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Il mio desiderio di oggi

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Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
Viandante Residente
Licola 1/2/2013


Lavoro

Ogni giorno gran da fare dice mamma.

Il lavoro, nato come mezzo, spesso diventa fine. Talvolta ci innamoriamo del nostro lavoro, cosa che può capitare e ben venga, ma non facciamoci prendere dalla divisa che indossiamo, in tal caso alla fine della giornata potremmo scoprirci nudi. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
Viandante Residente
Licola 2/2/2013


Voglio


I maestri aprono l'uscio, ma devi entrare da solo


Questo proverbio, manco a farlo a posta cinese, entra in perfetta risonanza con il mio modo di pensare. A Napoli diciamo : aiutati ca Dio t’aiuta. Non prendiamocela col resto del mondo, guardiamo con occhio attento ciò che ci circonda. Ricordiamoci sempre che il nostro percorso è frutto delle nostre decisioni, una volta girammo da un lato piuttosto che dall’altro, solo ieri abbiamo preferito fermarci invece di continuare. Alle medie avevo un amico col quale studiavo e dividevo il tempo, frequentavamo le rispettive famiglie e ci sentivamo inseparabili, lui poi decise per studi diversi da quelli scelti da me ed ormai da sempre vive negli States. Penso che tutti possiamo raccontare fatti del genere. Basta lo schiocco delle dita e la nostra vita cambia. Tutto concorre a formare il nostro essere di oggi. Chissà quanti maestri ci hanno aperti usci che non abbiamo voluto varcare. Ricordiamoci che solo con la nostra decisione possiamo fare delle scelte. Al maestro non possiamo chiedere altro aiuto oltre a metterci sulla via, se ci spinge oltre la porta non è un maestro. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
Viandante Residente
Licola 3/2/2013


Sempre tempo

…. ma c’è tempo ancora, non infinito, ma c’è tempo ancora.

Quando non vogliamo fare qualcosa diciamo che non c’è più tempo oppure procrastiniamo dicendo che c’è ancora tempo. Vogliamo ignorare, poveri noi, che in tal modo diamo la stura ai sensi di colpa che ci divoreranno e ci daranno ben più dolore che se avessimo fatto ciò che la vita ci ha posto innanzi. La frase finale del libro che da poco ho finito di leggere ci mette in guardia da questo rischio, lasciandoci, amorevolmente uno spiraglio. Ricordiamo che fino all’ultimo istante della nostra avventura terrena ogni momento è buono per dare una svolta alla nostra esistenza. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
Viandante Residente
Licola 4/2/2013


Integrità

Sii uno ed allora diventa tutto possibile, perfino l’impossibile.

C’è chi crede nell’esistenza dell’anima, chi ritiene ci sia un’entità spirituale, chi ancora pensa siamo solo corpo con una parte organica specializzata nel calcolo razionale, mi sembra comunque che sia difficile asserire che l’esame delle singole parti possa darci un’idea del tutto. L’insieme delle componenti ci dà l’unicità che ci caratterizza come esseri umani, ciascuno con le proprie originalità. Le mani hanno senso solo se dietro di esse c’è qualcosa che le fa muovere. Non rubiamo il mestiere agli anatomopatologi, viviamo integri la nostra vita. Accettiamo l’invito di Buddha per far diventare possibile l’impossibile. La nostra integrità è l’unico luogo che racchiude ora quel che siamo stati, quello che siamo e quello che saremo. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
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Licola 5/2/2013


Ti voglio bene

Si è vero ci vediamo raramente, qualche volta ci sentiamo per telefono, poche volte ci scriviamo, però ti voglio bene.

“L’anima e la carne” è un film del millenovecentocinquantasette, con Deborah Kerr e Robert Mitchum, è l’incontro tra un militare ed una suora. Il regista John Huston racconta il travaglio di due persone che scelgono di tener fede alle proprie scelte a discapito del sentimento che li univa. C’è comunque amore, c’è guardarsi negli occhi, c’è soffrire, c’è rincorrersi e fermarsi. È per me difficile volersi bene senza una qualche vicinanza e frequentazione, senza aiutare chi amo, senza lenire le sue pene, senza ricevere abbracci e baci. Sono legato al corpo ed all’anima. Non mi basta vederti raramente o sentirti qualche volta per telefono o scriverti talvolta. Siamo “L’anima e la carne”. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
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Licola 6/2/2013


Cercare

Ma, come sempre, cercando una cosa se ne trova un'altra...
Tiziano Terzani

Sono andato per fare una gita, vedere un posto che non conoscevo, mi piaceva il nome del paese, i negozi erano chiusi per fare colazione, solo una pizzeria aperta. Ci trovavamo a mare il tempo non era buono, non potevamo fare il bagno così decidemmo di andare a fare una passeggiata nell’interno. Così iniziò la nostra esperienza, senza cercare trovammo quel che faceva al caso nostro in quel momento della nostra vita. Eravamo in una terra magica dalla quale volemmo farci catturare, succedeva ventiquattro anni fa. Nella pizzeria mi indicarono una famiglia in un paesino di pochi abitanti, ci andammo, incominciò un viaggio esoterico che rimane in maniera indelebile nel mio vissuto e credo anche in quello della mia famiglia e degli amici che vivevano con noi quei giorni, non dimentico nessuno. È bello farsi catturare da quel che si incontra, mettiamoci sempre alla ricerca, pronti a cogliere ciò che troviamo. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
Viandante Residente
Licola 7/2/2013


Come un giorno

L'amore e' come un giorno
se ne va
se ne va...
l'amore e' come un giorno
abbagliato dal sole
tormentato dal vento
ubriaco di pioggia...
l'amore e' come un giorno
se ne va
se ne va....

Dove andranno mai i nostri sentimenti e le emozioni forti che passano? Che fine farà lo struggimento e la gioia ed il dolore ed i ricordi di te? Dove ritroverò il mio adolescente ed i sogni che ho fatto con te? Ora cammino ancora e non sono stanco, continuo a progettare sogni e porto con me tutto quello che sono stato e che ancora sarò. Un forte abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
Viandante Residente
Licola 8/2/2013


Criscito

Il lievito madre veniva tramandato di generazioni in generazioni. Si usa per innescare la fermentazione che rende poi il pane digeribile e predisposto a donarci tutta la sua ricchezza di minerali e vitamine.

Mi piacerebbe essere un piccolo pezzo di pasta madre, incline ad innescare fermenti. Mi piacerebbe essere della farina per imbiancare le mani di chi viene a contatto con me. Mi piacerebbe essere dell’acqua per rinfrescare chi mi usa. Mi piacerebbe infine essere un pezzo di pane per esser mangiato. Sono certo desideri ambiziosi, esagerati, forse è più facile esser un buon maestro che un piccolo pezzo di lievito. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
Viandante Residente
Licola 9/2/2013


Guardiamoci

Sai cosa significa imparare? Quando impari veramente, impari dalla vita; non c’è un insegnante particolare da cui imparare. Tutto ti è di insegnamento: una foglia morta, un uccello in volo, un profumo, una lacrima, il ricco e il povero, coloro che piangono, il sorriso di una donna, l’alterigia di un uomo. Impari da ogni cosa, quindi non hai bisogno di guide spirituali, di filosofi, di guru. La vita stessa ti è maestra, e tu sei in uno stato di costante apprendimento.

Guardiamoci dentro, guardiamoci intorno e soprattutto guardiamoci dai falsi maestri. Con un piccolo sforzo di attenzione verso noi stessi e rilassando la nostra mente saremo in grado di fare del mondo che ci circonda il nostro insegnante. Accettiamo il suggerimento del pensatore indiano Jiddu Krishnamurti Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
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Viandante Residente
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Licola10/2/2013


Ancora vuoto

Figlioli, io sono niente.
Figlioli, la mia persona non conta.
Figlioli, io sono un sacco vuoto che lo Spirito santo riempie …

In queste parole di Giovanni XXIII ancora il vuoto come concetto di accoglimento. Non lasciamoci ingannare dalle parole: sono niente, la mia persona non conta, sono un sacco vuoto. Se da un lato possiamo pensare ad una completa cancellazione della personalità, dall’altro c’è l’affermazione forte, ripetuta: io sono. È la mia volontà quindi che decide di svuotarsi per farsi riempire, di abdicare, di affidarsi. Nella quotidianità normalmente facciamo decidere per noi qualcun altro, ci affidiamo ad un medico, all’autista del mezzo pubblico, ad un insegnante, ad un tour operator che ci organizza la vacanza . La nostra volontà però si blocca quando deve decidere di dare un indirizzo alla propria vita, allora per un malinteso senso di libertà, decide di non decidere. Non temiamo di svuotarci, è l’azione preliminare per diventare ricchi. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
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Viandante Residente
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Licola11/2/2013


Esigenza

Io non ho bisogno di denaro
ho bisogno di sentimenti
di parole
di parole scelte sapientemente
di fiori detti pensieri
di rose dette presenze
di sogni che abitino gli alberi
di canzoni che facciano danzare le statue
di stelle che mormorino
all'orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia
questa magia che brucia
la pesantezza delle parole
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

“Il vero nutrimento” è il titolo della poesia di Alda Merini. Io penso che quando ciascuno di noi sentirà profondamente l’esigenza di nutrirsi delle cose descritte in questa poesia, allora ci sarà certamente un mondo migliore. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
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Viandante Residente
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Licola12/2/2013


Innamorarsi

Innamorarsi è voglia di conoscere e di farsi conoscere. Ti incontro mi sento preso e voglio subito raccontarti quello che mi piace e sentirti raccontare come sei e riconoscere in te tutto quello che mi piace di te.

Sono sempre stato facile alle cotte improvvise. Mi innamoro di una persona che vedo per pochi istanti, rapito dal suo sguardo, da un pensiero espresso che mi risuona, da un particolare atteggiamento. Mi innamoro di posti, persone, animali, scrittori, ricordi, città, ristoranti, mi innamoro delle mie emozioni. Ora mi sento preso da David Maria Turoldo. Ho appena finito un suo librettino di riflessioni, intitolato “Colloqui con papa Giovanni”. Leggendolo mi riusciva difficile seguirlo, comprenderlo, poi alla fine nelle ultime pagine si è svelato con chiarezza il suo pensiero. Ho voglia di condividerlo, ho pensato quindi, nei prossimi tre incontri, di inviarvi altrettanti brani tratti dal suddetto libro. Nel rispetto delle mie idee e convinzioni, cerco sempre di essere altrettanto rispettoso dei convincimenti altrui, questa volta, giocoforza, mi rivolgerò maggiormente ai cattolici, sono contento comunque di essere ascoltato da tutti nella speranza che ciascuno possa trovare qualche spunto interessante anche per se stesso. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
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Viandante Residente
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Licola13/2/2013


Pace

…. ho già detto come papa Giovanni era riuscito, da solo, a riunire tutto il mondo per ben tre volte. Da solo! Una volta con la Pacem in terris. Finalmente una speranza comune che ci disarmi tutti! Non c’è altro; non c’è altra soluzione che la pace. Pace come suprema razionalità. Pace come necessità biologica. Senza pace ci perderemo tutti.

Come David Maria Turoldo facciamo nostre le parole di Giovanni XXXIII, convinciamoci che la pace non è una scelta, è un obbligo, è l’unica strada, non ce ne sono altre. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
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Viandante Residente
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Licola14/2/2013


Verità

… Un’altra volta ha riunito il mondo con il discorso di apertura del concilio: quella giornata terminata con la luna che splendeva su Roma, terminata con la carezza del papa a tutti i fanciulli. E nel discorso le cose che diceva! Basta con le condanne, basta con i profeti di sventura. Basta con l’arroganza di chi si sente proprietario della verità. La verità ci trascende tutti, è sempre immensamente più grande di noi. È per la vera religione lui, che diceva con tutta la sua persona,con la sua faccia radiosa: “ Misericordia voglio e non sacrificio “.

Colui che nell’immaginario collettivo dovrebbe essere il detentore delle verità sulla terra, ci invita a non essere arroganti nell’imporre le nostre convinzioni, ci invita a non condannare, ad essere misericordiosi. Che insegnamenti! La verità non può essere appannaggio di un singolo, “è sempre immensamente più grande di noi”. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
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Viandante Residente
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Licola15/2/2013


Morte

…. E la terza volta che ha unito il mondo è stata con la sua morte. Quella beata morte, in faccia all’universo; quella morte all’antica: l’ultima morte allo stato naturale, si può dire. “ Figlioli, le valigie sono pronte. Arrivederci, figlioli. Cercate sempre ciò che unisce non ciò che divide”. Ricordate? La fortuna, la grazia, la gioia di chi c’era, di quanti gli sono stati contemporanei. I pianti per le strade e su tutte le porte di casa: tutti a sentire come se fosse morto il proprio padre, la madre, un familiare. Così per il mondo intero: per l’ateo, e il credente, e il comunista, e il luterano ….

Beata morte, così definisce David Maria Turoldo, la morte di Giovanni XXXIII. Com’è dolce l’idea di una morte bella, beata, quasi rilassante, a coronamento di una vita vissuta in pace ed amore. Non vi sembrerà strano quindi, se auguro a tutti noi una beata morte. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
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Viandante Residente
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Licola 16/2/2013





Ambizione



Il mio desiderio di oggi: far nascere esigenze di vita vera.



Vorrei stimolare, stuzzicare, incuriosire, scavare, far venir la voglia. È la mia ambizione di oggi. Mi piacerebbe poi sapere che dalla mia spinta siete giunti da qualche parte, certamente diversa da dove sono giunto io. Mi piacerebbe sapervi in viaggio, d’avventura in avventura, in mezzo a paesaggi splendidi ed amori epici, distesi su letti di gioia, pieni comunque di vita da vivere. Mi piacerebbe, mi piacerebbe tanto. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
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Viandante Residente
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Licola 17/2/2013


Impronta

Insegnerai a volare, ma non voleranno il tuo volo.
Insegnerai a sognare, ma non sogneranno il tuo sogno.
Insegnerai a vivere, ma non vivranno la tua vita.

Ma in ogni volo, in ogni sogno e in ogni vita
rimarrà per sempre l’impronta dell’insegnamento ricevuto.

Gli incontri lungo il cammino lasceranno per sempre il segno nella nostra vita. Noi lasceremo per sempre il segno nella vita di coloro che incontreremo. Saremo insegnanti, come ci racconta Madre Teresa di Calcutta, e quindi dovremo essere attenti e responsabili, non dovremo però affezionarci ai nostri insegnamenti. Il vero maestro sa liberare il proprio insegnamento e nel momento in cui lo dà già non è più suo, su di esso non resta che una piccola firma che va sbiadendosi col tempo. Quando vogliamo dare qualcosa, diamola fino in fondo, non usiamo i nostri insegnamenti come guinzagli che tengono gli altri attaccati a noi. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
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Viandante Residente
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Licola 18/2/2013


Chiarezza

La capacità entropica dell’entalpia osmotica si fonde con l’allotropia apoplettica dell’abbassamento crioscopico, donde se ne deduce che la mirabolante astenia, definita parabolicamente fenil-metil-pirazolone…….

Tanti anni fa durante un’assemblea sindacale, tenuta sul posto di lavoro, ascoltai l’intervento di un sindacalista. Appena tornato in ufficio scrissi, in un brano di cui ho riportato l’inizio, ciò che avevo capito. Ormai so che chi è poco chiaro con gli altri, lo è perché non ha chiarezza dentro di sé, perché vuole nascondere la propria ignoranza, la propria povertà intellettuale. Può capitare anche a noi di essere ignoranti o poveri o poco chiari, accettiamo il nostro stato ed esso non sarà più un impedimento; può essere un buon inizio. La poca chiarezza serve solo a tenere le acque torbide ed a non farci vedere cosa succede intorno a noi. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
Viandante Residente
Licola 19/2/2013


Inquietudine

La sola arte di cui mi accontento è quella che, elevandosi dall’inquietudine, tende alla serenità.

Andrè Gide esprime in questa frase il bisogno di tranquillità. La sua vita non fu certo improntata alla pacatezza. Mise in discussione educazione e regole. Fu additato per certe sue sregolatezze e pagò il non volersi piegare alle consuetudini. Volle sentirsi libero di criticare cattolici bigotti ed atei mangiapreti. Se ben pensiamo in tutti c’è una molteplicità di modi di essere ed è forse per questo che cerchiamo la serenità. Foscolo che aveva dentro di se uno “ spirto guerrier “, anelava alla “ fatal quiete “. Siamo di tutto un po’ e l’inquietudine ci spinge verso la serenità. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
Viandante Residente
Faenza 20/2/2013


Aggancio

Stamattina mi ha telefonato Peppe, io stavo preparando il caffè, mi ha detto: “ vulesse ‘na tazzulella ‘e cafè”.

Che grande cosa “ a tazzulella ‘e cafè “. Anche chi non è un grande bevitore di caffè ne prende con piacere una tazzina. A me piace prenderne poco per volta, nu surzillo. Ognuno ha le sue fisime, più o meno dolce, amarostico, del tutto amaro, bollente, possibilmente seduti, il caffè è una filosofia di vita su cui è stato detto e scritto di tutto di più. C’è chi ha teorizzato il caffè con le quindici c: comme ch’e cazzo coce chestu ccazzo e cafè ca chianu chianu n’ce chiavammo n’cuorpo co cucchiarino. La cosa certa è che la tazzina di caffè costituisce una scusa, un alibi. Un amico maestro, il sacerdote Antonio Maione, la usava come gancio per catturare le persone. Si metteva sotto la galleria Principe di Napoli ed invitava i passanti : “ posso offrirle un caffè?”. A quel punto il gioco era fatto, si era instaurato il rapporto. È anche vero che a volte le persone preoccupate dicevano :” no grazie, ho già dato”. Spesso viviamo una vita di paura, temiamo il contatto, ci spaventa il confronto. Con le giuste precauzioni apriamoci all’esterno e rendiamoci disponibili all’aggancio, andiamo con curiosità incontro al diverso da noi. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
Viandante Residente
Faenza 21/2/2013


L’affetto


Penso che nessun'altra cosa ci conforti tanto,
quanto il ricordo di un amico,
la gioia della sua confidenza
o l'immenso sollievo di esserti tu confidato a lui
con assoluta tranquillità:
appunto perché amico.
Conforta il desiderio di rivederlo se lontano,
di evocarlo per sentirlo vicino,
quasi per udire la sua voce
e continuare colloqui mai finiti.

“Il ricordo di un amico”, delicata poesia di David Maria Turoldo, mi riscalda il cuore. L’affetto che viviamo nei rapporti intensi con gli amici è nutrimento per le nostre giornate e aiuta a superare disaccordi ed incomprensioni. L’amico non deve essere un socio, l’amico è principalmente un innamorato. Facciamo leva sull’affetto nei nostri rapporti, la nostra vita sarà più facile e sicuramente più bella e divertente. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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luci62
luci62
Viandante Mitico
Viandante Mitico
ecco,questa sull'amicizia el'affetto nei rapporti con le persone, è proprio una bella cosa che hai scrittto

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Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
Viandante Residente
Faenza 22/2/2013


La tana

La neve pose una tovaglia silenziosa su tutto.
Non si sente se non ciò che accade dentro casa.
Mi avvolgo in una coperta e non penso neppure a pensare.
Sento un piacere d’animale e vagamente penso,
e m’addormento senza minor utilità
di tutte le azioni del mondo.

I versi di Pessoa coincidono col mio stato d’animo. Ieri sera scendevano lievi dei fiocchi di neve, batuffoli bianchi che sembrava ci pensassero un po’ su prima di poggiarsi. Quando sono qui a Faenza vivo una vita tranquilla, scandita da tempi casalinghi discreti. Il riposo del corpo unito a quello della mente mi portano ad opportunità per me insolite, ma non sconosciute. La neve mi ha accompagnato su questa via. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
Giovanni Keller
Viandante Residente
Viandante Residente
Faenza 23/2/2013


Cielo bianco

La neve sul tetto di fronte a me riflette un bianco che non trova soluzione di continuità nel cielo.

Per me è insolito il cielo bianco. A casa mia il cielo è azzurro intenso o grigio scuro o un po’ velato dalla foschia autunnale o dalla caligine estiva che sale dal mare, non è mai bianco. Ora però a sessantasei anni casa mia è anche qui e devo dire che a casa mia il cielo è anche bianco latte. Non ricordo chi ha detto che è sbagliato parlare di radici per gli uomini. L’uomo si sposta non è fisso come una pianta. A malincuore accetto la razionalità di questa affermazione. Mi piace l’idea di affondare il mio inizio in un posto, in una situazione, in un’esperienza, fatti che mi hanno dato un indirizzo che sento ancora oggi. Sono contento però di aver conosciuto altri cieli. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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Giovanni Keller
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Viandante Residente
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Faenza 24/2/2013


Domenica

Oggi, come si conviene ad un giorno festivo, è una bellissima giornata di sole e gli occhi faticano a rimanere aperti per il riverbero del sole sulla neve.

Stamattina nell’aprire le finestre siamo stati accolti da una luce abbagliante. La nevicata dei giorni scorsi ha disteso un drappo omogeneo sulle strade, sfilacciato sui prati, spolverato sugli alberi. Il silenzio ovattato di ieri sera ha lasciato spazio al grattare delle pale che spalano, al chiacchiericcio delle persone che camminano attente sulla neve e contente della voglia ritrovata di uscire all’aria aperta. L’atmosfera di oggi è di quelle che allargano il cuore. Questa neve mi ha regalato l’intima tranquillità di ieri e la gioia festosa di oggi, cambiamento che mi viene dall’esterno. Come siamo completamente integrati con tutto ciò che ci circonda. Rimaniamo sempre partecipi attentamente alle nostre emozioni, viviamole come spettatori ed attori. Un abbraccio a tutti. Giovanni

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