso dire che per evitare il suicidio ho imparato un po' per volta ad "educare" questa benedetta sensibilità in modo da non farmene travolgere.
Tornando all'argomento del thread, dirò che mi sorprende possa suscitare tanta animosità in alcuni...Comunque spesso il sostegno psicologico da solo può non bastare, almeno all'inizio. Anche perché uno stato depressivo può risultare acuito dalle salatissime parcelle di alcuni terapeuti, ti dicono che l'impegno nel pagamento è anche un impegno verso se stessi per migliorare la propria situazione, e intanto ingrassano alle tue spalle. All'epoca, quando facevo analisi, affrontai esperienze tragicomiche di vario tipo che, se un giorno sarò di ottimo umore, racconterò. Roba da fare invidia anche a Woody. Quasi vent'anni sballottato fra freudiana classica, junghiana, psicodramma, bioenergetica ecc.ecc.ecc....
E quanti analisti cani, soprattutto fra quelli che si definivano "alternativi"...ALTERNATIVI DE CHE????

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Yale
Yale
Viandante Mitico
Viandante Mitico
Darkmoon ha scritto:
E' incredibile quanto tu sia calcolatrice e sia stronza!Tu non hai fatto altro che giudicare tutti e ti permetti queste osservazioni.Sei davvero incredibile nel senso peggiore del termine!Ho fatto bene a mandarti a quel paese ma ammetto che lì dovresti restare!
Volevo solo intendere con quella scritta che invece di parlare di dati qualcuno potrebbe esporsi e raccontare se l'ha avuta.
Candido:tutto quello che hai scritto non mi appartiene,non nego che mi sia spiegata male,ma tanto ci sono utenti qui che aspettano solo di fartelo notare senza voler capire,e devo dire che sono quasi sempre le donne,ma in particolare una.Qui chiudo,perché non è un forum per me.Vi libero senza problemi,è chiaro che ci sono persone che devono attaccare prima di capire e questa cosa non è per me!

Darkmoon ha scritto:
QUI la stupidata l'hai scritta tu!!ma la tua presunzione non sembra aver limiti!!Tu puoi giudicare gli altri,no?carina!!istighi e poi ti nascondi dietro alla tua saccenza,triste!

Ullallà, siamo ai paroloni!
Un altro modo per continuare a girarci intorno, complimenti, non me l'aspettavo...o forse sì:

Yale ha scritto:Rispondi a queste domande (invito che so già che glisserai) o evita di alzare polvere.

Comunque...
Io non giudico, io leggo e controbatto. Ogni mia replica ai tuoi commenti è sempre stata argomentata, a differenza di quanto abbia fatto tu: la mia frase che tu riporti come "stupidata" era, per esempio, riferita alla tua affermazione secondo cui la depressione si riduce ad una mancanza di volontà (te l'ho anche messa in grassetto, vedi?).
Non ci sono persone che attaccano prima di capire, ma ci sono persone che non sanno confrontarsi in modo costruttivo.
Quanto alla tua fuga dal forum non mi tange, ma la motivazione non me la bevo: se avessi considerato la valle uno spazio comunque divertente e interessante avresti continuato a frequentarla indipendentemente da me (esiste un tasto "ignore").
Io non mi nascondo dietro a niente: questa i freudiani la chiamerebbero "proiezione".
Bye.

118
An Boum
An Boum
Viandante Storico
Viandante Storico
Candido, aspettiamo che tu sia di ottimo umore sorriso

119
Candido
Candido
Viandante Storico
Viandante Storico
FragolinaBoumBum ha scritto:Candido, aspettiamo che tu sia di ottimo umore sorriso

Meglio non dirlo, per scaramanzia, ma ultimamente in generale va un po' meglio...soltanto adesso che la cupa vecchiaia si avvicina a passi da gigante... Psicofarmaci e Terapia - Pagina 5 73990920

120
An Boum
An Boum
Viandante Storico
Viandante Storico
sadness

mi fa piacere che tu stia meglio, ma ho parlato di un tuo possibile ottimo umore perchè qualche riga sopra hai scritto che in un'eventualità del genere ci avresti raccontato qualche storiella divertente sugli incontri con certi psicologi che hai frequentato YES

121
hakimsanai43
hakimsanai43
Viandante Storico
Viandante Storico
S.Francesco aveva bisogno di psicofarmaci? Io direi di no.
E Papa Innocenzo III ? Quello della strage dei Catari,ne aveva bisogno?
Io direi di sì.
E allora?
Cos'è che provocano gli psicofarmaci?
Peace

122
Lostboy
Lostboy
Viandante Storico
Viandante Storico
hakimsanai43 ha scritto:S.Francesco aveva bisogno di psicofarmaci? Io direi di no.

Infatti, che c'è di strano a parlare coi lupi e i passeri?

hakimsanai43 ha scritto:
E Papa Innocenzo III ? Quello della strage dei Catari,ne aveva bisogno?
Io direi di sì.
Peace

Non è stata colpa sua, è stato il suo terapista a consigliargli di esprimere la rabbia repressa

123
hakimsanai43
hakimsanai43
Viandante Storico
Viandante Storico
YES
Io parlo con i gatti,con i cani e con i pappagallini e considero
la cosa normalissima.
E oggi ho detto ad una mia amica:"Salutami il dott.Peschern."
E lei:"Non mancherò"
Io chiamo dott.Peschern il suo bellissimo gatto beige e nero.Perchèè dott.?"
Perchè un giorno l'ho visto mangiare erba gramigna e ciò significava che aveva disturbi all'apparato urinario.
Lui sapeva cosa mangiare per guarire dunque? Dunque dott.Peschern
medico fitoterapista,dico bene?
SGHIGNAZZARE

124
nextlife
nextlife
Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
NinfaEco ha scritto:La terapia è un percorso personale molto lungo. Questo percorso implica fatica da parte di chi lo intraprende. Nulla di ciò che compete il suo malessere è delegato ad altri. La persona ha per intero la responsabilità di se stessa. Nessuno sbocco è garantito. Il punto d'arriva, anche se era implicito nella richiesta di una terapia, appare sempre come un che di inaspettato.
Lo psicofarmaco invece è un medicinale, che per produrre effetti richiede tempo ma che si configura come la risposta immediata ad un bisogno. Laddove la terapia implica la capacità o la volontà di maturare la capacità di tollerare la frustrazione e differire l'appagamento, il farmaco costituisce l'illusione della possibilità di una risposta magica, che tutto risolva in formato pocket.
Se la sofferenza fosse sangue lo psicofarmaco sarebbe un tampone, mentre la terapia sarebbe il suo fluire. Non un fluire libero, tumultuoso, emorragico ma gestito e "controllato". Le ferite si rimarginano naturalmente proprio attraverso lo scorrere del sangue che ripulisce la lacerazione, rallenta pian piano ed infine la sigilla.
Quanto è utile quindi tamponare una ferita a prescindere da ciò che contiene? Ciò che decide l'evolversi di una lacerazione verso la cancrena o verso il suo rimarginarsi, è anche il suo contenuto.
Può curare una farmaco? Il farmaco può essere terapeuto visto e considerato che si basa sul principio della delega ad altro di ciò che è nostra responsabilità?
Io sono contraria al loro utilizzo, che invece vedo essere prassi comune, eccezion fatta per psicotici gravi che non possono contare su altre risorse. Ritengo che lo psicofarmaco non solo non risolva i problemi, ma ne crei anche se somministrato sotto controllo medico.

Ma siccome è una posizione discutibile la mia, discutiamone.


Intanto, sistemerei il titolo del thread che sarebbe corretto divenisse: «Psicofarmaci e Psicoterapie».
Diciamo poi che la frase «la terapia è un percorso personale molto lungo» è qualcosa di opinabile, soprattutto in quanto affermazione perentoria ed univoca.
Relativamente ad essa, rilevo poi un paio di retrogusti.
Il primo, di stampo psicoanalitico e ciò, proprio dal punto di vista psicoterapeutico, a mio parere richiede più di una cautela.
Il secondo, di carattere mistico – religioso che, francamente, epurerei di gran carriera da questo contesto.
L’affermazione (sebbene legittima in quanto riferita ad un proprio pensiero) «…lo psicofarmaco non risolva i problemi» invece non è opinabile: è scorretta, in primis poiché generica…
Infine, la frase: «anche se somministrato sotto controllo medico» contiene un concetto un pochino nebuloso che meriterebbe più di un approfondimento.

Detto ciò, posso affermare che tra gli ambiti della conoscenza personale nei quali ho mitigato (ma solo un pochino) il mio grado di confusione ed ignoranza, difficilmente posso trovare una questione più complicata (e delicata) di quella che il thread evoca e che, ovviamente, trascende l’aspetto specifico e chiama in causa la totalità di quella strabiliante, impalpabile e complicatissima entità che è la psiche (e naturalmente le strutture organiche/meccanismi fisiologici che la generano).

Io, a questo punto, penso sia il caso di dire: «nonostante».
Si perché:
- nonostante io simpatizzi maggiormente per l’approccio psicoterapeutico.
- Nonostante non mi siano oscuri i limiti dell’ortodossia biologico/organicista-determinista/riduzionista.
- Nonostante conosca le profonde contestazioni, le rivoluzioni, i mutamenti che hanno interessato la psichiatria.
- Nonostante conosca i limiti (e le profonde critiche ) degli strumenti diagnostici principali utilizzati nell’ambito dei disturbi psichici.
- Nonostante conosca gli esiti delle ricerche che hanno ridimensionato assai le pretese esclusive di alcuni approcci psicofarmacologici.


Beh, nonostante tutto ciò (ed anche altro), in coscienza non posso non considerare quanto la (psico)farmacologia sia in grado di fare, quali le possibilità che è in grado di offrire, quale il quadro integrato di intervento che si viene a delineare.
Mi sembra che al di là di interessi personali, corporativi, identitari, ecc, se si mantiene ferma la focale su ciò che davvero merita quell’attenzione: il disturbo e la sua soluzione o miglioramento, non si possa non convenire che l’approccio integrato è indispensabile, almeno potenzialmente.

Quando dico «potenzialmente» mi riferisco ad un modello che ha possibili soluzioni integrate, laddove nessun apporto viene demonizzato, tra l’altro superando ad occhi chiusi i dati empirici, quand'anche quelli scientifici.
Possibili interazioni quindi, non interazioni obbligate.
Le varie casistiche, supportate da un apporto dinamico di studi sull’efficacia terapeutica, sapranno chiamare in causa un approccio piuttosto che l’altro, la prevalenza di uno rispetto all’altro, la loro interazione sequenziale e via discorrendo.

Mi sembra che da alcuni lustri, almeno un’illuminata avanguardia di quel mondo nominalmente qualificato di specialisti che si occupano della psiche, si stia muovendo in questa direzione che è poi l’unica in grado di esprimere quell’elasticità di cui non possiamo fare a meno.
Il merito di quelle avanguardie è poi duplice poiché si può ascrivere loro il tentativo di ricomporre le profonde fratture che dividono sfere professionali che non possono (e non devono) operare contrapposte in un ambito che – in realtà- non lo permette.

Recuperare la salubrità di quel rapporto/dialogo non sarà cosa semplice visto che chiama (anche) in causa aspetti concettuali e normativi molto contorti ed infelici (basti pensare a cosa è stato prodotto – nel nostro paese - nel definire la psicoterapia); chiama in causa le pressioni corporative da neutralizzare (come quelle che hanno portato, ad esempio, il nostro legislatore (o magari era semplicemente impreparato) a consentire al medico – e non solo allo psicologo – di accedere al percorso formativo di psicoterapeuta, oppure alla vicenda che riguarda la psicologia clinica) e bla, bla, bla.

Infine, trovo che un’importante opera di autocritica e di auto calibrazione debba essere compiuta anche in ambito psicoterapeutico, sostanzialmente partendo da tre aspetti:
- una psicoterapia che non funziona, non è una psicoterapia.
- Numerosi e poderosi sono i danni che possono essere arrecati da una psicoterapia sbagliata o anche non funzionante, se protratta nel tempo; danni che sono qualitativamente e quantitativamente superiori agli aspetti negativi di una (psico)farmacoterapia.
- Non è il disturbo psichico (e quindi il paziente) che si deve adattare agli specifici approcci psicoterapeutici, semmai il contrario..

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